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giovedì 18 dicembre 2014

Uno dei piu' incredibili video di meteorologia mai visti nel web

MondoTempo Reale     22:00  
Un paio di mesi fa è stato pubblicato un fantastico video time-lapse chiamato Stormscapes, che mostrava tempeste e mesociclconi, video realizzato dal fotografo Nicolaus Wegner.
Lo stesso Wegner, recentemente, dopo essere stato per un anno a caccia di tempeste ha messo insieme un altro video, Stormscapes2, che è molto, molto meglio rispetto al primo. In realtà, è seriamente uno dei video meteo più incredibili che si sia mai visto.
Dalla sequenza di apertura fino all’ultimo fotogramma, tutto è magnifico ed è anche bellissimo come Wegner lascia che la musica possa ispirare le emozioni di chi guarda.





Abbiamo imparato tanto circa il tempo e siamo in grado di prevedere con buona precisione dove e quando i tornado possono formarsi, e convincere la gente a mettersi in sicurezza. Mentre si guarda Stormscapes2, si resta in soggezione nei confronti della bellezza del tempo e se si comprendono bene molti di questi fenomeni, si posono apprezzare anche le cose che non capiamo. E quando apprendiamo, possiamo dare le cose al meglio, salvando la vita delle persone.
La Scienza salva la vita, e questa è una buona cosa da imparare. Sempre
Tratto e tradotto da www.motherjones.com

Tratto da pianetablunews.wordpress.com

Scoperto il più grande “Gioiello” dell’universo: sforna oltre 2.000 stelle ogni anno

MondoTempo Reale     19:20  

Un gigantesco ammasso di galassie, denominato XDCP J0044.0-2033 (o più brevemente XDCP J0044) è stato l’oggetto due studi a guida INAF condotti con i satelliti Chandra della NASA ed Herschel dell’ESA. Studi che da una parte certificano come l’ammasso, ribattezzato “Gioiello”, sia il più massiccio gruppo di galassie scoperto finora alla distanza record di 9,5 miliardi di anni luce da noi: la materia in esso contenuta equivale a quella di quattrocentomila miliardi di volte quella presente nel nostro Sole. I lavori testimoniano anche l’età relativamente giovane dell’ammasso, che gli astronomi stimano all’incirca di un miliardo di anni. E giovani sono anche le galassie al centro dell’ammasso, come evidenziato dalle osservazioni nel vicino infrarosso di Herschel: nelle regioni centrali del “Gioiello” è infatti presente una forsennata attività di formazione stellare, che non si riscontra in analoghi agglomerati di galassie più vicini a noi – sia nello spazio che nel tempo – e quindi più evoluti.
«Abbiamo deciso di chiamare l’ammasso Gioiello perché mostra tanti “colori” dello spettro elettromagnetico, che per noi astronomi hanno un preciso significato: si va dall’emissione nella banda X da parte del gas caldo che ci permette di misurare la massa totale del cluster, all’emissione infrarossa della polvere riscaldata dall’intensa attività di formazione stellare» dice Paolo Tozzi, ricercatore dell’INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri che ha guidato ilprimo dei due studi su XDCP J0044, in pubblicazione sulla rivista The Astrophysical Journal. «Ma quel nome vuole anche ricordare il luogo dove il nostro team si è riunito per la prima volta a discutere sui dati di Chandra relativi a questo oggetto celeste, ovvero a Villa il Gioiello, dove Galileo Galilei trascorse l’ultimo decennio della sua vita e scrisse alcune delle sue più importanti opere».
L’osservazione del Gioiello nei raggi X da parte di Chandra è durata oltre 4 giorni ed è la più profonda osservazione in questa banda di radiazione mai condotta su un ammasso di galassie più distante di 8 miliardi di anni luce. «Trovare questo enorme ammasso di galassie ad una distanza così elevata e quindi ad un’epoca così remota nella storia dell’universo ci ha sorpreso perché non è facile spiegare come un simile oggetto si sia formato nei primi 4 miliardi di anni dopo il Big Bang» aggiunge Tozzi. «Le informazioni che ci forniscono le indagini su XDCP J0044 potranno avere un notevole impatto sulla nostra comprensione di come l’Universo si sia formato ed evoluto su larga scala».
Chandra_xdcp004Ma questo ammasso risulta sorprendente anche per un’altra sua proprietà, emersa dalle osservazioni nell’infrarosso del telescopio spaziale Herschel dell’ESA.
«A differenza degli ammassi più vicini, e quindi più evoluti, nel centro del ‘Gioiello’ le galassie stanno formando stelle ad un ritmo di circa duemila nuovi astri all’anno, un dato strabiliante se pensiamo che in genere al centro degli ammassi si trovano vecchie galassie ellittiche che hanno finito di formare stelle da miliardi di anni» spiega Joana Santos, anche lei ricercatrice INAF all’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, che ha guidato il secondo studio su XDCP J0044, in pubblicazione sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. «Le nostre indagini ci danno una visione senza precedenti di cosa accade negli ammassi di galassie appena formati».
Studiare questo oggetto celeste nel lontano infrarosso è stato determinante poiché è soprattutto in questa banda della radiazione elettromagnetica che si concentra l’emissione della polvere interstellare presente attorno alle stelle in formazione e che viene riscaldata da esse. Così, i ricercatori sono stati in grado di ricostruire la distribuzione e la temperatura di quel materiale e risalire al tasso di formazione stellare nelle galassie dell’ammasso. Per apprezzare il valore misurato da Herschel, che appunto ammonta a circa duemila nuove stelle ogni anno, basti pensare che attualmente in tutta la nostra Via Lattea il tasso della formazione stellare è soltanto di qualche massa solare all’anno.
«Questa altissima frequenza con cui si stanno accendendo nuove stelle nel Gioiello è una novità assoluta per osservazioni di ammassi galattici di questa dimensione – aggiunge Santos – e ci indica che l’ammasso è ancora in una delle prime fasi della sua evoluzione. Sappiamo già che con il trascorrere del tempo poi, anche le galassie nel centro di XDCP J0044 diverranno simili a quelle degli ammassi che osserviamo nell’universo locale, ovvero galassie ellittiche ricche di stelle vecchie e senza più gas diffuso».
Oltre a Paolo Tozzi e Joana Santos, hanno partecipato ai due lavori Stefano Borgani (INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste e Università di Trieste), Rene Fassbender (Postdoc Astrofit presso l’INAF-Osservatorio Astronomico di Roma-Monte Porzio), Mario Nonino (INAF-Osservatorio Astrofisico di Trieste), Piero Rosati (Università di Ferrara e associato INAF), Barbara Sartoris (Postdoc Università di Trieste e associata INAF)


http://www.meteoweb.eu/

Astronomia: ecco il VIDEO che mostra la rotazione della Terra

MondoTempo Reale     15:49  

Il video a corredo dell’articolo è un timelapse e si può chiaramente osservare la rotazione della Terra, in quanto basato su un software che identifica le stelle e, utilizzandole come riferimento, mostra la rotazione della volta celeste.
Le immagini sono state catturate nel parco naturale di Anza-Borrego, Joshua Tree e Yellowstone, nel Maine, nel New Hampshire, nel Massachusetts, nel Tibet, nelle isole Hawaii e nelle Tonga.



