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lunedì 2 marzo 2015

Israele - Popolo Eletto

MondoTempo Reale     11:22  
Ascolta, Israele,
HaShem il nostro Elohim,
HaShem è Uno.
Poiché tu sei un popolo separato per l’Eterno
che è il tuo Elohim;
l’Eterno, il tuo Elohim,
ti ha scelto per essere il Suo tesoro particolare
fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra.
- Devarim 6:4; 7:6 -
Il problema dell’identità della chiesa nei confronti di Israele
Quando i Giudei (ovvero, gli “Ebrei”) sono ritornati alla loro terra e si sono costituiti uno Stato indipendente con il nome di Israele, nome ineccepibilmente legittimo, sorse nella chiesa una crisi d’identità: chi sono gli eletti?, oppure: chi è Israele? I Giudei, o coloro che hanno accettato Yeshua come il Messia?
Per due millenni la chiesa ha preteso di sostituire Israele come popolo eletto, inventandosi dottrine umane ed interpretazioni erronee, rinnegando le proprie radici ebraiche e svuotando il messaggio apostolico dalla sua ebraicità.
L’impossibilità di conciliare le profezie bibliche con la realtà della chiesa fu apparentemente risolta con la definizione di un Israele fisico (i Giudei) ed un Israele “spirituale” (la chiesa), che dovrebbe essere la destinataria delle promesse fatte ad Israele (quello vero).
L’insieme di queste dottrine viene definito come “teologia della sostituzione”, a cui aderiscono la grande maggioranza delle comunità cristiane, comprese quelle che più sinceramente cercano di seguire gli insegnamenti biblici, nonché alcuni gruppi cosiddetti “messianici” che malgrado abbiano ricevuto luce sulle profezie riguardanti la Casa di Israele, non hanno abbandonato l’atteggiamento anti-giudaico.
Nelle chiese evangeliche la teologia della sostituzione è rappresentata principalmente dal dispensazionalismo, che implica teorie anti-bibliche come il premillennialismo, il pre-tribolazionismo, l’antinomianismo, ovvero, diverse forme di anti-giudaismo... tutto semplicemente per creare nella storia della redenzione una “parentesi” che giustifichi l’esistenza della chiesa come erede dell’elezione che originalmente –e per sempre– appartiene a Israele.
La soluzione a questo problema si trova nelle Scritture, in un modo chiaro e preciso. I Profeti ci parlano di UN solo popolo eletto, che è Israele, composto da due realtà ben distinte e separate, che non sono Israele e la chiesa, bensì la “Casa di Yehudah” e la “Casa di Israele”, sulle quali ci sono profezie specifiche riguardanti o l’una o l’altra, per tutti i tempi, senza alcuna “parentesi” in cui ci sia posto per alcun altro popolo o entità sostitutiva.
La Casa di Yehudah e la Casa di Israele formano l’Assemblea di Israele -Kahal Yisrael-, il popolo eletto, ed è in questa assemblea che i gentili devono essere “innestati” per poter partecipare alle promesse.
Prima di studiare l’aspetto teologico è necessario chiarire alcuni concetti e definizioni dal punto di vista storico-biblico, fondamentali per lo studio delle profezie. Oggi i termini “Ebreo”, “Israelita” e “Giudeo” sono considerati sinonimi, ma nelle Scritture assumono significati diversi con l’evolversi della storia.
Chi sono gli Ebrei?
In Genesi 10:21 è scritto “Shem, padre di tutti i figli di Eber”. Cosa significa questo? Perché Eber, il quinto di undici patriarchi da Noach a Avraham è nominato in modo specifico come il progenitore di una discendenza che crediamo inizia solo sei generazioni dopo? Eber è infatti il progenitore di molti popoli e la sua discendenza si divide in due rami separati, e da solo uno di questi rami discende poi Avraham, il “padre degli Ebrei”.

Poi in Genesi 14:13 leggiamo: “Avraham, l’Ebreo” ‒ quindi, Avraham, il progenitore degli Ebrei, era già un Ebreo! Infatti, documenti storici dell’epoca di Avraham parlano di un popolo o gruppo di popoli dispersi tra l’Egitto e la Mesopotamia denominati “Ebrei”, “Apiru”, “Habiri”, un popolo senza un territorio definito, abitante nelle principali città del Medio Oriente, spesso in Egitto per commerciare oppure per stabilirvisi... proprio come Avraham. Da ciò si deduce che gli Ebrei in origine non erano soltanto i discendenti di Israele, ma anche un’infinità di popoli, inclusi molti dei nemici di Israele, quali Ammon e Moav.

La storia dell’elezione inizia proprio qui: In Genesi 12:1-3 è scritto:
“Or l’Eterno disse ad Avraham: Vattene dal tuo paese e dal tuo parentado e dalla casa di tuo padre, nel paese che Io ti mostrerò: e Io farò di te una grande nazione e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione; e benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra”.
Poi in Genesi 17:4-7 è scritto:
“Quanto a Me, ecco il patto che faccio con te:...Il tuo nome sarà Avraham, poiché Io ti costituisco padre di una moltitudine di nazioni... E fermerò il Mio patto fra Me e te e i tuoi discendenti dopo di te, di generazione in generazione; sarà un patto perpetuo...”
L’Eterno scelse Avraham tra gli Ebrei per compiere il Suo piano, esortandolo a lasciare il suo parentado. Avraham ebbe poi otto figli, uno dalla serva Egizia, sei da Qeturah, e Yitzhak, il “figlio della promessa”, avuto da Sara, che era Ebrea.
L’elezione si restringe, non riguarda tutti i discendenti di Avraham, ma solo quelli di Yitzhak. In Genesi 24:3-4, leggiamo che Avraham fa sposare Yitzhak all’interno del suo parentado (che prima ha dovuto lasciare!) per poter adempiere il Patto in base al quale è stata stabilita la sua elezione.
Yishmael sposò un’Egizia; degli altri figli di Avraham non sappiamo più nulla. Sappiamo solo che l’elezione continua solo attraverso Yitzhak. Yitzhak ebbe due figli, Esau e Yakov. Esau, oltre a rinunciare ai suoi diritti di primogenitura, sposò donne Cananee, e fu escluso dalla promessa. L’elezione di Israele si completa con Yakov, secondo è scritto in Genesi 28:1-5, con il suo matrimonio all’interno della famiglia di suo padre, e la promessa fatta ad Avraham è confermata a lui, come leggiamo nei versi 3 e 4:
Genesi 28:3-4 “El Shaday ti benedica, ti renda fecondo e ti moltiplichi, in modo che tu diventi un’assemblea di popoli, e ti dia la benedizione d’Avraham a te, e alla tua progenie con te”.
Da questa breve riflessione possiamo trarre una prima conclusione:

Elohim scelse prima non un popolo Ebreo (quei “Aramei erranti” della storia conosciuti come “Habiri”) ma un uomo Ebreo, Avraham, ed una donna Ebrea, Sara, e la loro eredità spirituale trasferita alla loro discendenza.
L’essere “Ebreo” assume due connotati diversi: l’uno fisico, etnico, e l’altro spirituale. Infatti, dal punto di vista materiale, anche Yishmael e i figli di Avraham e Qeturah sono Ebrei – quindi, molti degli Arabi! –, come lo sono anche gli Edomiti; ma secondo l’eredità spirituale, soltanto i discendenti di Yakov sono Ebrei.
Tuttavia, questa eredità spirituale era legata ad una linea genetica, e si perdeva con i matrimoni misti. Ciò significa che non era allora trasferibile ad altri popoli. Solo Yitzhak e Yakov si sposarono all’interno della famiglia di Avraham e di sua moglie Ebrea Sara.

Questa eredità genetica è confermata anche dalla storia: nei documenti antichi, il termine “Habiri” scompare per essere sostituito dal termine “Ivri”, che era applicato esclusivamente agli Israeliti. Gli Ebrei originali (Habiri), dispersi nel Medio Oriente, si mischiarono agli altri popoli, perdendo la loro identità o creandone una nuova, come nel caso di Yishmael ed Esau. Soltanto gli Israeliti conservarono l’identità ebraica.

Tuttavia, gli Israeliti non chiamavano sé stessi “Ivri” (Ebrei), ma erano gli altri popoli che li denominavano in quel modo, riconoscendo la loro origine etnica. Gli Ebrei chiamavano sé stessi “B’ney Yisrael”, Figli di Israele. Tutti gli altri “Ebrei” sono per loro come qualsiasi altro popolo, cioè “Goyim”, “gentili”. Gli Ismaeliti, i Madianiti, gli Edomiti, ecc. erano e sono gentili, malgrado la loro origine comune con gli Israeliti.

In questa fase storica, i termini “Ebreo” ed “Israelita” diventano sinonimi.
In Egitto gli Israeliti diventarono una nazione composta da tredici Tribù. Molto probabilmente, erano una componente di quella misteriosa razza chiamata “Hyksos”, popolo monoteista che governò sull’Egitto per circa due secoli. Le Tribù di Israele si svilupparono autonomamente, ed è fattibile che già in questo periodo, quella di Yehudah abbia acquisito delle caratteristiche particolari che si resero evidenti dopo la conquista di Canaan.

