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venerdì 28 agosto 2015

Le Previsioni Meteo di Accuweather per l’autunno 2015: “attenzione in Italia, elevato rischio di alluvioni”

MondoTempo Reale     15:24  


Previsioni Meteo stagionali per l’autunno: ecco la tendenza delineata dall’autorevole Accuweather, che dopo aver clamorosamente azzeccato la tendenza per l’estate adesso vuole il bis

Per l’estate 2015 sono state sbalorditive: le Previsioni Meteo di Accuweather elaborate ad inizio maggio per il trimestre estivo hanno azzeccato ogni dettaglio sul tempo che poi effettivamente abbiamo avuto in Europa tra giugno, luglio e agosto. La prestigiosa e rinomata società meteorologica americana, adesso, tenta il bis pubblicando le previsioni stagionali per l’autunno, forte del precedente successo e con la convinzione che ogni anno che passa anche a lungo termine diventa sempre più affidabile elaborare una linea di tendenza precisa.
luglio 2015I meteorologi americani, focalizzando l’attenzione sul Vecchio Continente, spiegano che è stata effettivamente un’estate molto calda per gran parte dell’Europa centrale e orientale, con anomalie eccezionali tra Polonia, Ucraina, Romania ma anche nei Balcani e nell’area alpina, esattamente come previsto. Dopo queste anomalie positive, l’inizio dell’autunno porterà un piccolo cambiamento ma il calore fuori stagione proseguirà con periodi asciutti e siccitosi abbastanza prolungati. Tra settembre e ottobre le precipitazioni saranno normali sulle isole Britanniche e nell’Europa nord/occidentale, dove invece a novembre e nella seconda parte della stagione si verificheranno vere e proprie tempeste. Il meteorologo Alan Reppert ha spiegato che “si instaurerà un pattern persistente da settembre a novembre con una situazione che provocherà precipitazioni intense e abbondanti tra l’Italia, i Balcani meridionali e anche la Spagna e il Portogallo”.
650x366_08241029_getfileattachmentContinuerà invece a fare caldo tra Germania, Polonia, Russia, Ucraina e Balcani, nell’Europa dell’est. Una forte alta pressione sull’Europa orientale bloccherà le perturbazioni che da ovest si muoveranno verso levante, con conseguenti periodi prolungati di caldo e di siccità in tutto il settore est del continente.
Il meteorologo Tyler Roys ha spiegato che “dopo un’estate secca, questa situazione anche in autunno eleverà al massimo il rischio di incendi e danni alle colture“.
alluvione montpellierMa mentre l’Europa orientale sarà ancora infuocata, tra l’ovest e il Mediterraneo saranno frequenti periodi di forte maltempo e di vere e proprie tempeste: proprio la situazione sinottica di blocco ad est determinerà una concentrazione dei fenomeni perturbati tra l’Europa occidentale e il Mediterraneo. Le tempeste saranno frequenti tra Francia, Portogallo, Spagna, Italia e sud dei Balcani. Le precipitazioni saranno molto abbondanti in tutta l’area Mediterranea, con frequenti temporali molto intensi a causa dei contrasti termici.
Queste precipitazioni anomale avranno impatti sia positivi che negativi nelle varie località del continente. Spagna e Portogallo, ad esempio, arrivano da un lungo periodo di siccità che ha avuto un grave impatto sull’agricoltura, mentre al contrario Italia e Balcani hanno già sperimentato negli ultimi mesi, seppur in piena estate, pesanti inondazioni e numerosi fenomeni meteo estremi.
Alluvione RossanoLa pioggia, quindi, sarà benefica e vantaggiosa per Spagna e Portogallo, contribuendo ad elevare l’umidità del terreno e beneficiando alle colture. Contemporaneamente aumenteranno i rischi di allagamenti e inondazioni tra Italia, Albania, Kosovo, Serbia, Macedonia, Grecia e Bulgaria. Il meteorologo Roys ha aggiunto che “il più alto rischio di alluvioni sarà tra le Alpi Dinariche e l’Appennino, ma anche il versante meridionale delle Alpi nel nord Italia”.
Secondo gli esperti, le perturbazioni rallenteranno la loro corsa proprio nel Mediterraneo dove troveranno energia sufficiente per auto-rigenerarsi, e al tempo stesso perchè non avranno vie di fuga a nord/est. In questo modo le perturbazioni insisteranno tra l’Italia e il sud dei Balcani per diversi giorni, con alte minacce di inondazioni per tutta la stagione autunnale e soprattutto per il mese di ottobre.
Britain StormLe aree invece di Parigi e Amsterdam nel cuore del continente possono invece aspettarsi una tipica stagione autunnale con brevi impulsi di calore alternati da correnti più umide, fresche e piovose provenienti da nord/ovest. Invece nelle zone Atlantiche, tra nord della Francia, Irlanda e Regno Unito, si verificheranno numerose tempeste con venti impetuosi, una situazione che continuerà anche nella prima parte dell’inverno, a dicembre, quando le tempeste attraverseranno tutta l’Europa nord/occidentale.
Nel mese di novembre il forte anticiclone posizionato sull’Europa orientale inizierà ad indebolirsi, aprendo la ai primi sistemi perturbati che potranno così raggiungere le zone nord/orientali dell’Europa.