http://www.meteoweb.eu/

12 effetti causati dalle Microonde: Forni a Microonde danni e Salute

MondoTempo Reale     12:17  


Dispositivi innocui e convenienti, oppure sinistri aggeggi in grado di fare danni sia al livello biologico che nutrizionale? Una percentuale crescente di persone ha iniziato a prestare attenzione ai consigli degli esperti in salute olistica
e sta adoperandosi per smaltire il proprio forno a microonde per via dei rischi causati dagli alimenti cotti con tale modalità


Noi umani siamo i soli esseri del pianeta che distruggono il valore nutritivo del loro cibo prima di ingerirlo, e tutto ciò avviene anche mediante l'uso delle microonde.

Le microonde sono una fonte di energia elettromagnetica (una forma di radiazione non ionizzante) generata elettronicamente. Le microonde scatenano una rotazione delle molecole d'acqua all'interno degli alimenti in cui penetrano. Tale rotazione causa un violento attrito tra le molecole ed il risultato è un rapido incremento della temperatura.

I forni a microonde adoperano particelle super-veloci per irradiare letteralmente l'acqua contenuta all'interno degli alimenti e portarla ad ebollizione. Il loro uso, oltre ad essere stato individuato come causa di infertilità maschile, denatura molte proteine ​​essenziali contenute nei cibi, rendendole praticamente indigeribili.

La maggior parte degli animali consuma solo cibo naturale e non trasformato; invece gli esseri umani sono riusciti a trovare il modo di rendere il cibo inutile dal punto di vista nutritivo, prima di ingerirlo. Pensate a tutti gli alimenti preconfezionati e trasformati che acquistiamo e consumiamo ogni anno. Non c'è da meravigliarsi se lo stato della nostra salute sia piuttosto precario.

Le microonde agiscono a livello fisico, biochimico e fisiologico; i loro ioni producono radicali liberi che distruggono i virus ed i batteri ma non le tossine e le micro-tossine. Gli esperti hanno concluso che il cibo cotto al microonde perda tra il 60% e il 90% della sua energia vitale e sia molto più veloce nel disintegrarsi strutturalmente. I nutrienti risultano alterati e possono causare malattie digestive. Inoltre le microonde possono incrementare il numero di cellule cancerose nel sangue, nello stomaco e nell'intestino.

La dispersione di radiazioni provocata dalle microonde è un problema serio. Talmente serio che la FDA ha impostato delle severe restrizioni legali in merito alla quantità di dispersione nei dispositivi prodotti dalla industria. Tuttavia, l'unico modo per eliminare del tutto i pericoli connessi alle radiazioni da microonde, è non usarle. E' stato appurato che le radiazioni da microonde siano collegate a cataratta, malformazioni fetali, tumori ed altre gravi patologie.

Proprio per via di tali cause i forni a microonde sono stati banditi in Unione Sovietica nel 1976. Scienziati sovietici hanno scoperto che l'esposizione alle microonde riduca l'assimilazione di alcune vitamine, acceleri sensibilmente la disintegrazione strutturale degli alimenti e susciti lo stress metabolico di alcaloidi, glicosidi e galattosi.

Nel 1991 il medico svizzero Hans Ulrich Hertel realizzò uno studio con cui dimostrò che la cottura o il riscaldamento di alimenti al microonde presenti rischi molto maggiori per la salute rispetto agli alimenti cotti in maniera tradizionale. Riscontrò sensibili cali di emoglobina e linfociti.nei soggetti che mangiavano cibi cotti al microonde.

Nel 2003 uno studio elaborato dal governo spagnolo in Murcia dimostrò che le verdure e la frutta cotte con microonde perdono ben il 97% delle sostanze che contribuiscono a ridurre l'incidenza delle malattie coronariche.

Nel libro Effetti sulla Salute delle Radiazioni a Microonde - Forni a Microonde la dott. Lita Lee asserisce che le radiazioni elettromagnetiche prodotte dai forni a microonde danneggino i cibi e convertano i relativi elementi in pericolosi prodotti organo-tossici e cancerogeni.

In studio uno comparativo tra le pietanze preparate tradizionalmente e quelle cotte nel forno a microonde, edito dalle edizioni Raum & Zelt nel 1992, si afferma:

"Le microonde prodotte artificialmente, incluse quelle dei forni, causano in un solo secondo oltre un miliardo di forzate inversioni di polarità di ogni molecola contenuta degli alimenti colpiti. Tutto ciò rende inevitabile la produzione di molecole innaturali. Negli aminoacidi si riscontrano mutazioni degli isomeri ed una trasformazione in forme tossiche."

Non esistono atomi, molecole o cellule di ogni sistema organico in grado di sopportare una simile potenza distruttiva, anche nella gamma a bassa energia dei milliwatt. Le microonde distruggono rapidamente le delicate molecole di vitamine e fito-nutrienti naturalmente presenti negli alimenti. Uno studio ha dimostrato che il forno a microonde distrugga fino al 97% del contenuto nutritivo delle verdure (vitamine e altri nutrienti a base vegetale utili nella prevenzione delle malattie e nella stimolazione delle funzioni immunitarie).

Il dottor Hertel è stato il primo scienziato a concepire e realizzare uno studio clinico di qualità sugli effetti che i nutrienti scaldati con le microonde producono sul sangue e nella fisiologia del corpo umano. Il suo piccolo ma ben controllato studio ha dimostrato la forza degenerativa prodotta nei forni a microonde con la conseguente trasformazione degli alimenti. La conclusione scientifica ha dimostrato che la cottura con le microonde modifichi i nutrienti nel cibo, e che ciò comporti una serie di mutamenti nel sangue dei soggetti esaminati, situazione potenzialmente in grado di causare deterioramenti nell'organismo umano. Lo studio di Hertel è stato realizzato in collaborazione con il dott. Bernard H. Blanc dell'Istituto Federale Svizzero di Tecnologia e l'Istituto Universitario di Biochimica.