Una volta stabilitisi in Canaan, solo la Tribù di Yehudah occupò completamente il suo territorio, tutte le altre convissero insieme ai Cananei, e non li cacciarono com’era stato loro comandato. Nel libro dei Giudici, infatti, Yehudah non è coinvolta nell’alternarsi di periodi di indipendenza e di dominazione straniera, e sembra aver goduto di stabilità.
Ad esempio, nel cantico di Devorah, che elogia le Tribù che hanno partecipato alla guerra di liberazione e rimprovera quelle che invece non ne hanno preso parte, non nomina Yehudah. L’assenza di Yehudah come protagonista nel periodo dei Giudici sta ad indicare che era già di fatto una realtà politica definita. Quando tutte le Tribù d’Israele si organizzano per formare un unico Regno, il primo re non fu scelto tra le Tribù che avevano la preminenza, ma da quella più piccola, il cui territorio era in mezzo tra Yehudah ed Efrayim, perché solo in questo modo si poteva garantire l’unità: di fatto, le due Case -Yehudah e Israele- esistevano già.
Alla morte di Shaul, il Regno si divide, e David fu per sette anni e mezzo Re di Yehudah prima di regnare su tutto Israele per altri 33 anni. David conquistò Tzion ed edificò Yerushalaym per farla sua capitale, scelta che dal punto di vista politico era strategica perché non era in territorio di Yehudah, ma apparteneva a Binyamin, quindi, “neutrale” tra Yehudah ed Efrayim. Probabilmente, l’unica possibilità di mantenere l’unità del suo Regno. Ciononostante, come esporrò più avanti, la differenza tra Yehudah e le altre Tribù perdurò anche se riunite sotto un unico re e le due realtà si separarono in due Regni alla morte di Salomone.
La divisione del Regno non è l’origine della differenza tra le due Case, bensì la conseguenza. Il Regno del Nord, chiamato Israele, adottò un sistema religioso fondato parzialmente sulla Torah, ma con le connotazioni delle religioni dei gentili. Proprio come il cristianesimo è fondato sulla Bibbia, ma intriso di tradizioni pagane. Il Regno di Yehudah invece, anche se con dei periodi di infedeltà, rimase legato alla Torah e al Tempio. Molti Israeliti del Regno del Nord che vollero rimanere fedeli ai Precetti Mosaici si trasferirono a Yehudah, e furono quindi identificati con questa Tribù anche se appartenenti alle altre.

Il Regno d’Israele fu distrutto dagli Assiri, e la sua popolazione fu deportata, per non ritornare più. Così come accadde con gli Habiri e gli altri figli di Avraham, si mescolarono con le altre nazioni e persero la loro identità ebraica. Più di un secolo dopo, anche il Regno di Yehudah cessò d’esistere come realtà politica e la sua popolazione fu deportata in Babilonia, ma conservarono la loro identità nell’esilio e molti ritornarono a Yerushalaym.

Dopo l’esilio in Babilonia, gli unici Ebrei riconosciuti come tali sono quelli della Casa di Yehudah, e sono sin d’allora chiamati “Giudei”, assumendo quindi l’identità di tutto il popolo d’Israele, mentre la Casa di Israele divenne un popolo gentile. Nell’attuale Stato di Israele, i cittadini Ebrei sono identificati nei loro documenti con il temine “Yehudim”, ovvero, “Giudei”, mentre altri cittadini sono Israeliani ma non Giudei, quindi, Israeliani gentili.

In italiano si usa chiamare Ebrei alle persone, che più correttamente dovrebbero definirsi Israeliti o Giudei; in altre lingue come l’inglese, il termine “Hebrew” si riferisce alla lingua, la cultura, ecc., mentre che le persone sono più correttamente definite con il termine “Jew”, derivato da Yehudah.
In conclusione, alla domanda “Chi sono gli Ebrei?”, la risposta dipende dal periodo storico in cui viene formulata: nell’origine erano i discendenti di Eber, poi quelli di Avraham, poi gli Israeliti, e dopo l’esilio in Babilonia, soltanto i Giudei, ovvero, tutti gli Israeliti delle dodici Tribù che appartengono alla Casa di Yehudah, mentre che quelli della Casa di Israele sono al giorno d’oggi gentili.

Come nel principio, il termine “Ebreo” ha due connotati diversi: l’uno fisico, etnico, e l’altro spirituale. Soltanto la Casa di Yehudah ha conservato l’eredità spirituale di Avraham, Yitzhak e Yakov, quindi, dal punto di vista spirituale, solo i Giudei sono Ebrei. Considerando l’aspetto genetico invece, se nel principio era indispensabile rimanere all’interno della famiglia di Avraham e Sara –affinché si formasse una nazione con un’identità definita secondo l’elezione–, nel Patto Sinaitico questa condizione fu abolita, estendendo a tutti i gentili -“Gerim”- che volessero entrare, il diritto a far parte della famiglia d’Israele.
Il Patto Sinaitico è eterno, ed è nei parametri stabiliti nel Sinai che la “chiesa” può trovare un posto all’interno del popolo eletto, Israele, come Shaul -detto Paolo- ha scritto: i gentili possono soltanto essere “innestati” nel vero ulivo, che è Israele (Romani 11:17). Lo stesso Shaul, ritenuto da molti il fondatore della chiesa gentile, non ha mai considerato la possibilità che ci sia un secondo popolo eletto al di fuori di Israele, nel quale i gentili possono entrare per partecipare alle promesse!
La Casa di Israele e la Casa di Yehudah
“Non hai tu posto mente alle parole di questo popolo quando va dicendo: Le due famiglie che HaShem aveva scelto, le ha rigettate? Così disprezzano il Mio popolo, che agli occhi loro non è più una nazione. Così parla l’Eterno: Se Io non ho stabilito il Mio patto col giorno e con la notte, e se non ho fissato le leggi del cielo e della terra, allora rigetterò anche la progenie di Yakov e di David Mio servitore, e non prenderò più dal suo legnaggio i reggitori della progenie d’Avraham, di Yitzhak e di Yakov!”- Yirmeyahu 33:24-26 -
Nelle riflessioni sulle profezie delle Scritture, è importante considerare il momento storico in cui vengono pronunciate, ed il soggetto di cui esse parlano. Molte profezie si rivolgono a “tutto Israele” o all’“Assemblea d’Israele” – “Kahal Yisrael”, coinvolgendo tutto il popolo, ma molto spesso, queste sono più specificamente dirette verso la “Casa di Israele” o la “Casa di Yehudah”, che costituiscono le due famiglie del Suo popolo. Quindi, c’è UN solo popolo, al quale appartengono due “famiglie” o “case”, con delle promesse e dei piani di redenzione diversificati fino all’Era Messianica, quando saranno nuovamente riunite.

La separazione di queste due Case viene comunemente attribuita alla divisione del Regno dopo la morte di Salomone, ma come è stato già accennato, in realtà è esistita da quando il popolo era ancora in Egitto!
I figli di Yakov – la primogenitura
L’origine di Israele, e della sua “doppia identità”, inizia in Egitto, con la storia di Yosef (Giuseppe) e dei suoi fratelli. Yakov ebbe dodici figli, che divennero i patriarchi di tredici Tribù, tre delle quali assunsero un ruolo di “primogenitura” al posto del primogenito secondo la carne, che fu destituito come tale (Genesi 49:4). I figli di Yakov sono: Reuven, Shim’on, Levi, Yehudah, Dan, Neftali, Gad, Asher, Yisaskar, Zevulun, Yosef e Binyamin. Yakov poi adottò i suoi nipoti Menasheh ed Efrayim, due figli di Yosef, che divennero capostipiti di Tribù, quindi Yosef ricevette due Tribù.
La primogenitura fu trasferita a:

* Efrayim – Geremia 31:9
* Levi – Numeri 3:12,41
* Yehudah – Genesi 49:8-10
Anche se la primogenitura non è espressamente trasferita a Yehudah, di fatto gli viene assegnato il ruolo di comando su tutti i suoi fratelli, apparentemente, senza un motivo reale perché fu Yosef il figlio prediletto di Yakov, e fu proprio Yehudah che ebbe l’idea di venderlo ai gentili! La Tribù di Levi ottenne la primogenitura sacerdotale, Yehudah la primogenitura politica, ed Efrayim, una primogenitura non meglio precisata, e di fatto mai esercitata su tutto Israele, ad eccezione della giudicatura di Yehoshua (Giosuè), lo stesso nome che dopo l’esilio in Babilonia divenne più semplicemente “Yeshua” (Gesù).
Dalla storia di Yosef in Egitto e dalle vicende che coinvolsero lui e i suoi fratelli si può trarre una riflessione escatologica che riguarda i credenti messianici e cristiani, prendendo seriamente in considerazione i loro concetti di redenzione e salvezza.

Nella teologia messianica si fa riferimento al Messia come “ben Yosef” e “ben David”, nelle Sue due venute, prima come “ben Yosef” (figlio di Giuseppe), e poi come “ben David” (figlio di David), Colui che stabilirà il regno d’Israele e Yerushalaym come capo delle nazioni, il Messia che la Casa di Yehudah aspetta. Yeshua era legalmente il figlio di Yosef. Dei personaggi del TaNaKh che preannunciano certi aspetti della vita di Yeshua, colui che ha indubbiamente il maggior numero di somiglianze è proprio Yosef! Consideriamo alcuni di questi aspetti:

* Fu venduto ai gentili per iniziativa di suo fratello Yehudah – che poi divenne preminente tra tutti i suoi fratelli.

* Fu riconosciuto dai gentili, ma non dai suoi propri fratelli, fino a quando egli stesso non si rivelò a loro (quindi, i Giudei non possono riconoscere il Messia finché non sarà il Messia stesso a rivelarsi a loro).

* Divenne il “salvatore” dei gentili, che lo chiamarono “Tzaf’nat-pa’aneach”, ovvero, il “salvatore del popolo”.

* Benché i suoi fratelli non lo riconobbero, egli li salvò lo stesso! – Il fatto che i Giudei non riconoscano il Messia, non incide sulla salvezza, perché il piano di redenzione per i Giudei, come vedremo nel corso di questo studio, è diverso da quello per i gentili.

* Egli si rivelò a loro dopo che i gentili ebbero lasciato la scena (Genesi 45:1). Il Messia dei Giudei verrà, secondo ciò che lo stesso Shaul dichiara, “dopo che sarà entrata la pienezza dei gentili” (Romani 11:25).