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Omm Seti - La Sacerdotessa del Tempio di Abydos

MondoTempo Reale     15:19  
Omm Seti, al secolo Dorothy Eady, ha sostenuto per l’intero arco della sua vita di essere la reincarnazione di Bentreshyt, una ragazza egiziana educata sin da piccola per divenire sacerdotessa nel Tempio di Abydos, suicidatasi all’età di quattordici anni per difendere l’identità del suo amante ovvero il faraone Seti I.

Quando il signore e la signora Eady portarono Dorothy, la loro figlioletta di quattro anni, al British Museum nel 1908, ottennero molto più di quanto non si aspettassero. Temevano di doversi trascinare per le sale una bambina annoiata e riottosa.
E così fu per gran parte del percorso, finché non raggiunsero le gallerie egizie, dove la bimba scattò sull’attenti, adottando un comportamento singolare. Iniziò a correre in giro freneticamente, baciando i piedi delle statue ed alla fine si sedette accanto ad una mummia in una teca di vetro, rifiutando di muoversi. I genitori continuarono la visita e tornarono mezz’ora dopo per trovarla nella stessa posizione. La signora Eady si chinò per sollevarla, ma Dorothy si avvinghiò alla teca e con voce rauca e irriconoscibile esclamò: “Lasciami qui, questa è la mia gente“.
Lo strano comportamento di Dorothy era iniziato un anno prima, dopo un increscioso incidente, che la bimba non sarebbe riuscita a dimenticare per tutta la sua vita: “Quando avevo tre anni, caddi da una lunga rampa di scale e persi conoscenza. Chiamarono il medico, che mi visitò attentamente e mi dichiarò morta. Un’ora più tardi tornò col mio certificato di morte e con un’infermiera per “comporre la salma”, ma con sua grande sorpresa, il “cadavere” era del tutto cosciente, giocava, e non mostrava segni di lesioni!“.
Dopo la caduta, Dorothy iniziò a sognare ripetutamente un grande edificio con colonne e un giardino rigoglioso con alberi, frutti e fiori. Entrò inoltre in uno stato depressivo: scoppiava frequentemente in lacrime senza ragione apparente e spiegava ai genitori che desiderava tornare a casa. Anche se rassicurata del fatto che lo fosse già, lei lo negava, ma non sapeva indicare dove si trovasse la sua vera casa. Il primo barlume della sua appartenenza all’Egitto si manifestò durante la visita al British Museum. L’ossessione di Dorothy venne confermata pochi mesi dopo l’accaduto, quando il padre portò a casa parte di un’enciclopedia per bambini. Essa conteneva alcune foto ed alcuni disegni dell’antico Egitto, che la ipnotizzarono.
La bambina era particolarmente attratta da una foto della famosa Stele di Rosetta (il cui testo in tre lingue aveva permesso la decifrazione dei geroglifici) e la esaminò per ore con una lente d’ingrandimento. Con sconcerto della madre, dichiarò di conoscere la lingua in cui era scritta ma di averla semplicemente dimenticata.
Quando Dorothy aveva sette anni, il sogno ricorrente dell’edificio con il colonnato iniziò ad acquisire un senso. Il catalizzatore fu una rivista con una foto sotto la quale vi era scritto “Il Tempio di Seti I ad Abydos“. La bambina rimase completamente paralizzata: “Questa è la mia casa! Qui è dove vivevo!“, gridò allegramente al padre, dopodiché seguì una nota di tristezza: “Ma perché è tutto in rovina? E dov’è il giardino?“. Il papà la esortò a non dire sciocchezze. Dorothy non poteva aver visto quell’edificio, tanto lontano e costruito migliaia di anni prima; inoltre, nel deserto, i palazzi non hanno giardini.
Quarantacinque anni più tardi, Dorothy Eady, impiegata del dipartimento di antichità egizie, andò a lavorare ad Abydos, alloggiando in una casetta non lontano dal Tempio di Seti. Per quanto le concerneva, lei era “a casa” e rimase nella amata Abydos dal 1956 fino alla morte, avvenuta nell’aprile del 1981. Là tutti la conoscevano col nome di Omm Seti, cioè “madre di Seti“, il nome del figlio che ebbe nel corso degli anni da un uomo egiziano. Per quanto riguarda il giardino che la ossessionava, gli archeologi finalmente lo scoprirono proprio nel punto in cui Dorothy affermava che si trovasse, sul lato meridionale del Tempio.
Tempio di Seti I ad Abydos