12 Effetti Causati dalle Microonde.

1 - Frattura del "campo di energia vitale" in coloro che sono esposti ai forni a microonde in funzione, con effetti collaterali di durata crescente sul campo energetico umano;
2 - Degenerazione dei paralleli di tensione cellulare durante l'utilizzo dell'apparecchio, specialmente nelle aree sanguigni e linfatici;
3 - Degenerazione e destabilizzazione delle potenzialità energetiche alimentari nei processi del metabolismo umano;
4 - Potenziale degenerazione e destabilizzazione delle membrane cellulari durante il trasferimento catabolico dal processo digestivo al siero sanguigno;
5 - Degenerazione degli impulsi nervosi elettrici nella parte anteriore del cervello in cui risiedono le maggiori funzioni del pensiero;
6 - Degenerazione dei circuiti elettrici nervosi e perdita di campo dell'energia simmetrica nei neuroplessi [centri nervosi] sia nella parte anteriore che in quella posteriore del sistema nervoso centrale;
7 - Perdita di equilibrio delle forze bioelettriche all'interno del sistema di attivazione reticolare ascendente [il sistema che controlla la funzione della coscienza];
8 - Crescente perdita a lungo termine delle energie vitali all'interno di esseri umani, animali e piante che si trovavano all'interno di un raggio di 500 metri delle attrezzature operative;
9 - Effetti residui di lunga durata di "depositi" magnetici sono stati localizzati nel sistema nervoso ed in quello linfatico;
10 - Destabilizzazione e interruzione nella produzione di ormoni e nel mantenimento dell'equilibrio ormonale in maschi e femmine;
11 - Livelli nettamente più elevati di disturbo delle onde cerebrali in alpha, theta, delta;
12 - Come conseguenza del suddetto disturbo sono stati notati effetti psichici negativi, tra cui riduzione della memoria e della capacità di concentrazione, soppressione della soglia emotiva, decelerazione di processi intellettivi, e interruzioni del sonno, in una percentuale maggiore rispetto ad individui non sottoposti continuativamente agli effetti di campo emissivo di apparecchi a microonde, che siano per fini di cottura o di trasmissione dati (v. correlati).

Quanto più si usa il forno a microonde, tanto peggiore diventa lo stato nutrizionale, e più elevate diventano le possibilità di contrarre patologie che indurranno ad assumere farmaci, i quali - naturalmente - creeranno altri squilibri, avviando così una pericolosa spirale discendente.

Di tutte le sostanze naturali - che sono polari - l'ossigeno delle molecole d'acqua è quella che reagisce più sensibilmente. E' in questo modo che viene generato il calore per la cottura a microonde. Le radiazioni colpiscono con violenza le molecole d'acqua producendo un attrito. La struttura ne risulta lacerata, e le molecole vengono deformate attraverso la forza, denominata isomeria strutturale, risultando così compromesse in termini di qualità. Il procedimento è opposto al riscaldamento dei cibi convenzionale in cui il trasferimento del calore avviene dall'esterno all'interno di una pietanza. La cottura con microonde inizia all'interno delle cellule e molecole in cui è presente acqua e dove l'energia viene trasformata in calore mediante attrito.

Quanto segue è la sintesi dei riscontri ottenuti da una serie di ricerche russe pubblicate dalla Atlantis Raising Educational Center di Portland, Oregon:

Le carni cotte a microonde sviluppano d-Nitrosodienthanolamines, noto cancerogeno.
Nel latte e cereali cotti a microonde avviene la conversione di alcuni aminoacidi in sostanze cancerogene.
La frutta scongelata al microonde converte le su frazioni glucoside e galattoside in sostanze cancerogene.
L'esposizione di versure crude, cotte o surgelate alle microonde provoca la conversione di alcaloidi vegetali in sostanze cancerogene, tra cui radicali liberi, in particolare in ortaggi a radici.
I ricercatori russi hanno poi riscontrato una netta accelerazione del degrado strutturale dei cibi che porta ad un valore nutrizionale abbattuto dal 60 al 90% in tutti gli alimenti testati.

Tra i cambiamenti osservati si registrano lo scadimento della bio-disponibilità delle vitamine del complesso B, C, E, minerali essenziali e fattori lipotropi in tutti gli alimenti testati, e vari tipi elementi danneggiati in molte sostanze vegetali, ad esempio alcaloidi, glucosidi, galattosidi e nitrilosidi.

Secondo il Dr. Lee si riscontrano cambiamenti ematochimici tra i consumatori di alimenti scaldati al microonde. Tali sintomi possono essere facilmente causati dalle cause riportate di seguito.

- Disturbi linfatici, con conseguente diminuzione della capacità di prevenire alcuni tipi di tumori.
- Incremento del tasso di formazione di cellula cancerosa nel sangue.
- Maggiori probabilità di tumori allo stomaco ed intestino.
- Tassi più elevati di disturbi digestivi e degenerazione dell'apparato d'evacuazione.
- Decremento delle qualità nutritive dei cibi, tra cui: diminuzione della biodisponibilità [capacità del corpo di utilizzare il nutrimento] di vitamine del complesso B, C, E, minerali essenziali e lipotropi in tutti gli alimenti; perdita del 60-90% del contenuto del campo energetico vitale di tutti gli alimenti testati; riduzione del comportamento metabolico e della efficienza nel processo di integrazione degli alcaloidi [elementi a base di azoto organico], glucosidi, galattosidi e nitrilosidi; distruzione del valore nutritivo delle nucleoproteine ​​nella carne; marcata accelerazione della disintegrazione strutturale di tutti gli alimenti.

Come riscaldare il cibo in modo sano.
In realtà di tratta di un'espressione impropria, dal momento che - escludendo forse la disidratazione - non esiste alcun modo di riscaldare il cibo e mantenere intatto il suo valore strutturale e nutrizionale. Tuttavia un blando riscaldamento in una padella di ferro su un fornello è una alternativa decisamente più sana rispetto al bombardamento delle sue molecole mediante microonde. Insomma il vecchio sistema che usavano i nostri nonni.