Nel frattempo, c’erano anche membri della sua famiglia che lo riconoscevano: Efrayim e Menasheh, i suoi figli, che però allora erano Egizi e non facevano parte d’Israele. Soltanto dopo Yakov li adottò come propri figli e divennero due Tribù, le quali ebbero preminenza sulle altre eccetto su Yehudah.
Quindi, Efrayim e Menasheh erano inconsapevoli di essere Israele, ed erano considerati gentili. In Genesi 48:19, Yakov stesso li benedisse dicendo di Efrayim “moltitudine di nazioni”, ovvero, la “pienezza dei gentili” (melo ha-goyim)! A chi si riferisce Shaul con questa stessa espressione in Romani 11:25? Com’è possibile che i figli di Yosef, due tribù d’Israele, di cui uno ebbe la primogenitura, siano “moltitudine di gentili”? E perché, se la primogenitura appartiene ad Efrayim, è stata di fatto esercitata da Yehudah?...
Le risposte a queste domande saranno esposte nel corso di questo studio, dopo aver preso in considerazione altri concetti basilari per capire il ruolo d’Efrayim nel piano generale delle profezie.
La monarchia in Israele
Dopo il periodo in cui le Tribù erano governate dai Giudici, a volte autonomamente e a volte confederate tra di loro (con l’eccezione di Yehudah, praticamente assente nel libro dei Giudici), il popolo d’Israele decise di scegliersi un re “come l’hanno tutte le altre nazioni” (1Shmuel 8:5). La costituzione di tutte le Tribù in un unico regno presupponeva il consolidamento dell’unità nazionale, ma esaminando i seguenti versi delle Scritture, possiamo capire che la Casa di Israele e la Casa di Yehudah erano già realtà definite ed erano considerate come due popoli:
“Shaul li passò in rassegna a Bezeq: i figli d’Israele erano trecentomila e gli uomini di Yehudah trentamila”. – 1Samuele 11:8
“Allora gli uomini d’Israele e di Yehudah si alzarono, lanciarono il grido di guerra, e inseguirono i Filistei fino all’ingresso di Gat e alle porte di Ekron. I Filistei feriti a morte caddero sulla via di Shaarayim, fino a Gat e fino ad Ekron”. – 1Samuele 17:52
“Ma tutto Israele e Yehudah amavano David, perché andava e veniva alla loro testa”. – 1Samuele 18:16
“Ishboshet, figlio di Shaul, aveva quarant’anni quando fu fatto re d’Israele, e regnò due anni. Ma la Casa di Yehudah seguì David. David regnò a Hevron nella Casa di Yehudah per sette anni e sei mesi”. – 2Samuele 2:10-11
“Trasferendo il regno della casa di Shaul alla sua, stabilendo il trono di David sopra Israele e sopra Yehudah, da Dan, fino a Beer-Sheva”. – 2Samuele 3:10
“Così tutti gli anziani d’Israele vennero dal re a Hevron e il re David fece alleanza con loro a Hevron in presenza di HaShem; ed essi unsero David come re d’Israele”. – 2Samuele 5:3

“Da Hevron regnò su Yehudah sette anni e sei mesi e da Yerushalaym regnò trentatre anni su tutto Israele e Yehudah”. – 2Samuele 5:5
Shaul, il primo re d’Israele, della Tribù di Binyamin, contava gli uomini di Yehudah separatamente da quelli d’Israele, come un corpo “alleato” del suo esercito. Dopo di lui fu scelto re David, che essendo della tribù di Yehudah, non fu confermato dal resto d’Israele sino dopo sette anni e mezzo, quando gli anziani d’Israele “fecero alleanza” con lui (2Shmuel 5:1-4).
In David si conferma la volontà di Elohim di confermare ai Giudei la supremazia in Israele.
“HaShem, Elohim d’Israele, ha scelto me, in tutta la casa di mio padre, perché io fossi re d’Israele per sempre; poiché Egli ha scelto Yehudah come principe; e, nella Casa di Yehudah, la casa di mio padre; e tra i figli di mio padre Gli è piaciuto di far me re di tutto Israele”. – 1Cronache 28:4
Tuttavia, anche durante il regno di David, saldamente unificato, le due Case rimangono distinte e sono nominate insieme quando si fa riferimento all’intera nazione:
“Uriyah rispose a David: «L’Arca, Israele e Yehudah stanno sotto le tende, Yoav mio signore e i suoi servi sono accampati in aperta campagna e io entrerei in casa mia per mangiare, bere e per coricarmi con mia moglie? Com’è vero che HaShem vive e che anche tu vivi, io non farò questo!»” – 2Samuele 11:11
Un altro particolare interessante è che la Casa di Israele all’inizio conservò la sua fedeltà a Elohim dovuto al fatto che l’Arca dell’Alleanza dimorava in territorio di Efrayim:
“Shaul disse ad Ahiyah: «Fa’ accostare l’Arca di Elohim!» - Infatti l’Arca di Elohim era allora con i figli d’Israele”. – 1Samuele 14:18
L’autore scrive nel tempo in cui l’Arca era stata definitivamente collocata nel Tempio a Yerushalaym, quindi, nella nuova capitale di Yehudah, e specifica che allora (nei tempi dei Giudici e di Shaul), era presso “i figli d’Israele”. Uno dei motivi per cui Yarov’am decise di “riformare” il culto ebraico fu precisamente perché l’Arca non era più presso “i figli d’Israele” ma in territorio di Yehudah, e temeva che il popolo andasse a Yerushalaym e quindi ritornasse sotto i re di Yehudah (1Re 12:26-28).
Durante il regno di David, possiamo osservare che le due Case rimangono differenziate nella rivolta di Avshalom:
“Davide giunse a Mahanayim. Anche Absalom attraversò il Giordano, con tutta la gente d’Israele. Israele e Absalom si accamparono nel paese di Galaad. L’esercito uscì per la campagna contro Israele. La battaglia ebbe luogo nella foresta di Efraim. Là il popolo d’Israele fu sconfitto dalla gente di Davide; la strage fu grande: in quel giorno caddero ventimila uomini”. – 2Samuele 17:24,26; 18:6-7
E durante tutto il regno di David, gli eserciti di Israele e di Yehudah si contarono separatamente:
“l’Eterno farà ricadere sul suo capo il suo sangue, perché colpì due uomini più giusti e migliori di lui, e li uccise con la spada, senza che Davide mio padre ne sapesse nulla: Abner, figlio di Ner, capitano dell’esercito d’Israele, e Amasa, figlio di Ieter, capitano dell’esercito di Giuda”. – 1Re 2:32
Alla morte di Salomone, infatti, la Casa di Israele si costituì in regno indipendente. Come è già stato riferito prima, la divisione del Regno non è l’origine della differenza tra le due Case, bensì la conseguenza. Fu la Casa di Israele a separarsi dalla Casa di David il suo re, ed è la Casa di Israele che deve ritornare a David! Questo ritorno e riunificazione è missione del Messia. Molti Profeti furono inviati alla Casa di Israele, tra i quali Eliyahu ed Elisha (Elia ed Eliseo), per riportarla a HaShem Elohim. La Casa di Yehudah invece, fu quella che rimase fedele alla sua elezione.

Il Regno d’Israele fu distrutto dagli Assiri, e la sua popolazione fu deportata. Questo segnò la fine definitiva del Regno d’Israele, ma non della Casa di Israele, che assunse una connotazione particolare dal punto di vista profetico.
Questa è anche l’origine del mito delle Tribù Perdute d’Israele, anzi, non è esatto identificare le Case su una base puramente tribale, perché molti appartenenti alle Tribù del Nord si stabilirono nel Regno di Yehudah per rimanere fedeli alla Torah ed al Tempio – altri d’Israele abitavano già in territorio di Yehudah (1Re 12:17; 1Cronache 9:3); altri si rifugiarono in Yehudah dopo la prima deportazione sotto Tiglatpileser III quando la caduta definitiva di Samaria era imminente. Infatti, nel tempo dei re Hizqiyahu (Ezechia) e Yoshiyahu (Giosia), dopo la deportazione della Casa di Israele in Assiria, si parla della presenza di tutte le Tribù nel Regno di Yehudah – 2Cronache cap. 30, 31 e 34.
Anche la Tribù di Binyamin fu “annessa” a Yehudah, e fa parte della Casa di Yehudah. Anche i Leviti rimangono come Tribù sacerdotale nel seno della Casa di Yehudah. Gli Ebrei attualmente si dividono in “Kohanim”, che sono i discendenti di Aharon, “Levi’im” e “Yehudim”.
I Profeti
Le Scritture sono molto precise nello specificare se i Profeti sono mandati Casa di Israele o alla Casa di Yehudah, perché le profezie che riguardano l’una e l’altra sono particolarmente diverse.

Solitamente, gli esegeti cristiani non riconoscono la differenza essenziale che esiste tra Israele/Efrayim/Casa di Israele da una parte e Yehudah/Casa di Yehudah dall’altra nella sfera profetica, ma identificano entrambe con gli Ebrei/Israeliti/Giudei ed è per questo che non trovano alcun posto per la chiesa o i gentili. È per questo che sono stati costretti ad ascrivere alla chiesa le benedizioni promesse ad Israele – ma rifiutando di prendersi anche le punizioni, che hanno lasciato per gli Ebrei...

Se si studiano accuratamente le profezie, si può accertare che quelle pronunciate sulla Casa di Israele non si sono verificate nel popolo che oggi conosciamo come Ebrei (i Giudei), ma solo quelle specificamente rivolte alla Casa di Yehudah si sono adempiute e si adempiono tuttora nell’attuale popolo d’Israele, ovvero i Giudei – Quindi, a chi si riferiscono quelle sulla Casa di Israele?