Dorothy Eady fu certamente uno dei personaggi più straordinari del XX secolo. Chi la conobbe non poté fare a meno di rimanere ammaliato dalla sua personalità: era creativa, dinamica, divertente, intrepida, determinata ed eccentrica. Al di là delle sue affermazioni sul fatto di essere la reincarnazione di un’antica donna egiziana, ebbe comunque una vita movimentata e romantica. Nei primi anni dell’adolescenza, Dorothy Eady iniziò seriamente a studiare egittologia. Nel frattempo gli strani sogni, nonché gli episodi di sonnambulismo, continuavano a susseguirsi.
Dorothy trascorse con la sua famiglia gli ultimi anni dell’adolescenza ed i primi dell’età adulta a Plymouth, sulla costa meridionale dell’Inghilterra, dove il padre aveva aperto un cinema. Proseguì le sue avide letture sull’Egitto, studiò disegno alla scuola d’arte locale e frequentò un circolo esoterico interessato alla reincarnazione, la sua prima opportunità di sostenere la convinzione di essere stata un’egiziana. Ma trovò tali riunioni poco soddisfacenti. Entrò in seguito in un gruppo di spiritisti locali, i quali conclusero che non era un’egizia reincarnata: probabilmente era morta davvero durante la caduta ed era rimasta vittima di un fenomeno di possessione da parte di un antico spirito disincarnato. Di nuovo, non sembrò soddisfatta della spiegazione.
Dorothy compì il primo vero approccio alla sua realtà all’età di ventisette anni, quando, contro il volere dei genitori, si trasferì a Londra a lavorare per una rivista egiziana. Disegnava vignette politiche e scriveva articoli a sostegno dell’indipendenza dell’Egitto dalla Gran Bretagna. Alla camera dei comuni si imbatté in un giovane egiziano, Imam Abdel Maguid e se ne innamorò. Due anni più tardi, accettò la sua proposta di matrimonio. Poco dopo, nel 1933, fece le valigie e partì alla volta dell’Egitto con grande costernazione dei genitori, e quasi immediatamente dopo l’arrivo divenne la signora Abdel Maguid.
Nonostante i vari problemi che sorsero nella coppia a causa delle stranezze di Dorothy, i coniugi ebbero presto un figlio, che Dorothy, contro la volontà del marito, volle chiamare Seti, come il famoso faraone – guerriero che aveva regnato all’inizio della XIX dinastia (la data generalmente accettata è intorno al 1.300 a.C.). Fu dopo la nascita del figlio, che Dorothy Eady divenne “Omm Seti“, secondo l’usanza egiziana di non rivolgersi alle donne col loro nome proprio. Durante il corso della notte, Imam veniva spesso svegliato dalla moglie che si alzava, sedeva alla scrivania accanto alla finestra, e scarabocchiava geroglifici sui fogli alla luce della Luna.
Omm Seti descrisse successivamente il suo stato “inconscio, come se fossi sotto uno strano incantesimo, né addormentata né sveglia“, e affermò che una voce mentale le dettava con lentezza le parole egizie. Il fenomeno è noto ai medium come “scrittura automatica“. Le sedute di scrittura notturna durarono per quasi un anno, durante il quale la donna riempì circa settanta pagine di geroglifici che raccoglieva e decifrava. Le parole, che le erano state dettate da uno spirito di nome Hor-Ra, descrivevano la sua precedente vita in Egitto.
Gli scritti misteriosi, che Omm Seti considerò “veritieri in base ai ricordi“, narravano che un tempo era stata una ragazza di nome Bentreshyt. Nata da genitori poveri, era stata mandata al Tempio di Kom El Sultan (poco più a nord del Tempio di Seti, che allora era in costruzione), per essere educata come sacerdotessa. All’età di dodici anni le era stato chiesto dal sommo sacerdote Antef se desiderasse conoscere il mondo e sposarsi o rimanere nel Tempio. Ignara del mondo esterno, Bentreshyt aveva scelto di rimanere nel Tempio, facendo voto di castità. Successivamente aveva dovuto apprendere gli elaborati insegnamenti per partecipare ai riti del tempio, in cui venivano messe in scena la morte e la resurrezione del grande Osiride.
Dopo tre anni di matrimonio, il marito Imam accettò un posto d’insegnante in Iraq. Dopo la partenza del marito, Omm Seti si trasferì con il figlio vicino alle Grandi Piramidi di Giza ed ottenne, prima donna in assoluto, un lavoro come disegnatrice per il dipartimento delle antichità egizie. Sebbene si trovasse finalmente nella terra che amava, il fatto che non si fosse recata direttamente ad Abydos, ma avesse atteso diciannove anni prima di quella visita, è piuttosto sconcertante. “Avevo solo uno scopo nella vita“, affermò, “ed era quello di andare ad Abydos, di vivere ad Abydos, e di essere seppellita ad Abydos. Tuttavia qualcosa al di là della mia volontà mi aveva impedito persino di visitare quel luogo“.
Quando finalmente vi si recò per una breve escursione nel 1952, lasciò la valigia nell’alloggio del dipartimento delle antichità e andò dritta al Tempio di Seti, dove trascorse tutta la notte a bruciare incenso ed a pregare gli dei. Tornò nuovamente nel 1954 per due settimane, poi trascorse mesi ad assillare i suoi superiori affinché le trovassero un impiego ad Abydos. Lavoro che si concretizzò nel 1956 quando le venne affidato l’incarico di effettuare i rilievi del Tempio di Seti per due dollari al giorno.
Mummia del Faraone Seti I

