Per la barba di Tutankhamon

La maschera d'oro di Tutankhamon in un'immagine del 2009  Fotografia di Khaled Desouki, AFP/GettyImages

Otto funzionari del Museo Egizio del Cairo sono stati rinviati a giudizio, dopo mesi di indagini preliminari, per il danneggiamento della barba stilizzata di Tutankhamon su uno dei reperti archeologici più famosi al mondo: la maschera funeraria in oro del faraone.
La barba era stata staccata nell'agosto 2014 per poi essere incollata con resina epossidica. Alla fine del 2015 un team di esperti ha restaurato accuratamente la stessa maschera, rimuovendo la resina epossidica e utilizzando cera d'api per riattaccare il frammento. La cera d'api è un materiale organico già utilizzato nell'antichità, che comporta meno rischi di danneggiare il metallo e gli smalti della maschera.

La BBC riferisce che "i conservatori del Museo Egizio, prima sotto inchiesta e poi rinviati a giudizio per negligenza e violazione delle norme profesionali, avevano fornito spiegazioni contaddittorie sulle circostanze del distacco della barba". Qualcuno degli accusati aveva parlato di distacco casuale, altri di rimozione volontaria per verificare un distacco già in atto. I procuratori incaricati del caso hanno sostenuto nella richiesta di rinvio a giudizio che gli addetti del Museo hanno spudoratamente cercato di coprire l'errore, utilizzando colla del tutto inadeguata nel tentativo di risolvere il problema. In tutto, sarebbero stati fatti quattro tentativi per reinstallare la barba, cercando anche di cancellare le prove degli sforzi precedentemente falliti.

la barba prima e dopo l'intervento di restauro
Dovrà dunque fronteggiare il processo un'intera equipe di restauratori, un ex direttore dei restauri e un ex direttore del museo. L'Egypt Daily News riporta in un articolo un altro stralcio dell'accusa dei pubblici ministeri: " Ignorando tutti i metodi scientifici di restauro, i sospetti hanno cercato di nascondere il loro crimine, utilizzando utensili metallici appuntiti per rimuovere parti della colla in ecceso, danneggiando negligentemente il prezioso reperto di tremila anni".

La maschera in oro è tornata a splendere in pubblico nelle teche del Museo lo scorso dicembre, dopo interventi di restauro iniziati nell'ottobre 2015, questa volta, affidati ad un superteam tedesco.

I recenti restauri hanno consentito di studiare a fondo il manufatto affidandosi anche a materiale d'archivio, che ha presentato qualche sorpresa. La preoccupazione per la barba di Tut risale infatti al ritrovamento della sua tomba nel 1922. "Lo studio della maschera ha dimostrato che la barba era staccata al momento del ritrovamento e non fu rifissata fino al 1946", ha affermato Christian Eckmann, l'esperto tedesco leader del team di restauro durante la conferenza stampa per il ritorno al pubblico della maschera.

Christian Eckmann lavora al restauro della maschera d'oro di Tutankhamon al Museo Egizio del Cairo.
Fotografia da Mohamed Abdel Ghany, Reuters
Eckmann è specialista nel restauro di vetri e metalli, le due componenti principali della maschera d'oro. In precedenza si era occupato di altri manufatti egizi, in particolare delle due statue di rame del re Pepi I e di una testa dorata di Horus. Le informazioni raccolte dalle scansioni in 3D della maschera così come i dettagli emersi dall'ultimo accurato restauro, saranno pubblicati in un libro di prossima uscita.

Secondo Friederike Fless, presidente dell'Istituto Archeologico tedesco del Cairo, una delle istituzioni che ha collaborato al processo di ripristino della barba, il danno del 2014 è stato forse sopravvalutato dalle autorità: "dato che la barba, come le ricerche hanno incontrovertibilmente dimostrato, era già staccata in origine."

La barba finta o stilizzata era un simbolo importante nell'antico Egitto, era l'iconografia con cui i faraoni si identificavano in Osiride, il dio degli Inferi. A differenza della vita reale dell'epoca, in cui i peli sul viso erano considerati un segno di status sociale basso, indossare una barba finta con la punta rivolta all'insù, come nella maschera di Tut e in tante altre rappresentazioni, era un simbolo di divinità.

di Khaled El Samman
Fonte http://www.nationalgeographic.it/

Mondo Tempo Reale

About tricasandu

Mondo Tempo Reale è il blog che dal 2010 vi racconta le notizie più incredibili, strane, curiose e divertenti: fatti imbarazzanti, ladri imbranati, prodotti assurdi, ricerche scientifiche decisamente insolite.
{[['']]}
    Blogger Comment
    Facebook Comment