Prima di trattare alcuni aspetti delle profezie bibliche, ecco un breve riassunto sui Profeti “scrittori” – come vengono definiti quelli che hanno lasciato le loro profezie scritte nei libri della Bibbia –, la loro appartenenza e i destinatari del loro messaggio:
YESHAYAHU (Isaia) - Profeta della Casa di Yehudah, profetizzò sia alla Casa di Yehudah che alla Casa di Israele, nonché a popoli gentili. Durante il suo ministerio, la Casa di Israele fu deportata in Assiria.

YIRMEYAHU (Geremia) - Profeta della Casa di Yehudah, quando la Casa di Israele era già in esilio. Durante il suo ministerio la Casa di Yehudah fu deportata in Babilonia. Profetizzò la restaurazione di entrambe nell’Era Messianica.

YEHEZKEL (Ezechiele) - Profeta della Casa di Yehudah durante l’esilio in Babilonia, fu mandato a Tel-Aviv in Assiria a profetizzare alla Casa di Israele, che malgrado 120 anni di esilio non si era ravveduta; profetizza anche contro Yehudah e Yerushalaym, e preannuncia la loro restaurazione e riconciliazione con la Casa di Israele nell’Era Messianica.
DANIEL - Profeta della Casa di Yehudah durante l’esilio in Babilonia, la sua profezia riguarda solo la Casa di Yehudah, e le potenze gentili.

HOSHEA (Osea) - Profeta apparentemente della Casa di Israele, la sua profezia si riferisce alla Casa di Israele, divenuta nazione gentile come conseguenza della sua apostasia, enfatizza la specificità della Casa di Yehudah che manterrà sempre il suo carattere di Popolo dell’Eterno, in contrasto con la Casa di Israele, che non lo sarà più fino al loro riscatto finale.
YOEL (Gioele) - Profeta della Casa di Yehudah, profetizzò sulla restaurazione della Casa di Yehudah e di Yerushalaym, e la loro perpetuità come popolo eletto (in contrasto con quello che Hosea dice sulla Casa di Israele). Accenni ad Israele nella totalità, dopo la restaurazione e riunificazione.

AMOS - Profeta della Casa di Yehudah, inviato contro la Casa di Israele.

OVADIYAH (Abdia) - Profeta della Casa di Yehudah, la sua profezia si rivolge maggiormente contro Edom, ed annuncia il trionfo finale della Casa di Yehudah insieme alla Casa di Israele.

YONA (Giona) - Profeta della Casa di Israele, contro Assiria, una nazione gentile. È notevole il fatto che è stato proprio ad un Profeta della Casa di Israele che Elohim ha mostrato la Sua misericordia verso i gentili. Assiria fu poi la nazione dove la Casa di Israele fu portata in esilio, e gli Israeliti divennero gentili come gli Assiri. Fu anche la prima nazione che si convertì in massa a Yeshua, dando inizio al riscatto delle “pecore perdute della Casa di Israele”.

MIKAH (Michea) - Profeta della Casa di Yehudah, distingue chiaramente la Casa di Yehudah da quella di Israele e profetizza principalmente su quest’ultima. È significativa la profezia del capitolo 5, in cui parla di Beytlechem, di cui annuncia verrà Colui che raggiungerà “i figli di Israele” e li riscatterà da in mezzo alle nazioni. Questo che regnerà sulla Casa di Israele proviene da Yehudah, e farà tornare la Casa di Israele a Tzion.
NAHUM - Profeta probabilmente della Casa di Yehudah, annuncia la distruzione di Niniveh.


Abbiamo incluso qui Daniel anche se nel TaNaKh non è considerato tra i Profeti, perché il ministero del profeta consisteva principalmente in ammonire il popolo: egli invece riceveva visioni e sogni, e rivelazioni dei sogni del re, ma non esortava il popolo.
Nello stesso modo di Yosef, che riceveva sogni e rivelava i sogni del re, ma non predicava al popolo, per cui non era profeta nel senso stretto. Ad entrambi, Yosef e Daniel, si applica meglio il título di “veggente” –chozeh–, piuttosto che di profeta –navi–. Entrambi furono posti come “capi dei maghi ed indovini” in regni pagani, perché erano veggenti ed annunciarono eventi futuri. In questo studio ci interessa in ogni caso quello che Daniel ha scritto ed annunciato, in quanto attinente all’argomento che trattiamo.
È da notare che nessuno dei Profeti della Casa di Israele ha mai ministrato sulla Casa di Yehudah. Neppure Eliyahu ed Elisha, i più grandi Profeti, che appartenendo alla Casa di Israele non hanno profetizzato in Yehudah. Infatti, i Giudei non riconoscevano alcun Profeta provenente dalla Galilea (Yochanan/Giovanni 7:52). In 1Re 13, un Profeta di Yehudah, un “uomo di Elohim”, è mandato ad annunciare a Yarov’am la punizione sulla Casa di Israele, ma a sua volta fu punito anche lui per aver dato ascolto ad un profeta della Casa di Israele! Nessuno di Israele ha autorità per profetizzare a Yehudah.

Dei Profeti scrittori, soltanto Hoshea e probabilmente chi ha scritto la storia di Yona appartenevano alla Casa di Israele; tutti gli altri sono Giudei. Hoshea scrisse durante l’apogeo del Regno d’Israele, non in esilio, e la sua profezia è essenziale per capire l’identità della Casa di Israele.

Considerando che Hoshea è l’unico Profeta della Casa di Israele che scrive rivolgendosi alla propria nazione – tutti gli altri Profeti scrittori sono di Yehudah – sarà il primo ad essere preso in esame.
Il Profeta riceve da Elohim l’ordine di rappresentare in modo concreto il rapporto tra Elohim e la Casa di Israele, sposando una donna che esercitava la promiscuità nel contesto dei rituali di fertilità dei Cananei (Hoshea 4:11-14). Israele è la sposa di Elohim... proprio come la chiesa lo è dell’Agnello! (Apocalisse 21:9).
1:2 HaShem cominciò a parlare a Hoshea e gli disse: «Va’, prenditi in moglie una meretrice e genera figli di prostituzione; perché il paese si prostituisce, abbandonando l’Eterno».
“Hoshea” significa “salvezza”, nome che ha la stessa radice di “Yehoshua”, “Yeshua” (Giosuè, Gesù). L’Eterno non avrebbe comandato al Profeta di compiere un atto proibito dalla Torah; la donna è chiamata meretrice in virtù di ciò che essa sarebbe diventata. La donna risponde alle caratteristiche delle prostitute sacre del culto a baal. La promiscuità della donna è in diretto rapporto con l’apostasia, nella stessa maniera in cui viene descritta nel Nuovo Testamento la chiesa apostata.

Tale rappresentazione non è applicabile al Popolo Ebreo (i Giudei) dopo l’esilio in Babilonia; anzi, sin d’allora i Giudei si distinguono da tutti gli altri popoli per il loro zelo della Torah e il loro rifiuto assoluto dell’idolatria. Le caratteristiche attribuite in questa profezia alla Casa di Israele si sono invece verificate nel seno della chiesa. La vita di Hoshea rappresenta il rapporto tra Elohim e la Casa di Israele; la paternità dei figli non è messa in discussione malgrado l’infedeltà della moglie. Il popolo del Patto scivola nel sincretismo, mischiando il culto di HaShem con i rituali pagani; ancora si ritiene “sposa del Signore” mentre di fatto osserva tradizioni pagane.
1:6 Lei concepì di nuovo e partorì una figlia. HaShem disse a Hoshea: «Chiamala Lo-Ruhamah, perché Io non avrò più compassione della Casa di Israele in modo da perdonarla».
1:8-9 Quando lei ebbe divezzato Lo-Ruhamah, concepì e partorì un figlio. HaShem disse a Hoshea: «Chiamalo Lo-Ammi, perché voi non siete Mio popolo e Io non sarò per voi».
La Casa di Israele è definitivamente rigettata. Letteralmente, l’ultima frase dice “Io non sono più l’«Io sarò» (Esodo 3:14) per voi”. Questo non è mai successo con l’attuale Popolo Ebreo, i Giudei; infatti, la Casa di Yehudah è esclusa da queste dichiarazioni e giudizi:
1:7 «Ma avrò compassione della Casa di Yehudah; li salverò mediante HaShem, il loro Elohim; non li salverò con l’arco, né con spada, né con la guerra, né con cavalli, né con cavalieri».
È chiaro ed evidente che la Casa di Yehudah sono gli Ebrei del Regno fondato da David, che per loro trasgressioni furono anch’essi deportati in Babilonia, ma solo per 70 anni, dopodichè ritornarono a Yerushalaym e sono tuttora riconosciuti come Ebrei. Per loro è prevista la salvezza in un modo diverso, attraverso il loro Elohim, Colui in Cui i Giudei credono. Allora, chi sono al giorno d’oggi quelli della Casa di Israele? A chi va diretta la profezia di Hoshea?
1:10 Tuttavia, il numero dei figli d’Israele sarà come la sabbia del mare, che non si può misurare né contare. Avverrà che invece di dir loro, come si diceva: “Voi non siete Mio popolo”, sarà loro detto: “Siete figli di El Hai”.
Il capitolo conclude con una promessa di redenzione, una moltiplicazione fisica ed un ripristino del loro rapporto con Elohim.