Omm Seti, tuttavia, tenne relativamente segrete le sue affermazioni più ardite, in quanto erano di natura profondamente personale. Le affidò al suo diario e le rivelò dettagliatamente solo ad un amico, il suo fidato collega dottor Hanny El Zeini. Secondo Dorothy, il faraone Seti si era innamorato di Bentreshyt all’età di quattordici anni, quando l’aveva incontrata nei giardini del Tempio. Il loro legame era pericoloso, in quanto le leggi del tempio imponevano che la ragazza rimanesse vergine. Bentreshyt era rimasta incinta, e le autorità del tempio l’avevano costretta a confessare che aveva un amante, e avevano minacciato di punire il suo crimine con la morte.
Temendo di coinvolgere Seti se fosse stata processata, la fanciulla si era uccisa per proteggere il nome dell’amante; quando era ritornato a trovarla, Seti si era sentito distrutto dal dolore e aveva fatto voto di non dimenticarla. A questo punto, la storia diventa davvero incredibile. Omm Seti afferma che quando lei, come Dorothy, aveva quattordici anni, Seti aveva mantenuto la promessa ed “era ritornato” a farle visita. Come spiegò ad El Zeini circa cinquant’anni più tardi, una notte venne svegliata dalla sensazione che qualcosa le stesse schiacciando il petto. Quando aprì gli occhi vide il volto mummificato del faraone che la fissava appoggiandole le mani accanto alle spalle: “Ero sbalordita e scioccata, e tuttavia pazza di gioia. Era come se qualcosa che aspettavo da tempo fosse finalmente giunto. Poi mi strappò la camicia da notte dal collo al bordo inferiore“.
La visita successiva avvenne quando Omm Seti si trasferì al Cairo. Seti le apparve di nuovo, questa volta non come mummia ma sotto le spoglie di un bell’uomo sulla sessantina. Le visite continuarono, e Omm Seti ed il suo amante astrale trascorrevano insieme notte dopo notte. Come se tali affermazioni non fossero di per sé abbastanza bizzarre, la donna spiegò che il tempo e la durata delle visite erano regolati da un codice morale rigoroso. Seti poteva tornare dall’aldilà solo perché aveva un permesso speciale del consiglio di Amentet, l’aldilà egizio, sotto la cui sorveglianza gli amanti dovevano seguire regole severe.
Perciò, quando Seti faceva visita a Dorothy, all’epoca ancora sposata, gli incontri erano strettamente platonici. Dopo il divorzio, non vi fu più bisogno di tanto rigore e Seti le comunicò che intendeva sposarla quando l’avrebbe raggiunto nell’Amentet. Fu proprio tale relazione con un faraone fantasma, spiegò Omm Seti ad El Zeini, la vera ragione del suo ritardo nel “tornare” ad Abydos. Innanzitutto, in quel luogo lei avrebbe dovuto assumere nuovamente il ruolo di una sacerdotessa e rimanere vergine.
E questa volta Omm Seti era determinata a seguire le leggi. In tal modo, quando sarebbe morta, il suo crimine precedente sarebbe stato perdonato e lei e Seti sarebbero potuti regolarmente essere uniti per l’eternità.