Sforzarsi di inserire nella dieta almeno un 50% di cibi crudi sarebbe un enorme passo nella giusta direzione. Mia madre diceva che se il cibo proviene da un pacchetto o deve essere riscaldato per essere mangiato, c'è un'ottima possibilità che sia a basso contenuto nutritivo. In linea di massima aveva ragione, ed è un consiglio da tenere a mente quando ci si avventura nei corridoi di un supermercato.

di M. Torres
Traduzione di Anticorpi.info
Fonti: 
Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Prevent Disease
Link diretto:

“The Interview”, Sony cancella l’uscita del film sulla Nord Corea dopo le minacce degli hacker.

MondoTempo Reale     12:14  

Cade nel vuoto l’appello di Obama, che aveva detto: “Andate al cinema senza paura”
Hanno vinto gli hacker: Sony ha deciso di ritirare dal mercato il film The Interview. Cancellata non solo la data di uscita di Natale, ma anche ogni progetto d’uscita in tv on-demand o con l’home video, della pellicola che ironizza sul regime dittatoriale nordcoreano e sul suo leader Kim Jong-Un. 

La notizia è arrivata nella serata di mercoledì, dopo che gli hacker avevano minacciato un attacco terroristico stile 11 settembre e che molti esercenti cinematografici avevano fatto sapere di aver cancellato il film dalla programmazione nelle loro sale. Eliminato dal sito di Sony ogni accenno al film che vede James Franco e Seth Roger nei ruoli di un conduttore televisivo e del suo produttore che tentano di mettere a punto un piano per eliminare il dittatore nordcoreano. «Sony Pictures non ha ulteriori progetti di uscita per il film», ha detto un portavoce della casa giapponese. 



Cade nel vuoto quindi l’appello di Barack Obama. «Il cyberattacco è molto serio, stiamo indagando - aveva affermato il presidente Usa poche ore prima dell’annuncio - . Saremo vigili e se vedremo qualcosa allerteremo il pubblico. Ma la mia raccomandazione è andate al cinema». Tuttavia molti esercenti cinematografici avevano già fatto sapere di aver cancellato il film dalla programmazione nelle loro sale. 



Intanto il cyber attacco ai danni di Sony sta assumendo le proporzioni della crisi diplomatica da quando fonti investigative hanno fatto sapere che ci sarebbe proprio il regime dittatoriale nordcoreano dietro il crimine informatico. «Gli Stati Uniti stanno investigano sui responsabili. Un aggiornamento sarà fornito a tempo debito», ha detto il portavoce del National Security Council della Casa Bianca che, senza mai nominare la Nord Corea, ha fatto sapere che «Il governo degli Stati Uniti sta lavorando senza sosta per assicurare alla giustizia i responsabili di questo attacco e che una serie di opzioni di risposta sono state prese in considerazione». 

Durante la giornata di mercoledì varie testate giornalistiche fra cui CNN e Times erano venute a sapere da fonte anonima che collegamenti importanti erano stati trovati fra il regime dittatoriale di Kim Jong-Un e l’attacco informatico. Fonti ufficiali dell’FBI, che sta investigando sul caso, non hanno confermato: «Non ci sono al momento dichiarazioni ufficiali perché l’indagine è ancora in corso. È prevista però la diramazione di un comunicato ufficiale entro 24 ore». Secondo il New York Times gli investigatori stanno cercando di capire se l’attacco degli hacker sia avvenuto o meno con l’aiuto di uno o più interni alla Sony. 

Lungi dall’essere finita, la saga di Sonyleaks si arricchisce ogni giorno di un nuovo capitolo e al momento, al contrario di quanto succede nella migliore tradizione cinematografica hollywoodiana, i buoni non stanno affatto vincendo .

http://www.lastampa.it/

La plastica nel Mediterraneo è aumentata di 50 volte in 3 anni!

MondoTempo Reale     12:02  

Cinquemila miliardi di frammenti di plastica per una massa complessiva di oltre 260.000 tonnellate sono dispersi nei mari e negli oceani di tutto il mondo. Anche se un terzo di questa enorme quantità si concentra nel Pacifico settentrionale,

i frammenti più piccoli arrivano addirittura nei mari polari e il Mediterraneo, con le sue 25.000 tonnellate, non è affatto messo bene.

È la stima di un gruppo internazionale di ricercatori, pubblicata  su “PLoS ONE”, basata sull’estrapolazione di dati ottenuti da 24 spedizioni di ricerca condotte fra il 2007 e il 2013.

Di queste 269.000 tonnellate, oltre 96.000 si trovano nell’Oceano Pacifico settentrionale, che in questa triste classifica è seguito dall’Oceano Indiano (59.000 tonnellate) e dall’Atlantico settentrionale (56.000 tonnellate). Con oltre 23.000 tonnellate il Mediterraneo è il quarto della lista, un dato sconfortante se si pensa che in questo piccolo bacino c’è più materiale plastico di quello che si trova in tutto il Pacifico meridionale (21.000 tonnellate circa) e nell’Atlantico meridionale (poco meno di 13.000 tonnellate). La situazione è peggiorata esponenzialmente: nel 2011 c’erano “solo” 500 tonnellate nel Mediterraneo (50 volte meno!!)

I frammenti di maggiori dimensioni sono particolarmente abbondanti in prossimità delle coste, mentre quelli di dimensioni intermedie arrivano facilmente fino ai cosiddetti giri (grandi correnti ad andamento approssimativamente circolare) subtropicali. Particelle più minute sono state invece trovate addirittura nelle regioni più remote, come i giri subpolari.

Nel 2009 Chris Jordan ha deciso di denunciare la gravità del fenomeno realizzando un reportage fotografico molto forte che ritrae le condizioni in cui versano questi animali, sia da vivi e agonizzanti, che da morti. In particolare le foto che vedrete testimoniano lo scioccante contenuto dello stomaco di questi uccelli che – ricordiamo – vivono in uno dei santuari marini più remoti del pianeta.