“Il numero dei figli d’Israele sarà come la sabbia del mare, che non si può misurare né contare”, ribadisce la promessa fatta a Yakov (Genesi 32:12). Nella presente situazione, è difficile attribuire un tale moltiplicazione al Popolo Ebreo, cioè ai Giudei, che sono un numero piuttosto ridotto. È altrettanto inapplicabile la dichiarazione successiva, perché fino al giorno d’oggi, i Giudei sono chiamati “il Popolo Eletto”, principalmente dai credenti in Yeshua (che hanno l’autorità spirituale per poterlo dichiarare), ma anche dai loro nemici. Esaminiamo dunque a chi nel Nuovo Testamento queste parole di Hoshea vengono applicate:
“E ciò per far conoscere la ricchezza della Sua gloria verso dei vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria, cioè verso di noi, che Egli ha chiamato non soltanto fra i Giudei ma anche fra i gentili? Così Egli dice appunto in Hoshea:: «Io chiamerò “Mio popolo” quello che non era Mio popolo e “amata” quella che non era amata; e avverrà che nel luogo dov‘era stato detto: “Voi non siete Mio popolo”, là saranno chiamati “figli di El Hai”». – Romani 9:23-26
Shaul sta scrivendo queste parole ai Romani! L’apostolo attribuisce ai credenti gentili le parole che Hoshea pronunciò riguardo la Casa di Israele! Shaul era un dotto Giudeo, conoscitore delle Scritture, discepolo di Gamaliel; poteva forse dare un‘interpretazione palesemente erronea? Shaul afferma che i credenti, che non erano considerati “Mio popolo”, erano i “vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria” – nell’ottica biblica, questa dichiarazione è inapplicabile ai gentili; qui Shaul fa riferimento a Geremia 18:6, i vasi preparati per la gloria sono nel contesto di un messaggio profetico per la Casa di Israele. Sui riferimenti a Israele nelle lettere di Shaul, particolarmente in quella ai Romani, si discuterà più avanti in questo studio.

Hoshea conclude il primo capitolo con la visione di un Israele fedele e numeroso, che alla fine (v. 11), sarà riunito nuovamente a Yehudah sotto un unico Re, il Messia.
Nel capitolo 2, il Marito non parla direttamente con la sposa, sono separati. L’adulterio va punito con la morte, ma l’amore di Elohim è più forte della Sua ira. Si prepara la strada del perdono. Lei ha lasciato il suo Elohim per i falsi déi (gli amanti).
2:11 Farò cessare tutte le sue gioie, le sue festività, i suoi Noviluni, i suoi Shabat e tutte le sue solennità.
Evidentemente, questa profezia non è applicabile ai Giudei, che non hanno mai cessato di osservare il Shabat, i Rosh Hodesh (Noviluni) e tutte le festività istituite nella Torah, anzi, questo zelo nell‘osservanza dei giorni solenni è una delle loro principali caratteristiche che li distinguono da tutti gli altri popoli.

L’abolizione del Shabat e delle festività Ebraiche è invece una realtà tipica della chiesa. Malgrado il Nuovo Testamento non accenni una parola che possa indicare che tali celebrazioni siano state abolite – anzi, piuttosto è scritto:
“Non pensate che io sia venuto per abolire la Legge o i Profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento. Poiché in verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della Legge passerà senza che tutto sia adempiuto. Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti e avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno dei cieli; ma chi li avrà messi in pratica e insegnati sarà chiamato grande nel regno dei cieli. Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, non entrerete affatto nel regno dei cieli”. – Matteo 5:17-20

I cristiani, pur riconoscendo nelle Scritture la Parola di Elohim, non osservano i Suoi comandamenti riguardanti le festività solenni e il Shabat, ed insegnano a non osservarli. Sono invece molto legati all‘osservanza di feste pagane quale il natale, la cosiddetta “pasqua” ed altre celebrazioni che l’Eterno non ha istituito, bensì qualcuno come Yarov’am ha “scelto di testa sua” (1Re 12:33). Yeshua piuttosto ha esortato a superare la giustizia degli scribi e dei farisei, non rinnegando ciò che loro facevano giustamente, ma facendolo meglio.
2:14 Perciò, ecco, io l‘attrarrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore.
Ricondurre Israele nel deserto, dove è iniziata la sua storia, suggerisce un nuovo inizio.
2:16-17 Quel giorno avverrà, dice HaShem, che tu mi chiamerai: “Marito Mio!” e non mi chiamerai più: “Mio Baal!” Io toglierò dalla sua bocca i nomi dei baal, e il loro nome non sarà più pronunciato.
Anche questo non può ascriversi ai Giudei, che rispettosamente chiamano Elohim “Adonay”, ma non “baal”. È curioso il fatto che la parola “baal” si traduce “Signore”, come usualmente i cristiani chiamano sia Elohim che Yeshua. La Casa di Israele, da quello che il Profeta dice in questo verso, con questo termine non intendeva un altro dio, ma si rivolgeva al vero Elohim. Anche i cristiani adorano il vero Elohim, non un altro dio, ma si rivolgono a Lui come Egli ha comandato, o usando termini ereditati dal loro passato pagano?
2:19 Io ti fidanzerò a me per l‘eternità; ti fidanzerò a me in giustizia e in equità, in benevolenza e in compassioni.
Nel futuro glorioso della Casa di Israele restaurata c’è il suo matrimonio con il suo Elohim. La Casa di Israele è indubbiamente la sposa – e la chiesa?...
Dal capitolo 4:15 al 6:11 il Profeta parla della situazione immediata, quando Israele e Yehudah sono in conflitto – Yehudah rischiava di cadere alla stessa maniera di Israele. La Casa di Israele è più specificamente identificata con Efrayim e Samaria. La situazione di Yehudah era incerta, il momento storico si riferisce al regno di Achaz, che “seguì l’esempio dei re d’Israele ... seguendo le pratiche abominevoli delle genti che HaShem aveva cacciate davanti ai figli d’Israele” (2Re 16:3). In tali condizioni, Yehudah avrebbe subito la stessa condanna. Nel momento cruciale, quando la caduta del Regno di Israele era imminente, in Yerushalaym regnava Hizkiyahu (Ezechia), un re giusto che cambiò la situazione di Yehudah, evitando la deportazione che invece subì Israele.
7:8 Efrayim si mescola con i popoli, Efrayim è una focaccia non rivoltata.
9:3 Essi non abiteranno nel paese dell’Eterno, ma Efrayim ritornerà in Egitto e in Assiria, mangeranno cibi impuri.
La Casa di Israele è come una focaccia non rivoltata, cotta solo da una parte. Si mescola con i gentili, si perde in mezzo a loro. Mangia cibi impuri. – Nessuna di queste cose possono attribuirsi ai Giudei, che dopo secoli, millenni di dispersione, non si sono mescolati con i gentili, ma conservano la loro identità ebraica. Un’altra loro caratteristica che li distingue dagli altri popoli è che non mangiano cibi impuri. Gli Ebrei generalmente mangiano “kosher”; nel moderno Stato di Israele i negozi di alimentari e ristoranti devono esporre un certificato rabbinico che garantisca che i loro prodotti sono “kosher”. Evidentemente, la Casa di Israele non sono il popolo che oggi riconosciamo come Ebrei; il soggetto di questa profezia non sono loro. Chi è, dunque, la Casa di Israele?
9:5 Che farete nei giorni delle solennità e nei giorni di celebrazione dell’Eterno?
Ribadisce il concetto già esaminato prima, in 2:11, che la Casa di Israele non osserverà più i giorni stabiliti nella Torah, a differenza dei Giudei, che tuttora li osservano. Sono festività ufficiali nell’attuale Stato di Israele.
11:1 Quando Israele era fanciullo, Io lo amai e chiamai Mio figlio fuori d’Egitto.
In Matteo 2:15 dice: “...affinché si adempisse quello che fu detto dall’Eterno per mezzo del profeta: «Fuori d’Egitto chiamai Mio figlio»”. È significativo che nell’Evangelo si applica a Yeshua una parola che il Profeta pronuncia in riferimento esplicito ad Israele. Questo argomento sarà trattato più specificamente in seguito, nello studio sul Nuovo Testamento.
In 11:8-11, Elohim manifesta la Sua misericordia verso Efrayim (vedi Yirmeyahu 31:18-20), concedendogli una seconda opportunità, un nuovo inizio. La redenzione d’Efrayim avviene per un atto di pura grazia. La salvezza della Casa di Israele passa attraverso la guarigione e la risurrezione, come il Profeta ha anticipato in 6:1-3 :
6:1-3 Diranno: “Venite, torniamo all’Eterno, perché Egli ha strappato, ma ci guarirà; ha percosso, ma ci fascerà. In due giorni ci ridarà la vita; il terzo giorno ci rimetterà in piedi, e noi vivremo alla Sua presenza. Conosciamo HaShem, sforziamoci di conoscerlo! La Sua venuta è certa, come quella dell’aurora; Egli verrà a noi come la pioggia, come la pioggia di primavera che annaffia la terra”.
Hoshea conclude, nel capitolo 14, con una parola di speranza fondata sull’amore dell’Eterno verso la Casa di Israele, annunciando la sua futura conversione. Conclusione: Il Profeta Hoshea ammonisce la sua nazione, la Casa di Israele, annunciando la loro esclusione dal Patto Mosaico, una condanna definitiva che la colloca allo stesso livello dei popoli gentili. Il suo riscatto avviene non più in virtù del Patto, che la Casa di Israele ha violato, ma in virtù della grazia di Elohim che le concede la possibilità di ravvedimento. Una posizione chiaramente diversa da quella che riguarda la Casa di Yehudah, che malgrado periodi di infedeltà, rimane nel Patto ed il suo rapporto con Elohim continua ad essere regolato secondo la Torah.
Hoshea inizia la sua profezia annunciando la punizione della Casa di Yehu a causa del sangue sparso in Yizre’el. Questo sembra contraddire ciò che Elohim stesso aveva ordinato a Yehu attraverso dei Profeti Eliyahu ed Elisha, lo sterminio completo della casa di Achav – 1Re 19:16-17; 21:21-23; 2Re 9:7-10 (vedi: “Conflitto Profetico?”). Dopo Shaul e David, soltanto Yehu è stato unto con l’olio come re d’Israele (2Re 9:3).
Yehu era stato veramente scelto da Elohim per compiere la Sua volontà. Elohim stava dando alla Casa di Israele un’opportunità di ritornare al Patto. Yehu doveva ripristinare completamente la Torah, ma si limitò a fare una “riforma”: abolì l’idolatria, le immagini, tutto ciò che era palesemente contrario alle Scritture – ma non completamente, lasciò le basi poste da Yarov’am, le sue feste, il suo modo di servire Elohim. Una storia che trova un sorprendente parallelismo con quella della chiesa...
http://www.hoshea.net/PopoloEletto_1.htm

Lo zenzero cura le infiammazioni croniche, i dolori e le emicranie.