I meravigliosi “tunnel” nella neve a Cairngrom in Scozia!

MondoTempo Reale     15:15  


L’Estate è stata molto fredda in Scozia, risultando essere la più fredda in almeno vent’anni, e la neve ha baciato più volte le più alte vette scozzesi, ed in particolare Cairn Grom, posto a 1237 metri di quota, che ha visto anche diverse gelate.

Questo clima estivo inclemente ha fatto si che vasti nevai siano rimasti al suolo sulle montagne della zona (i locali dicono che i nevai si sono incrementati a partire dall’anno 2007).

Le foto che vediamo sono tratte dal Dayli mail, riguardanti i nevai e le grotte di ghiaccio che sono apparse nel Parco Nazionale di Cairngrom, con lunghezze di diverse centinaia di metri.



http://freddofili.it/

Il mistero del pozzo che trasforma gli oggetti in pietra

MondoTempo Reale     15:11  


Soprannominato “The Petrifying well”, il pozzo, situato sulle rive del fiume Nidd, nei pressi di Knaresborough, in Inghilterra, è stato ritenuto per secoli un luogo maledetto sino a quando analisi scientifiche hanno svelato l’origine del tutto naturale del fenomeno di pietrificazione

Sulle rive del fiume Nidd, nei pressi diKnaresborough, paese della contea del North Yorkshire, in Inghilterra, si trova unpozzo davvero singolare, soprannominato“The Petrifying well”. Nel corso degli anni, milioni di curiosi si sono recati sul posto per vedere, con i propri occhi, i presunti poteri di questo pozzo. Per secoli, infatti, mossi dalla superstizione, si è ritenuto che il pozzo fosse un luogo maledetto e che, sfiorando le sue acque, si sarebbe rimasti pietrificati, proprio come accadeva a piante rampicanti, bastoni, uccelli morti ecc. Se da un lato qualcuno sottolineava che il pozzo, lateralmente, aveva le sembianze del cranio di un gigante, dall’altro, i più coraggiosi, hanno iniziato a lanciare oggetti d’uso quotidiano per vederli trasformati, nell’arco di poco tempo, in pietra.
POZZO PIETRA 4Il primo riferimento scritto al pozzo risale ad un certoJohn Leyland, antiquario di Enrico VIII che, visitandolo, secoli dopo, quando la concezione del luogo era mutata da negativa a positiva, era rimasto incuriosito dal viavai di gente che accorreva sul posto per bere e bagnarsi con le sue acque, credendo che fossero responsabili di guarigioni miracolose. Negli ultimi 150 anni, grazie ad accurate analisi scientifiche, si è scoperto quel che realmente si nasconde dietro la pietrificazione: il fenomeno è dovuto all’elevato contenuto di calcitenelle acque del pozzo, fatto di tufo e travertino. I processo è simile a quello che porta alla formazione di stalattiti e stalagmiti, portando ad una rapida pietrificazione degli oggetti. Tra quelli rinvenuti vi sono un cappello e un cilindro vittoriano, oltre a più recenti orsacchiotti di pelouche (che impiegano circa 5 mesi per trasformarsi in pietra), capi d’abbigliamento, utensili da cucina e persino una bicicletta.



http://www.meteoweb.eu/

E se gli UFO fossero entità biologiche capaci di vivere nello spazio interstellare?