Cinquemila miliardi di frammenti di plastica per una massa complessiva di oltre 260.000 tonnellate sono dispersi nei mari e negli oceani di tutto il mondo. Anche se un terzo di questa enorme quantità si concentra nel Pacifico settentrionale, i frammenti più piccoli arrivano addirittura nei mari polari e il Mediterraneo, con le sue 25.000 tonnellate, non è affatto messo bene.
È la stima di un gruppo internazionale di ricercatori, pubblicata  su “PLoS ONE”, basata sull’estrapolazione di dati ottenuti da 24 spedizioni di ricerca condotte fra il 2007 e il 2013.
Di queste 269.000 tonnellate, oltre 96.000 si trovano nell’Oceano Pacifico settentrionale, che in questa triste classifica è seguito dall’Oceano Indiano (59.000 tonnellate) e dall’Atlantico settentrionale (56.000 tonnellate). Con oltre 23.000 tonnellate il Mediterraneo è il quarto della lista, un dato sconfortante se si pensa che in questo piccolo bacino c’è più materiale plastico di quello che si trova in tutto il Pacifico meridionale (21.000 tonnellate circa) e nell’Atlantico meridionale (poco meno di 13.000 tonnellate). La situazione è peggiorata esponenzialmente:nel 2011 c’erano “solo” 500 tonnellate nel Mediterraneo (50 volte meno!!)
I frammenti di maggiori dimensioni sono particolarmente abbondanti in prossimità delle coste, mentre quelli di dimensioni intermedie arrivano facilmente fino ai cosiddetti giri (grandi correnti ad andamento approssimativamente circolare) subtropicali. Particelle più minute sono state invece trovate addirittura nelle regioni più remote, come i giri subpolari.
Nel 2009 Chris Jordan ha deciso di denunciare la gravità del fenomeno realizzando un reportage fotografico molto forte che ritrae le condizioni in cui versano questi animali, sia da vivi e agonizzanti, che da morti. In particolare le foto che vedrete testimoniano lo scioccante contenuto dello stomaco di questi uccelli che – ricordiamo – vivono in uno dei santuari marini più remoti del pianeta.

Link http://www.dionidream.com/la-plastica-nel-mediterraneo-e-aumentata-di-50-volte-3-anni/

La Costante matematica della Sezione Aurea

MondoTempo Reale     11:55  


Si dice rappresenti una "costante cosmica" che si trova nella curvatura delle zanne di elefante, nella forma di un corno di kudu, nella bellezza distruttiva dell'uragano Katrina, e nella grandezza astronomica di come pianeti, lune, asteroidi e anelli sono distribuiti nel sistema solare, solo per citarne alcuni.

[Credit: Kaz Chiba / Getty Images]

Ora, i ricercatori delle Università di Witwatersrand e Pretoria stanno anche suggerendo che la Sezione Aurea - indicata con il simbolo greco ∅ (lettera Phi) con un valore matematico di circa 1.618 - riguarda anche la topologia dello spazio-tempo, e a una costante biologica delle speciedi una specie biologica costante (T).

I ricercatori Jan Boeyens e Francis Thackeray presentano le loro ultime ricerche nell'articolo dal titolo: La teoria dei numeri e l'unità della scienza, pubblicato online sul South African Journal of Science (SAJS) il 26 Novembre 2014 .

Boeyens e Thackeray hanno un interesse comune nel modo in cui la Sezione aurea è espressa, dalla struttura a spirale della coclea dell'orecchio in un fossile di ominide di 2 milioni di anni fa proveniente dal Cradle of Humankind World Heritage Site in Sud Africa; dalle spirali logaritmiche di galassie inter-stellari, dalla struttura del DNA, dalla crescita di molte piante, e anche nella tavola periodica degli elementi.

Thackeray indaga se 1,618 è presente in biologia come approssimazione del valore medio assoluto di una ipotetica costante di Specie (T) - connessa non solo con le specie di mammiferi, uccelli, rettili, insetti e coleotteri viventi, ma anche con specie estinte (Australopithecus, Paranthropus e Homo). La sua tesi si basa sull'analisi statistica delle misurazioni ottenute da animali della stessa specie, sia vertebrati che invertebrati.

"Gli zoologi e i paleontologi riconoscono il numero 1,618 nella spirale logaritmica nella crescita delle strutture dell'orecchio dei mammiferi (coclea), sia negli esseri umani moderni che negli australopitechi di circa 2 milioni di anni fa. Essi riconoscono lo stesso numero nelle strutture di crescita dei gusci a spirale di alcuni molluschi. Inoltre, identificano lo stesso valore per le strutture di crescita a spirale di ammoniti fossili di più di 65 milioni di anni fa", spiega Thackeray.

Le ricerche di Boeyens indagano la relazione del numero 1,618 nel contesto della chimica, della fisica, dello spazio-tempo, della relatività e della meccanica quantistica. I meteorologi riconoscono il numero 1,618 nella struttura a spirale degli uragani, mentre gli astronomi sostengono che la struttura di alcune galassie a spirale può anche essere identificata con Phi. 

Boeyens discute la notevole presenza cosmica di questo numero con riferimento allo spazio-tempo, alla relatività e alla meccanica quantistica. Egli sostiene che i concetti associati alla relatività e alla meccanica quantistica possono essere integrati, attraverso il numero di 1,618. I ricercatori dicono che è giunto il "momento di riconoscere che la relatività e le teorie quantistiche possono essere integrate, e collegate numericamente al valore di una costante matematica - sia nel contesto dello spazio-tempo che nella biologia ".

Di seguito l'articolo originale

Number theory and the unity of science
dal numero di novembre/dicembre 2014 del South African Journal of science

La teoria dei numeri e l'unità della scienza
di Jan C.A. Boeyens e J. Francis Thackeray
Traduzione: Tycho

Durante gli ultimi millenni, rappresentanti senzienti della specie Homo sapiens hanno esplorato la scienza con un senso di curiosità. Attualmente ci sono scolari, studenti e ricercatori universitari, in Africa e altrove, a fare domande su relatività, massa, spazio, particelle, onde, spazio-tempo e sulla natura delle costanti nel campo della matematica, fisica, chimica e biologia.(1) Recentemente, sono state sollevate domande su come una costante matematica irrazionale - designata dal simbolo greco Φ con un valore di circa 1,618 - possa essere relativa a una costante biologica di Specie (T), sulla base dell'analisi morfometrica dei teschi di mammiferi moderni, e esplorato nel contesto di probabilità della conspecificità di fossili di ominidi del Plio-Pleistocene.(2-4) Suggeriamo che ci sia una forte prova che questa cosiddetta Sezione aurea (1,61803 ...) possa essere correlata non solo agli aspetti della matematica ma anche alla fisica, alla chimica, alla biologia e alla topologia dello spazio-tempo.(1)