MondoTempo Reale     11:14  
Ampiamente conosciuto per la sua capacità di ridurre i sensi di nausea e vomito, lo zenzero ha molti più usi di quanto si pensi. In Cina, lo zenzero è stato utilizzato per oltre 2.000 anni per combattere la nausea, i problemi di stomaco, l’artrite e problemi cardiaci.
Questa radice piccante aiuta anche a ridurre l’infiammazione cronica, il dolore e le emicranie. Lo zenzero si è dimostrato efficace anche nella cura di ulcere, e nelle complicanze del diabete. È un aiuto fantastico per chi ha problemi digestivi ed è stato anche dimostrata la sua efficacia contro alcuni tipi di cellule tumorali.
Lo zenzero migliora la digestione

Lo zenzero è un ottimo aiuto per il sistema digestivo. Secondo il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center, questa radice piccante aiuta la digestione stimolando la saliva e i succhi gastrici. Uno studio del 2008 pubblicato sulla rivista European Journal of Gastroenterology and Hepatology ha dimostrato che lo zenzero aiuta lo strato muscolare dello stomaco. In pratica aiuta la digestione spostando il contenuto dello stomaco nell’intestino tenue, un grande aiuto per chi ha problemi di digestione.
Lo zenzero riduce l’infiammazione

Secondo alcuni esperti, l’infiammazione del colon sarebbe l’inizio del cancro al colon. Uno studio condotto presso la University of Michigan Medical School e pubblicato sulla rivista Cancer Prevention Research ha rivelato che la somministrazione di zenzero riduce l’infiammazione del colon in soli 30 giorni.
Suzanna Zick M., co-ricercatore dello studio, ha spiegato che il rischio di sviluppare il cancro del colon può essere ridotto eliminando l’infiammazione nel colon.
Lo zenzero allevia il dolore

Alcuni studi dimostrano che il dolore alle ossa può essere alleviato con l’assunzione di zenzero. Uno studio specifico ne ha rivelato l’efficacia nelle artriti: l’assunzione di 500 mg di estratto di zenzero due volte al giorno, equivale all’assunzione di 400 mg di ibuprofene tre volte al giorno.
Lo zenzero riduce nausea e vomito

Studi sull’uomo dimostrano che 1 grammo di zenzero al giorno può aiutare a ridurre il senso di nausea e vomito nelle donne in gravidanza. Un altro studio ha evidenziato una calo del 38% del senso di nausea e vomito se si assume zenzero.
Contro nausea e vomito, provate a bere del the con pezzetti di zenzero fresco e un po’ di miele. Quando si deve affrontare un viaggio, ricordatevi di assumere prima della partenza una capsule di zenzero. Alcune capsule di zenzero, contenenti puro zenzero senza additivi aggiunti, possono essere aperte e versate in acqua calda per farne un the.
Altri usi per lo zenzero

Alcuni studi indicano che lo zenzero può aiutare a prevenire la formazione di coaguli di sangue e colesterolo.
È indicato inoltre in caso di:
Crampi mestruali
Stanchezza debilitante
Tosse
Coliche
Flatulenza
Gonfiore
Diarrea
Indolenzimento muscolare
Infezioni del tratto respiratorio superiore
Bronchite
Dolore toracico
Mal di schiena
Mal di stomaco


Fonte: NaturalNews
Traduzione a cura di losai.eu
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Sorprendente scoperta archeologica in Irlanda

MondoTempo Reale     11:09  


Cercavano reperti di 700 anni fa e invece ne hanno trovati di 7000 anni fa! I frammenti di selce scoperti dai ricercatori dimostrano che il sito di Tullyhogue Fort era abitato già nel 5000 a.C.

Presso il sito di Tullyhogue Fort, la collina dove i sovrani della dinastia O’Neill sono stati incoronati tra il 14° e il 17° secolo, gli archeologi hanno scoperto la prova sorprendente di insediamenti risalenti al 5000 a.C., epoca in cui i primi gruppi umani si insediarono in Irlanda.
«Cercavamo reperti di 700 anni fa e invece ne abbiamo trovati alcuni che risalgono a 7000 anni fa», ha detto l’archeologo John O’Keefe al Belfast Telegraph.
I lavori di scavo, che si sono concentranti attorno ai pittoreschi alberi circondati da un tumulo di terra, hanno permesso il ritrovamento di frammenti di utensili in selce risalenti agli albori dell’insediamento umano in Irlanda.
I ricercatori hanno anche scoperto altri preziosi reperti che aiuteranno a ricostruire la storia del sito prima dell’arrivo dei potenti O’Neill. «Credevamo che dagli scavi emergesse una migliore comprensione della storia degli O’Neill, ma ora abbiamo trovato dei reperti che raccontano una storia che non ci aspettavamo di trovare», dice ancora O’Keefe.
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«Quello che possiamo dire per ora è che la collina dove sorge Tullyhogue è stato occupato anche da gruppi di cacciatori-raccoglitori, i primi a stabilirsi su quest’isola», continua l’archeologo. «Pensiamo che i primi coloni abbiamo raggiunto il sito seguendo i sistemi fluviali».
o-neillIn epoca medievale, il sito è stato utilizzato per l’incoronazione dei sovrani della dinastia O’Neill, un gruppo di famiglie che nelle loro mani hanno avuto titoli e posizioni di prestigio.
Essi devono il loro nome a Niall Glúndub un Re supremo d’Irlanda vissuto nel X secolo discendente da Cenél nEógain.
È possibile che il sito, nel corso dei millenni, abbia acquisito una qualche importanza particolare, motivandone la scelta come luogo di incoronazione.
Il toponimo Tullyhogue significa “Collina del giovane guerriero”, o anche “Collina della gioventù”, dal gaelico “Tulloch Oc”.
Certamente, le nuove scoperte spingeranno i ricercatori a più approfondite analisi, cercando di ricostruire la storia di un sito che ha rappresentato qualcosa di significativo per gli antenati irlandesi. «È una scoperta piuttosto interessante», conclude O’Keefe.

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Stati Uniti. Spari di un poliziotto contro un senzatetto, America sotto shock!!!

MondoTempo Reale     11:06  
Sta facendo discutere il video in cui dei poliziotti uccidono un senzatetto con diversi colpi di pistola Los Angeles, nel quartiere di Skid Row. Si tratta dell’ennesimo episodio di brutalità della polizia negli Stati Uniti, questa volta contro un Homeless. Nessuno però emetterà comunicati sdegnati nei confronti dellaCasa Bianca per come si comporta la sua polizia.



E’ possibile nella democrazia più famosa e celebrata al mondo che un senza casa possa venire freddato con cinque colpi di pistola? Faranno discutere le immagini dell’esecuzione di un Homeless nel quartiere di Los Angeles di Skid Row dove si vedono chiaramente almeno sei agenti del dipartimento della metropoli della West Coast prendersela con un senza tetto dopo un alterco in strada. Alla fine la colluttazione è finita con cinque colpi di pistola sparati a bruciapelo che hanno ovviamente ucciso il senzatetto. Alcuni passanti hanno filmato tutto e messo il video sui social network e già si parla dell’ennesimo scandalo legato alla brutalità della polizia. Nelle immagini è possibile vedere un uomo agitare un oggetto contro gli agenti che lo gettano a terra e cominciano a picchiarlo selvaggiamente. Secondo quanto riportato dal Los Angeles Times gli agenti sarebbero intervenuti per rispondere ad una richiesta di intervento per furto mentre un testimone oculare avrebbe riferito che la vittima stava litigando con un altro Homeless all’interno della sua tenda. Insomma, indipendente da come la si pensi bisognerebbe riflettere sul fatto che questi omicidi avvengono continuamente negli Stati Uniti, il che dovrebbe indurre a un profondo ripensamento da parte delle autorità delle modalità di intervento da parte della polizia. Non è possibile correre il rischio di venire freddati dalla polizia a ogni intervento, eppure gli Stati Uniti vengono considerati da troppi un “modello” da imitare con le autorità americane che si permettono di giudicare il mondo quando, se avvenisse il contrario, probabilmente gli Usa non ne uscirebbero troppo bene.

mercoledì 25 febbraio 2015

Abbattuto aereo britannico in Iraq , e viene allo scoperto il “doppio gioco” delle forze anglo Americane in Iraq ed in Siria

MondoTempo Reale     11:44  
Forze irachene hanno comunicato di aver abbattuto due aerei britannici che rifornivano di armi il gruppo terrorista dello Stato Islamico (ISIS). Lo ha annunciato il Lunedì il parlamentare iracheno Hakem al-Zameli.

L’abbattimento dei due aerei britannici ha avuto luogo Lunedì scorso nella provincia occidentale di Al.Anbar, una zona che gli USA preferiscono mantenere come un cortile secondario del conflitto nelle vicinanze della capitale irachena, Bagdad.

L’esponente parlamentare iracheno ha dichiarato da questa zona, che è caratterizzata da ampi spazi aperti, arrivano informazioni ogni giorno dalla popolazione locale che ha denunciato il sorvolo di aerei del Regno Unito e degli USA che portano armamento destinato ai gruppi dello Stato Islamico..