MondoTempo Reale     15:04  


E se invece di navi spaziali aliene, alcuni UFO fossero esseri viventi che normalmente popolano il vuoto cosmico? "Zeroid" è il termine generico utilizzato per queste ipotetiche creature che potrebbero abitare i remoti recessi dello spazio interstellare.L'habitat di queste creature sarebbe caratterizzato da temperatura e pressione atmosferica pari a zero. Tutti i dettagli di un'affascinante teoria.

I biologi sono convinti che lo spazio cosmico, a causa dell’assenza di pressione e della temperatura prossima allo zero assoluto, non sia adatto alla nascita e allo sviluppo della vita.
Ma Vitalii Iosifovich Goldanskii, professore presso l’istituto di chimica fisica Nikolai Nikolaevich Semenov, e membro dell’Accademia delle Scienza della Russia, in un articolo pubblicato nel 1997 su Pure and Applied Chemistry, sosteneva la possibilità che apprezzabili quantità di materiale prebiotico potrebbero accumularsi nelle regioni circostanti le nebulose o le gigantesche nubi di gas che stazionano nell’universo.
Con il passare del tempo, tale materiale, per le stesse leggi che hanno consentito la nascita della vita sul nostro pianeta, potrebbe essersi evoluto in qualche forma di vita, adattandosi a condizioni di vita estreme come quelle dell’universo.
Non deve stupire che la vita possa svilupparsi in condizioni ambientali così avverse. Anche sul pianeta Terra si conoscono forme di vita capaci di vivere in habitat naturali fino a poco tempo fa considerati ostili alla vita.
Basti pensare ai batteri estremofili, organismi capaci di sopravvivere a temperature e pressioni inimmaginabili. L’ultima scoperta in questa direzione è quella fatta da Hans Roy, dell’università danese di Aarhus.
Il ricercatore ha portato alla luce alcuni batteri che sono rimasti sepolti “vivi”per 86 milioni di anni nelle profondità dell’oceano.
A sostegno della teoria dell’astrofisico russo, va detto che già decine di composti organici sono stati identificati nello spazio, quali alcune formaldeidi, l’acido cianidrico e addirittura la cellulosa.
Per farla breve, là fuori ci sarebbe un’abbondanza di elementi organici tali da consentire l’evoluzione della vita anche nella forma di “zeroids“.
Considerando che il nostro universo ha un’età di quasi 14 miliardi di anni (miliardo più, miliardo meno), è addirittura ragionevole pensare che gli zeroids potrebbero essere state le prime forme di vita apparse nel cosmo.
Con un arco di tempo così ampio a loro disposizione, gli zeroids potrebbero aver attraversato diversi stadi evolutivi, sviluppandosi in unità biologiche microscopiche, oppure avere dimensioni gigantesche.
Anche la loro morfologia potrebbe variare da forme molto semplici ad altre estremamente complesse. Secondo l’astrofisico russo, tali organismi avrebbero la capacità sia di vivere singolarmente che in vaste colonie.
Sebbene sia da escludere lo sviluppo di una morfologia umanoide,  altrettanto non si può escludere che possano aver sviluppato un’intelligenza simile alla nostra, se non addirittura superiore.
Il sostentamento di alcuni zeroids potrebbe essere garantito dalla presenza di nubi i polvere e gas interstellare. Per altri, invece, potrebbe valere la legge classica della preda e del predatore. Teoricamente, potrebbero vivere in qualunque punto dello spazio, sia all’interno che all’esterno delle galassie.
Dotati di mobilità e intelligenza, questi mastodontici esseri vagherebbero nello spazio alla ricerca di cibo,  brucando l’atmosfera dei pianeti, compresa la nostra, in cerca di nutrienti ed essere scambiati per navi spaziali aliene dalla popolazione e dagli strumenti.
Alcuni zeroids potrebbero rimanere uccisi dall’attrito con l’atmosfera terrestre, riducendo il corpo delle povere creature in sfere di fuoco prima, e in cenere e gas poi.
Altri, invece, potrebbero aver sviluppato una sorta di scudo protettivo naturale – solido o elettromagnetico – che permette loro di attraversare tranquillamente la nostra atmosfera in cerca di cibo. E questi sarebbero alcuni di quelli che noi chiamiamo UFO!
In realtà ci sarebbero esistono diverse immagini che potrebbero dare qualche indizio a sostegno dell’affascinante teoria. Nel 1976, nella regione di Cluj-Napoca, Romania, si materializzò quello che sembrava essere una “sfera di luce vivente” che mostrava un comportamento decisamente animale! Le fotografie scattare all’entità hanno superato tutti i test di autenticità.