Una dimostrazione convincente per far assumere un carattere cosmico alla Sezione aurea può essere effettuata in base alla ubiquità delle spirali logaritmiche. Spettacolari esempi includono la Whirlpool Galaxy (M51), gli ammoniti, la forma delle conchiglie Nautilus, l'uragano Katrina e la distribuzione di pianeti, lune, asteroidi e anelli del sistema solare (Figura 1). La spirale logaritmica è saldamente legata alla serie di Fibonacci e alla teoria dei numeri della Sezione aurea. Un aspetto familiare delle spirali di Fibonacci è il modo in cui si presentano nella fillotassi botanica, nella forma delle corna di kudu (Tragelaphus strepsiceros) e nella curvatura delle zanne di elefante. Meno noto è il modo in cui la struttura cristallografica del DNA, i modelli di stress nei nanomateriali, la stabilità di nuclidi atomici e la periodicità atomica della materia dipende dalla Sezione aurea.(1) A parte la sezione aurea, un secondo fattore comune tra questa varietà di strutture è che tutti rappresentano modelli di crescita spontanei. L'argomento che questa stupefacente concordanza (autosimilarità) nasce da una risposta ad un vincolo ambientale comune, che può essere solo una intrinseca caratteristica dello spazio-tempo curvo, è convincente.(1)

Figura 1: Esempi di spirali logaritmiche che si trovano in natura: (da sinistra a destra) la galassia M51, una conchiglia Nautilus, l'uragano Katrina e una ammonite.

Nel contesto della biologia, Thackeray (3) ha individuato quello che lui sostiene essere una costante di specie, basato sull'errore standard trasformato logaritmicamente del coefficiente m (log sem), in un'analisi della regressione (processo statistico per stimare le relazioni tra variabili, ndt) dei crani e altre misurazioni da coppie di esemplari di specie biologiche esistenti (vertebrati e invertebrati), associata a equazioni di regressione della forma y = mx + c, dove m è la pendenza e c è l'intersezione, utilizzando le misurazioni del campione A (asse x) e del campione B della stessa specie (asse y), o viceversa. Sorprendentemente, è stata ottenuta una media assoluta del valore log sem di circa 1,61 per comparazioni di coppie conspecifiche di vertebrati esistenti (mammiferi, uccelli, rettili) e invertebrati (Coleotteri e Lepidotteri).(3)

Un valore medio assoluto quasi identico log sem è stato ottenuto dal confronto di coppie conspecifiche di crani di ominidi del Plio-Pleistocene come Australopithecus, Paranthropus o all'inizio Homo.(5)

Una media assoluta del valore log sem di 1.61 per il confronto di coppie di misure dentali di specie di ominidi è stato calcolato da Dykes.(6) Nei primati moderni come esseri umani, scimpanzé, gorilla, oranghi e scimmie Colobus, la media assoluta del valore log sem per la comparazione di coppie conspecifiche di crani è di circa 1.6.7. La prova empirica per una costante biologica con tendenza centrale di un valore assoluto di 1.61 è forte.

La trasformazione delle equazioni per la teoria quantistica relativistica dalle curve dello spazio-tempo alle coordinate dello spazio euclideo è stato derivato da Veblen e Hoffmann.(8) senza rendersi conto della rilevanza del fattore √5 = Φ - 1/2 che correla i potenziali elettromagnetici nel sottostante spazio-tempo curvo e spazio tangente. Esaminata più da vicino, la curvatura di una spirale di Fibonacci, π / 2 (2√2) ≃ √5 / 2, quindi costituisce una misura convincente dello spazio-tempo di curvatura.

Già dimostrato tempo fa da Harkins (9) era il fatto che i nuclidi stabili ricorrono in una regione delimitata dalla convergenza del rapporto protoni:neutroni (p / n) dall'unità a un valore di 0,62, successivamente interpretato (10) come p / n = 1 → τ, dove τ = 1 / Φ. Con lo stesso ragionamento, la notevole osservazione che la struttura della tabella periodica degli elementi è una funzione di pressione (11) ambientale può essere contabilizzata in dettaglio, come risposta alla curvatura spazio-tempo. La stabilità di atomica dei nuclidi varia da p / n = 1 alla singolarità di un buco nero per p / n = 0.58 nello spazio euclideo.

È giunto il momento di riconoscere che la relatività e le teorie quantistiche possono essere integrate, e collegate numericamente al valore di una costante matematica - sia nell'ambito dello spazio-tempo (1) che della biologia. (3)


Le Visioni di Giovanna d'Arco

MondoTempo Reale     11:34  

Quante volte i profeti del Vecchio Testamento - Ezechiele, Geremia, Mosé - ebbero strane visioni, o furono assillati da misteriose voci divine? E quante volte queste apparizioni investivano i patriarchi biblici di una qualche pericolosa missione per conto di Dio? Tante. 

Rileggendo i testi sacri, si scopre in questo modus operandi quasi un cliché. I "prescelti" venivano investiti dall'alto di una carica divina, che si traduceva in un misto di magnetismo personale, preveggenza e senso della sacra missione e, a dispetto dei pochi mezzi e persino della scarsa fiducia nelle proprie capacità, riuscivano in imprese impossibili. Da qualche tempo alcuni dei più brillanti ricercatori di paleoastronautica e di misteri del passato tendono a rileggere tali avvenimenti sotto un'altra luce, chiedendosi: e se si fosse trattato di Incontri Ravvicinati, o per meglio dire, di "contattismo" ante litteram? 

In fondo è così che funziona: il contattato riceve visite da parte di creature straordinarie (quasi sempre dalle fattezze umane o angeliche). Tali incontri vengono accompagnati spesso da particolari manifestazioni luminose o sonore e, in genere, anche se non sempre, alla persona viene detto di farsi portavoce del messaggio ET o persino di divenire esecutore materiale dei loro desideri, in nome di un non meglio specificato "ordine universale". 

Spesso questi contatti avvengono in momenti di totale solitudine, in aperta campagna o nell'intimità di una stanza, e gli "emissari" paiono avvolti da una luce tremula e fosforescente che rende i loro corpi evanescenti, quasi irreali. Difficile dire se si tratti di una sorta di teletrasporto piuttosto che di un ologramma proiettato a distanza. Certamente plausibile è che, da tempo immemore, civiltà aliene interagiscano con la storia del nostro pianeta e - forse in ragione di un "veto" stellare che impedisce loro un intervento diretto - incarichino il "profeta" di agire per proprio conto.


Le prime visioni

Jeanne d'Arc, detta "Jeannette", nasceva nel 1412 nel piccolo paesino di Domrémy, nella Francia meridionale. Figlia di una coppia di pastori e priva di qualsiasi cultura, fin dalla più tenera età ebbe continue visioni. 