Lo stesso A-Zameli ha anche assicurato che la sua commissione parlamentare dispone di immagini di questi aerei britannici abbattuti ed ha richiesto alle autorità di Londra spiegazioni in merito.

La scorsa Domenica il ministro della Difesa Iracheno, Jaled al-Obeidi, aveva avvisato che l’Esercito dell’Iraq avrebbe abbattuto gli aerei che forniranno aiutio all’ISIS. “Qualsiasi aeronave che cerchi di aiutare o rifornire lo Stato Islamico sarà un obiettivo legittimo per le forze irachene. Non importa a quale paese appartenga”, ha sottolineato. Vedi: Irak derriba 2 aviones británicos que llevaban armas para EIIL’

Nello scorso 8 di Agosto, gli USA ed i loro alleati della coalizione anti ISIS ,avevano iniziato gli attacchi aerei in Iraq, con l’obiettivo di annientare questo gruppo terrorista. Alla fine del mese di Settembre hanno esteso le operazioni anche in Siria.

In ripetute occasioni gli aerei da combattimento della coalizione capeggiata dagli USA hanno lanciato grandi quantità di armi e munizioni ad elementi dell’ISIS in Iraq ed in Siria, giustificando poi che si era trattato di un errore.

In altre occasioni sono stati visti aerei della coalizione atterrare in zone controllate dall’ISIS, come ad esempio nella città di Samara, e scaricare armi ed equipaggiamenti destinati ai terroristi. Vedi: Gli USA forniscono armi all’ISIS nella città di Samarà

Gli analisti politici mettono in questione gli obiettivi di Washington in questa nuova lotta contro il terrorismo in Medio Oriente, ci ricordano che i gruppi estremisti come l’ISIS sono nati grazie all’aiuto finanziario ed al sostegno di paesi come gli USA, la Turchia, l’Arabia Saudita ed il Qatar.

Il doppio gioco di Washington e dei suoi alleati con lo Stato Islamico è stato messo in evidenza ultimamente anche dalle dichiarazioni dell’ex generale USA Wesley Clark, già comandante in capo delle forze NATO, il quale ha dichiarato che” il gruppo terrorista dell’SIS (Stato Islamico) è stato creato dagli amici ed alleati degli Stati Uniti per combattere contro il Movimento di Resistenza Islamica del Libano (Hezbollah)”. Vedi: Youtube.com/watch

Nel frattempo stanno arrivando accuse circonstanziate anche da parte di altri esponenti di paesi arabi ed africani, come dall’inviato speciale dell’ONU e della Lega Araba in Siria, Lajdar Brahimi, che ha accusato gli USA di essere iresponsabili della creazione dei gruppi terroristi che stanno sconvolgendo il Medio Oriente. Oltre a questi anche il presidente de Sudán, Omar Hasán Al-Bashi, due giorni fa ha lanciato le sue accuse contro i servizi di intelligence dgli USA di essere dietro alle organizzazioni terroristiche e di averne le prove. Vedi: spanish.alahednews.com 

In pratica la macchinazione statunitense di utilizzare questi gruppi terroristi dello Stato Islamico come pretesto per un loro nuovo intervento in Iraq ed in Siria, per istallarsi nella zona, rovesciare i regimi a loro ostili (Bashar al-Assad in Siria), combattere il movimento Hezbollah, filo iraniano e ridisegnare la mappa dei confini in Medio Oriente, è ormai venuta allo scoperto ed alla pretesa” lotta al terrorismo” di Obama non crede più nessuno, ad eccezione dei media (giornali e TV occidentali) che riferiscono di una “decisa lotta” intrapresa dalla coalizione internazionale contro lo stato Islamico, ignorando che alcuni paesi che compongono la coalizione (Arabia Saudita, Qatar, Emirati Uniti) sono fra i principali finanziatori ed ispiratori del terrorismo di marca wahabita e salafita dello Stato Islamico.

Fonte: Traduzione e nota: Luciano Lago perwww.controinformazione.info

Incredibile! Scoperta mummia all'interno della statua buddista

MondoTempo Reale     11:19  
C’è una mummia in quella statua. Il corpo, attribuito a Liuquan, fondatore della Scuola Cinese di Meditazione, è stato individuato all’interno di un’opera risalente all’XI/XII secolo d.C. e raffigurante un Buddha.
A svelare il contenuto umano della scultura bronzea è stata unaTAC compiuta in un centro medico olandese, ad Amersfoort. 
La tradizione da sempre sosteneva che i resti del maestro-asceta erano conservati in quel reliquiario molto speciale. Ora lo ha dimostrato anche la scienza. Gli esami sono stati effettuati mentre il prezioso manufatto si trovava in mostra al Drents Museum di Assen, per la prima volta al di fuori della Cina. Sono stati anche prelevati dei piccoliframmenti ossei per datare con esattezza la salma- antica di mille anni. Le analisi mediche hanno inoltre scoperto  la presenza di altro materiale-  rotoli scritti in cinese- al posto degli organi interni rimossi.
In questo caso, dunque, si potrebbe escludere quel processo di “auto mummificazione” spesso attribuita ai monaci buddhisti arrivati al più elevato livello spirituale. L’esempio più recente è il cadavere rinvenuto in Mongolia, nella provincia di Songinokhairkhan, lo scorso gennaio. Il Lama si trovava ancora nella posizione del “loto”- a gambe incrociate, con la testa reclinata e le mani in grembo. Per i fedeli, però,non è morto, ma ad un passo dal diventare un Buddha egli stesso.
Il corpo dovrebbe avere addirittura 200 anni. Potrebbe essere quello del maestro diDashi-Dorzho Itigilov. Il famoso Lama Buryata di tradizione tibetana morì nel 1927 e venne sepolto in una cassa di pino, ma molti anni dopo , quando venne riesumato, fu ritrovato praticamente intatto- con i tessuti molli non deteriorati, la pelle soffice, “come se fosse morto da appena 36 ore”.
IL CORPO MUMMIFICATO DI

IL CORPO MUMMIFICATO DI DASHI-DORZHO ITIGILOV
È stato più volte esaminato da medici ed esperti, che sono rimasti sorpresi dal suo stato conservazione. Dal 2005 il corpo viene esposto all’aperto, senza alcuna protezione, ma non manifesta segni di decadimento. I monaci gli stringono la mano e gli parlano, come se fosse ancora in vita. Meglio, pensano che sia entrato nello stato dinirvana.
Proprio come ora molti dicono di quest’ultima mummia mongola. Lo dimostrerebbe proprio la posizione in cui è stato trovata, tipica di una particolare forma di preghiera che porta chi la pratica in una condizione di perfezione spirituale. “Questo è il segno che non è morto, ma in uno stato di profondissima concentrazione secondo l’ antica usanza dei Lama”, ha spiegato Ganhugiyn Purevbata, professore dell’Istituto di Arte Buddhista all’Università diUlaanbaatar, capitale della Mongolia.
Una convinzione condivisa anche dal dottore Barry Kerzin, lui stesso monaco tibetano nonché medico del Dalai Lama. “Ho avuto il privilegio di curare alcuni esperti dimeditazione entrati nello stato tukdam. Se una persona riesce a mantenersi in questo stadio per più di tre settimane- cosa assai rara- il corpo gradualmente sirestringe e alla fine quel che rimane sono solo capelli, unghie e abiti. Di solito, chi vive vicino al monaco vede brillare nel cielo per alcuni giorni un arcobaleno. Significa che il Lama ha trovato un “corpo arcobaleno”, il livello più alto e più vicino a quello di Buddha.”
La polizia intanto indaga: il corpo trafugato era pronto per essere venduto ad una cifra considerevole al mercato nero dei reperti archeologici da un trafficante del luogo che è stato arrestato. Ma anche gli esperti sono al lavoro per capire di più su quei resti umani sorprendentemente ben conservati. Escludendo che il monaco stia davvero ancora meditando, non è chiaro come abbia evitato la normale decomposizione ed abbia assunto questo aspetto impressionante.
IL CORPO PERFETTAMENTE CONSERVATO SCOPERTO IN MONGOLIA

IL CORPO PERFETTAMENTE CONSERVATO SCOPERTO IN MONGOLIA
Come dicevamo, l’ auto mummificazione è una pratica apparentemente diffusa nelbuddhismo: negli ultimi 50 anni, è stata attribuita ad una quarantina di monaci nella sola India. Ma sono stati segnalati casi del genere anche in Giappone, Tibet,Thailandia. A Koi Samui, ad esempio, una di queste mummie è diventata una vera e propria attrazione per turisti e fedeli: è esposta, dietro ad una teca di vetro, nel tempio di Wat Khunaram.
Quando era in vita, si chiamava Loung Pordaeng. Ordinato monacoda ragazzo, lasciò il monastero per farsi una famiglia. Ma arrivato a 50 anni, con i figli ormai adulti, tornò nel tempio e prese il nome di Phra Kru Samathakittikhun. Passò il resto della sua esistenza a studiare le tecniche di meditazione e molti anni li trascorse, daasceta, in una grotta. All’età di 79 anni- era il 1973- annunciò ai suoi seguaci che sarebbe presto morto.
Chiese loro di cremare il suo corpo, se avesse mostrato i segni della decomposizione, ma se al contrario fosse rimasto incorrottoavrebbero dovuto custodirlo in una teca di vetro, a perenne memoria degli insegnamenti del Buddha. Nell’ultima settimana di vita si ritirò a meditare in totale silenzio, senza toccare né cibo né acqua, respirando sempre più lentamente, fino a quando il suo cuore si fermò.
Inaspettatamente, considerando il clima umido e caldo della Thailandia, il corpo del monaco rimase intatto. E lo è tuttora, oltre 40 anni dopo: appare seduto, avvolto nella sua veste arancione e con un unico vezzo- un paio di occhiali scuri per coprire gli occhi. Un miracolo, dicono in molti, oppure l’effetto di un rallentamento programmato del metabolismo con la progressiva eliminazione di alimenti ed ossigeno. In ogni caso, un fenomeno che suscitacuriosità ed interrogativi anche tra gli scienziati.
IL CORPO DEL MONACO ESPOSTO IN THAILANDIA