Un altro caso, invece, risale al 1978, nella British Columbia. La ricercatriceDorothy Wilkinson scattò la prima di una lunga serie di immagini che mostrano delle bizzarre stringhe simili a forme di luce e che somigliano ad una sorta di “vermi spaziali”!

Una strana foto è conservata nell’archivio fotografico della NASA. A riprendere l’immagine è stato l’equipaggio della missione Shuttle STS-105, lanciata in orbita il 10 agosto 2001 dal Kennedy Space Center.
La fotografia sembra mostrare la sagoma di quello che ha tutta l’area di essere un serpente che “nuota” sul bordo dell’atmosfera terrestre. Cosa potrebbe essere? E’ difficile stabilire le dimensioni dell’oggetto dato che non si conosce a quale distanza sia stata scattata la foto. [Vedi immagine originale Nasa].
Un altra immagine intrigante è stata scattata nel 2003 dagli astronauti in missione sulla Stazione Spaziale Internazionale, nella quale si intravede una strana forma gigante sullo sfondo che ha tutta l’area di essere un UFO, cioè un oggetto volante (in questo caso, orbitante) non identificabile.
L’impressione che si ha nell’osservare l’oggetto è quella di trovarsi di fronte ad una sorta di veicolo biomeccanico. [Vedi immagini originali NASA].
Il tema non è sfuggito alla fantascienza. In almeno due serie tv si parla di “zeroids”. La prima è la serie Farscape, nella quale l’astronave utilizzata dai protagonisti è Moja, un essere vivente dello spazio utilizzato come mezzo di trasporto (tipo cavalli spaziali).
La seconda è la più blasonata Star Trek – The Next Generation. Proprio nel pilot della serie (Incontro a Farpoint), l’equipaggio dell’Enterprise aiuta uno zeroid a ritrovare la libertà dopo essere stata sfruttata come “base spaziale”. Per dirla con Spock… affascinante!

http://www.ilnavigatorecurioso.it/

La carità nascosta di Papa Francesco: paga latte, biscotti, affitti scaduti

MondoTempo Reale     14:59  


Ogni notte il Pontefice invia nelle periferie il suo Elemosiniere. Ha messo a disposizione i regali ricevuti per raccogliere fondi destinati ai poveri

L’ultima donazione è di ieri sera. Un furgone carico di olio d’oliva, pasta, pomodori pelati, latte e biscotti è giunto al centro per rifugiati Baobab, al Tiburtino. Una struttura che accoglie migranti etiopi ed eritrei fuggiti dalla fame e dalla guerra. Lo ha inviato Papa Francesco, come già accaduto in passato. A consegnare i generi di conforto è stato monsignor Konrad Krajewski, polacco, elemosiniere di Sua Santità. Poco conosciuto dal grande pubblico, è responsabile di uno dei compiti a cui il Papa tiene maggiormente. In Vaticano si occupa dell’Elemosineria Apostolica: ha il mandato di svolgere la carità in nome e per conto del Pontefice.

Monsignor Krajewski è il “braccio destro” di Papa Francesco. Raccoglie donazioni, distribuisce aiuti, gira quasi tutte le notti le periferie e le stazioni di Roma. All’atto della sua nomina il Santo Padre l’aveva avvertito: «Tu non sarai un vescovo da scrivania – le sue parole – Dovrai essere il prolungamento della mia mano per portare una carezza ai poveri, ai diseredati e agli ultimi della città». E così padre Corrado – molti romani lo conoscono così – opera secondo le direttive del Pontefice. Un’azione concreta e silenziosa.La discrezione è un aspetto fondamentale del suo lavoro: nel piccolo ufficio vicino Porta Sant’Anna nessuno vuole parlare con i giornalisti. A pochi metri di distanza le guardie svizzere montano la guardia al confine dello Stato Vaticano. Qui si raccolgono alcune delle donazioni che saranno distribuite ai poveri. Le maggiori entrate provengono dalle pergamene con la benedizione apostolica rilasciate ai fedeli che ne fanno richiesta. Il denaro ricavato finisce in un “fondo per la carità” che finanzia l’attività dell’Elemosineria di Papa Francesco. A cui contribuiscono anche donazioni private e lo stesso Pontefice.