Le apparvero spesso l'Arcangelo Michele ed in seguito due figure femminili, identificate da Giovanna come Santa Caterina e Santa Margherita. Sulle prime erano solo visite di cortesia in cui le si diceva di restare tranquilla, di non spaventarsi e di raccogliersi sovente in preghiera. Poi, col passare degli anni, le visioni angeliche iniziarono a parlarle di una difficile e pericolosa missione: Giovanna si sarebbe dovuta recare dal pretendente al trono, il figlio di Re Carlo VI, e aiutarlo a riconquistare con le armi il regno di Francia. 

In quel periodo sull'intera Normandia e tutto il nord della Francia spadroneggiavano gli Inglesi, mentre le grandi pianure centrali del Paese erano saldamente in mano all'aristocrazia borgognona che, benché francese, era al soldo degli invasori d'oltre Manica. Solo pochi anni prima la situazione era precipitata: re Carlo VI era infatti uscito di senno, e la moglie Isabella di Baviera aveva dato in sposa la propria figlia Caterina a Enrico V d'Inghilterra. Poco dopo, il Borgognone Giovanni senza Paura firmò uno scellerato documento che garantiva ai successori dello stesso Enrico V la nomina di "Re d'Inghilterra e del Regno di Francia". 

I Francesi erano quindi sul punto di perdere definitivamente la loro identità nazionale e le cose peggiorarono quando, pochi anni dopo, con un colpo di mano, i Borgognoni conquistarono Parigi e uccisero Carlo VI. Solo per una insperata fortuna suo figlio, il Delfino di Francia, venne salvato dall'assalto al castello e portato segretamente al sicuro nel sud del Paese, a Chinon.


La preveggenza infallibile

Giovanna si guardò bene dal parlare di queste visioni con i suoi genitori. Si trattava di una missione pazzesca: nessuno badava più al delfino di Francia, che dal canto suo, con finanze limitate e un piccolo esercito, non pensava neppure lontanamente di organizzare una reazione contro gli invasori Inglesi o gli odiati Borgognoni, preferendo trastullarsi negli ozi di palazzo. La storia di Giovanna d'Arco è lunga e complessa, e non abbiamo spazio per svilupparla appieno: basti dire che pochi anni dopo, una Giovanna diciassettenne riuscì a farsi ricevere da Carlo VII e lo convinse a radunare un esercito contro i nemici di Francia. "Vi porto notizie dal Re dei Cieli: il Signore vi renderà il vostro regno, voi sarete incoronato a Reims e scaccerete i nostri nemici. 

In questo sono la messaggera di Dio: concedetemi la possibilità e io toglierò dall'assedio inglese la città di Orléans." Incredibilmente, la ragazza riuscì ad esprimere una tale autorità e coraggio da scuotere il delfino di Francia dalla sua apatia. Forse anche perchè, da secoli, in Provenza circolava una profezia, attribuita al Mago Merlino: un giorno la Francia, nel suo momento più triste, sarebbe stata salvata dall'arrivo di una fanciulla forte e casta, una "Pulzella", appunto. Giovanna, presto posta in disparte dai generali di Carlo, mostrò non solo indomito coraggio e forza di volontà, ma anche una insospettabile propensione alla strategia, aiutata non poco dalle sue qualità di preveggenza.

Un quadro del 1400 rappresentante Carlo VII, delfino di Francia

Un quadro del 1400 rappresentante Carlo VII, delfino di FranciaAsseriva che gli angeli le comunicavano in anticipo gli spostamenti delle truppe nemiche o le migliori tattiche da seguire, e le poche volte che i generali di Carlo VII (La Hire, Gilles de Rais, Jean Malet) presero sottogamba i suoi avvertimenti, se ne pentirono amaramente. Erano davvero gli angeli a rivelarle tutto? Rimangono famosi alcuni aneddoti. 

Un giorno Giovanna, che doveva essere ancora ricevuta dal Delfino a Chinon, fu insultata da un soldato di Carlo, con bestemmie e volgari allusioni sulla sua verginità: la ragazza lo avvertì di non parlare così di Dio, dato che sarebbe morto di lì a poco. Un'ora più tardi il soldato annegò nel fossato del castello. Nel corso della battaglia di liberazione di Orleàns dall'assedio anglosassone, invece, il comandante delle truppe inglesi Glasdall si stava ritirando all'interno della fortezza di Tourelles, quando Giovanna lo chiamò a gran voce: "Glasdall, Glasdall arrenditi al Re dei Cieli. Ho pietà per la tua anima e per quella dei tuoi soldati!". 

In quell'istante un colpo di brulotto colpì il ponte levatoio e Glasdall e i suoi ufficiali caddero nella Loira, affogando miseramente per il peso delle armature. Solo un caso? Chi lo sa. Sta di certo che le imprese di Giovanna, di lì in poi, sembrarono sempre avvolte da un velo di soprannaturale. Patay, 18 Giugno 1429: Giovanna d'Arco si trova davanti le truppe inglesi guidate da Falstaff e Talbot. Il nemico dispone, tra cavalieri, arcieri e fanti, di ben 1.700 uomini esperti, mentre le truppe di Carlo VII sono decisamente inferiori. 


I Francesi temono una pesantissima sconfitta. Ebbene, per una clamorosa serie di circostanze fortuite, incomprensioni e sbagli, a fine giornata le armate inglesi sono in fuga, dopo aver perso duemila uomini in battaglia e i più grandi generali britannici - Scales, Spencer, Hungerford, Rameston e lo stesso Talbot - fatti prigionieri. Da parte francese, tre soli morti e pochissimi feriti. Magia?


Visioni o "angeli" in carne e ossa?

Le notizie riguardanti la vita di Giovanna d'Arco sono molte, e tutte altamente documentate, per via del lungo processo dell'inquisizione - ordito dagli Inglesi e dai loro alleati Borgognoni - che accumulò praticamente ogni dettaglio disponibile sulla vita di una giovane già destinata alla condanna per eresia. 

Una farsa, per eliminare una donna scomoda, ispirata da qualcosa di soprannaturale. Quando l'inquisitore Cauchon le chiese malignamente se per caso l'arcangelo Michele le fosse apparso nudo, Giovanna rispose tranquillamente che il "messo divino" era ben vestito e che aveva lunghi capelli castani e che le si rivolgeva in perfetto francese. Inoltre, si venne a sapere che queste "visioni" erano ben più che mere apparizioni, se più di una volta Giovanna trovò pace e consolazione nell'abbraccio dell'Arcangelo Michele o di S. Giovanna e S. Margherita. 