IL CORPO DEL MONACO ESPOSTO IN THAILANDIA

La pratica della cosiddetta auto mummificazione è stata presa in esame dalla scienza moderna a partire dagli anni ’60, quando un team di ricercatori ha pubblicato uno studio sui monaci di una setta buddhista giapponese detti  sokushinbutsu. Per scelta volontaria, si sottoponevano ad una dieta rigorosissima per lunghi anni. Poi, si facevano rinchiudere in sepolcri in pietra fino a quando non smettevano di respirare.Sono una ventina i corpi- risalenti ad un periodo compreso tra il XII e il XX secolo- scoperti perfettamente mummificati. In epoche ancora più antiche, casi del genere si sarebbero verificati anche nella Cina taoista.
La ricerca dell’incorruttibilità del corpo dopo la morte compare in culture e religioni molto lontane e diverse ( nell’Antico Egitto come nella Cristianità) con un denominatore comune: l’aspirazione alla vita eterna. Non solo, il cadavere che non si decompone sembra mostrare un particolare dono soprannaturale o una specialegrazia divina. Anche di molti santi e beati della Chiesa Cattolica sono esposte reliquie o interi corpi perfettamente conservati dopo decenni, se non dopo secoli.
Ma un conto è lasciare un cadavere che non si corrompe e si mummifica spontaneamente (spesso per cause naturali accertate), un altro è indurre l’auto mummificazione da vivi. Secondo la tradizione, i monaci potrebbero  rimanere in quello stato sospeso di morte/non morte, in quella specie di trance estrema,addirittura per 5.67 miliardi di anni in attesa di  Maitreya. Quando la reincarnazione del nuovo Buddha si paleserà al mondo, sirisveglieranno dal loro stato attuale per aiutarlo.  Peccato non esserci…
SABRINA PIERAGOSTINI


martedì 24 febbraio 2015

Stregoneria e Potere: un Connubio Indissolubile

MondoTempo Reale     12:26  
La pratica del potere terreno è indissolubilmente legata all’occultismo ed alla stregoneria. La conoscenza e l’uso di tecniche di persuasione e seduzione del prossimo si avvale di sistemi e procedure noti al grande pubblico (seppure non senza difficoltà) e di tecniche organizzate occulte, destinate a pochi.
 
Esiste poi un apparato simbolico complesso che è organizzato in un vero e proprio linguaggio, che utilizza fonemi, numeri, simboli grafici e colori in modo interattivo e complementare. Tale somma di conoscenze esoteriche è come un ‘pacchetto’ di informazioni saldamente in mano alla gestione del potere terreno, la cui divulgazione è evidentemente scoraggiata con tutti i mezzi.
 
Se andiamo un attimo con il pensiero alla genesi del potere terreno possiamo notare come sia stata concessa dagli ‘dei’ agli uomini evidentemente con questo corollario di linguaggi al seguito.
 
La necessità di disporre di un’energia eterica supplementare è probabilmente la motivazione alla base delle pratiche stregonesche che il potere terreno porta con se dall’alba dei tempi. Il riferimento è soprattutto all’uso della magia sessuale ed alla consuetudine alla pedofilia ben presente nelle cerchie elevate del potere.
 
Tali oscene necessità sono state rese parzialmente di dominio pubblico grazie all’azione divulgativa di alcuni ‘stregoni’ del secolo scorso che, a seguito di una tradizione di studi di matrice anglosassone, hanno reso possibile conoscere alcune delle istanze occulte di cui il potere è ammantato. Alcuni ricercatori poi (guarda caso soprattutto italiani) sono riusciti ultimamente a mettere parzialmente in luce le dinamiche di questa organizzazione segreta a scopo predatorio.
 
La consuetudine con una ritualistica diabolica, consente ai ‘potenti’ di rifornirsi di energie eteriche di cui evidentemente non dispongono per natura. E’ facile notare al proposito l’estrema vulnerabilità dei cosiddetti ‘potenti’ che potenti invece non sono affatto! Essi non sarebbero infatti capaci di lavorare e vivere in modo normale, dovendo superare le notevoli prove e difficoltà di una vita comune retta ed empatica con il prossimo.
 
La genia del potere preferisce acquisire energie dal prossimo, vivendo una vita di riflesso desiderosa e bisognosa di nutrirsi di emozioni altrui che va suscitando con mezzi leciti ed illeciti.

Si tratterebbe quindi di una casta parassitaria che dall’alba (d’orata) dei tempi amministra illecitamente il potere temporale usufruendo in modo occulto dell’energia eterica delle popolazioni sottoposte. Di tali procedure ci narra ormai una letteratura cospicua e trasversale. Di tali procedure inoltre ci segnala la presenza una gamma ormai imbarazzante di episodi di cronaca nera addebitabili senz’altro alle ritualità oscene proprie di questa tensione indecente al potere, alla necessità di nutrirsi e propagare indebitamente se stessi.
 
L’adagio introduttivo di un video di Stefano (felceemirtillo) ci ricorda come ‘massoni, nazisti e stregoni governano il mondo’. Tale assunto mi sembrava anni orsono un po’ esagerato. Mi rendo conto invece oggi di come sia assolutamente veritiero ed appropriato.
 
Per concludere questa breve riflessione condivisa, vorrei ricordare come non si debbano temere questi personaggi perché si tratta di persone deboli e vigliacche che celano la propria incapacità dietro vestimenti terrifici e subdoli alla ricerca di un potere ‘animico’ che non possiedono e che debbono quindi depredare, un po’ come stantii e patetici vampiri/pop organizzati. Tali personaggi sono poi posseduti da una doppiezza imbarazzante: volti d’agnello in spiriti di lupo.

Dato infine che il nauseante mondo dei media è strettamente nelle loro mani, l’eco della stregoneria applicata affiora in ogni dove, dai cartoni animati alla ‘musica’ pop. Strumenti ipnotici per anime poco accorte ma soprattutto dimentiche del nostro passato, con la complicità di un’istruzione obbligatoria lacunosa e tendenziosa, anch’essa saldamente nelle loro mani da sempre.
 

Accadde oggi: nel 1968 scoperta la prima stella pulsante

MondoTempo Reale     12:24  

L’individuazione della prima pulsar venne fatta da una ragazza 25enne, Susan Jocelyn Bell, appena laureatasi all’Università di Cambridge


Il 24 febbraio 1968, su Nature, l’annuncio della scoperta di CD 1919+21: la prima pulsar. Si tratta di stelle di neutroni collassate in rapidissima rotazione che emettono radiazioni elettromagnetiche non in modo continuo ma sotto forma di impulsi radio regolari. Le stelle pulsanti presentano una densità di centinaia di milioni di tonnellate al centimetro cubo, così alta che, è stato calcolato, potrebbero contenere in una sfera di una decina di chilometri di diametro tutta la massa del Sole. L’individuazione della prima pulsar venne fatta da una ragazza 25enne, Susan Jocelyn Bell, appena laureatasi all’Università di Cambridge nel corso dell’astronomo britannico Antony Hewish. Bell – osservando il cielo con il gigantesco radiotelescopio dell’Osservatorio radioastronomico Mullard, a Cambridge, fatto costruire da Hewish -, si accorse di un segnale radio intermittente, che si ripeteva ogni 1.377 secondi. Pensando che si trattasse di un segnale alieno in un primo momento chiamò la sorgente “Little Green Man”, piccolo omino verde. Nell’articolo di Nature che annuncia la sua scoperta il suo nome viene però citato come secondo tra gli autori dello studio, dopo quello del suo professore di tesi Antony Hewish. Questi, nello stesso 1968, incensato dal successo, sarà eletto membro della Royal Society e nel 1974 arriverà anche vincere il Premio Nobel, condiviso con Martin Ryle, altro guru dell’astronomia britannica, proprio per la scoperta delle pulsar. Di Bell neanche un cenno. La “dimenticanza” non mancò però di sollevare le aspre critiche di un’altra star dell’astronomia dell’epoca, Fred Hoyle. La motivazione ufficiale data dalla Accademia Svedese delle Scienze quale giustificazione fu quella che Ryle e Hewish avevano ricevuto il Premio non solo per la scoperta della pulsar ma anche per il loro contributo dato al progresso radioastronomia. Ci penserà il mondo scientifico a ripagare Bell – che oggi è tra i più prestigiosi docenti di Oxford -, con una pioggia di premi: la medaglia Michelson (1973), il premio Oppeheimer (1978), il premio Beatrice Tinsley (1987), la medaglia Herschel (1989), la lezione magistrale Jansky (1995), il premio Magellanic (2000), la presidenza della Royal Astronomical Society (2002-2004) e, nel 2077, un dottorato ad honorem all’Università di Harvard (2007), un altro all’Università di Durham e la nomina a “dame” dell’Ordine dell’Impero Britannico. http://www.meteoweb.eu/

Terremoto in Spagna M 4.8 evento raro in questa regione

MondoTempo Reale     12:20  


Forte terremoto avvenuto in Spagna nettamente avvertito a Valenzia e Madrid.Alle ore 17:16 italiane la terra ha tremato con intensita' pari a 4.8 della scala Richter ad una profondita' ipocentrale di 10 km.L'epicentro del sisma e' stato localizzato a 177 km a SE di Madrid.

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