Solo visioni? O incontri "fisici", con interventi e avvisi celesti quanto mai opportuni e tempestivi. Di chi si trattava? Erano solo esseri angelici, come li dipinge l'iconografia cattolica, o forse dietro le apparizioni (e forse non solo queste) si celavano creature provenienti da altre stelle o dimensioni? O ancora, qualcosa di soprannaturale è sempre intervenuto nei giorni di Jeannette influenzandola e preparandola per la sua "missione"?

La sua vita fu costellata da episodi sconcertanti: dopo essere stata catturata dai Borgognoni a Compiègne, venne trasferita nella fortezza di Beaurevoir (dopo una prima tappa a Beaulieu, da dove era quasi riuscita a fuggire). Le sue voci ormai le dicevano di arrendersi al suo destino, di rinunciare a fuggire e di lasciare che si compisse la volontà divina. Giovanna, che temeva di essere consegnata da un momento all'altro ai crudeli carcerieri inglesi (il che poi avvenne) decise che le voci, una volta tanto, potevano dire quello che volevano: avrebbe tentato ancora la fuga.

La sua prigione si trovava su di una torre altissima e lanciarsi nel vuoto sarebbe stato un suicidio. Ma la prospettiva delle torture e delle violenze che gli Inglesi le avrebbero inflitto la spronarono a tentare il tutto per tutto: chissà, in fondo gli angeli l'avevano aiutata tante volte. E il miracolo avvenne, anche se diversamente da come aveva sperato Giovanna. Il giorno dopo, gli stupefatti carcerieri Borgognoni la trovarono sul greto asciutto del fossato: contusa, indolenzita e in preda ad un incontenibile accesso di rabbia, ma viva e vegeta. Neanche un osso rotto. La volontà divina non poteva essere contrariata. 


Una colomba bianca

Quelle strane presenze, angeliche o meno, accompagnarono Giovanna per tutta la sua breve vita, ne influenzarono le scelte e la guidarono verso una sorte a cui era evidentemente votata. 


Si narra che quando il corpo di Giovanna d'Arco veniva già lambito dalle fiamme del rogo dell'Inquisizione a Rouen, un soldato inglese intento ad aggiungere un'altra fascina di legno al falò cadde in ginocchio, folgorato da una visione: nel momento in cui la Pulzella moriva, a soli diciannove anni, una colomba bianca circonfusa di luce le uscì dal petto. La piccola Jeannette era ritornata alle schiere celesti alle quali apparteneva.

A Gela (Sicilia) Si Nasce Malformati E Si Muore Peggio A Causa Dell’ Eni,Ma Nessuno Lo Dice

MondoTempo Reale     11:27  
Neonati con 6 dita,alcuni senza un orecchio,altri senza palato,idrocefali con teche craniche di dimensioni abnormi,morti per cancro ecc.Il disastro ENI a Gela senza precedenti,ma il petrolchimico è ancora lì…

Neonati con sei dita alle mani o ai piedi. Alcuni venuti al mondo senza un orecchio, altri senza palato. Idrocefali con teche craniche di dimensioni abnormi. La drammatica testimonianza dei genitori che vivono sulla loro pelle la malformazione della propria figlia. Secondo dati non ufficiali, 40 bimbi malformati ogni mille nati. Sei volte più della media nazionale. Colpa del petrolchimico Eni? L`azienda non replica.
Da quarantasette anni sono i bimbi a pagare le conseguenze più drammatiche nella totale indifferenza delle istituzioni che hanno favorito impunemente questa situazione di abominio. Neonati con sei dita alle mani o ai piedi. Alcuni venuti al mondo senza un orecchio, altri senza il palato. Idrocefali con teche craniche di dimensioni abnormi.



I numeri ufficiali attestano che a Gela le malformazioni sono sei volte superiori alla media nazionale. Numeri in costante aumento, finiti ancora una volta – e come sempre – sul tavolo della Procura che ha aperto la solita immancabile inchiesta, per far luce sulle cosiddette responsabilità. Sul banco degli imputati i veleni della raffineria Eni. Un incubo alla luce del sole che miete ogni giorno le figlie ed i figli di Gela: esseri indifesi che quotidianamente cadono sotto la scure degli agenti chimici che dal 1965 inquinano la città e gran parte della provincia di Caltanissetta. Attualmente sono una trentina i casi all’esame di un gruppo di periti. Trenta bambini con gravi malformazioni causate dalla contaminazione ambientale. Le loro famiglie, adesso, chiedono giustizia.

Si chiamano endocrine disruptors, distruttori endocrini. Sostanze artificiali prodotte da inquinanti come quelli emessi dalle raffinerie, in grado di intaccare i recettori ormonali, causando tumori, difetti alla nascita, disturbi dello sviluppo. Le falde di Gela ne sono imbottite. Nel 2003, il geologo Giuseppe Risotti e il chimico Luigi Turrito, incaricati allora dal sostituto procuratore Serafina Cannatà, consegnarono una relazione secondo cui nella falda sottostante lo stabilimento giacevano 44mila tonnellate di gasolio proveniente dalle perdite dei serbatoi. In quello stesso anno a Gela, uno studio realizzato dal genetista Sebastiano Bianca, uno dei massimi esperti nel campo, e dall’epidemiologo del Cnr, Fabrizio Bianchi, riscontrò in città un’incidenza del quattro per cento di malformazioni sui neonati e più di 520 bambini affetti da patologie genetiche. Ipospadie all’apparato genitale, deformazioni cardiovascolari, malformazioni agli arti e all’apparato digerente. Ora, guardate il video.
Ecco di seguito un’inchiesta fatta dall’Istituto superiore della sanità pubblicata su Repubblica :
Secondi gli studiosi dell’Istituto superiore della sanità, solo nei siti petrolchimici di Gela e Priolo, ogni anno, sarebbero circa 50 le morti premature causate dalla contaminazione ambientale, 281 i ricoveri per cancro, 2700 quelli per altre malattie. Numeri inquietanti, che non sembrano tuttavia impressionare chi in queste città respira l’aria da cinquant’anni. Asma, bronchite cronica, patologie cardiovascolari e tumori. I gelesi se li portano sulle spalle dal lontano 1965, quando il sogno di Enrico Mattei di trasformare la città in uno dei più grandi impianti di raffinazione in Italia prese vita. Un sogno diventato presto incubo quando centinaia di lavoratori cominciarono a cadere sotto la scure delle esalazioni di agenti chimici come mercurio, arsenico e cloro.

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