«Andate incontro ai poveri, non aspettate che essi vengano a voi». Per tener fede a questo principio, Papa Francesco si è dato da fare in prima persona. In questi mesi il Santo Padre ha deciso di mettere a disposizione i regali ricevuti da quando è stato eletto al soglio di Pietro. E così dall’inizio dell’anno ha già organizzato due riffe in Vaticano. Due lotterie pontificie per raccogliere fondi a favore dei poveri. Biciclette elettriche, orologi, videocamere digitali, penne stilografiche. Come primo premio il Papa ha messo in palio addirittura una macchina. Una Panda full optional che gli era stata donata da alcuni operai di Pomigliano. Una somma dopo l’altra, alla fine l’Elemosineria Apostolica ha iniziato a raccogliere cifre importanti. Solo lo scorso anno monsignor Krajewski ha potuto gestire oltre un milione e mezzo di euro. Circa il 25 per cento in più rispetto all’anno precedente. Intendiamoci, la carità ha sempre rappresentato un aspetto centrale della Chiesa Cattolica. «Eppure Papa Francesco – raccontano in Vaticano – ha dato davvero un nuovo impulso a questa attività».

Una volta raccolto, il denaro diventa un aiuto concreto per i bisognosi. Quasi ogni notte l’elemosiniere di Papa Francesco gira per Roma accompagnato da alcune suore e qualche guardia svizzera – ovviamente in borghese – per distribuire generi di conforto ai poveri della Capitale. Vengono donate provviste alimentari ad associazioni di volontariato, centri per immigrati, mense parrocchiali. Con il denaro dell’Elemosineria lo scorso gennaio sono stati costruiti vicino alle Poste Vaticane alcuni bagni e un servizio docce per i clochard della città. Proprio sotto il colonnato di destra del Bernini. Chi si presenta per lavarsi riceve un kit con sapone e un cambio di biancheria intima. E il lunedì può usufruire di un servizio gratuito di barberia. Eppure c’è molto riserbo sulle attività di questo tipo. In Vaticano nessuno vuole dare troppa pubblicità alle iniziative benefiche. Si scopre però che alcuni mesi fa, durante la notte del Venerdì Santo, il Papa ha fatto distribuire alcune buste pasquali contenenti del denaro ai senzatetto che dormivano nelle stazioni di Roma. Per festeggiare il suo ultimo compleanno ha regalato circa 200 sacchi a pelo ad altrettanti vagabondi che dormivano per strada. In un’altra occasione, invece, ha distribuito trecento ombrelli ai poveri che frequentano Borgo Pio. Nessun acquisto, stavolta. Erano ombrelli accatastati un magazzino, persi negli anni dai turisti dentro i musei vaticani.

Papa Francesco 17Sono piccoli doni, certo. «Proprio perché – raccontano in Vaticano – si è voluto estendere al maggior numero di persone il sostegno di un aiuto». A volte si offrono ai poveri beni e servizi. L’Elemosineria Apostolica, ad esempio, ha messo a disposizione di una cooperativa sociale un immobile per aprire una Casa d’Accoglienza per giovani madri nubili e i loro bambini. Altre volte si offrono piccole somme di denaro. A chi ha bisogno di aiuto viene pagata una bolletta del gas,una rata scaduta dell’affitto. Molte persone scrivono direttamente al Pontefice. Nel 2014 sono arrivate almeno 8mila richieste di sostegno. Papa Francesco le gira all’Elemosineria e si assicura che a ognuno venga risposto. Unica accortezza, le domande devono essere accompagnate da un’attestazione dei parroci o di altri ecclesiastici che garantiscano le reali necessità. Come è facile immaginare, la crisi ha visto impennare il numero delle lettere. «Le domande – si legge nel rapporto sull’attività della Santa Sede – hanno disegnato un quadro abbastanza complesso e variegato delle povertà che purtroppo da diverso tempo cominciano ad affliggere anche zone e categorie di persone che finora godevano di un certo benessere economico».

Francesco ha dato l’esempio, ma ha anche chiesto agli altri di seguirlo. E così recentemente l’ordine dei gesuiti – a cui il Pontefice apparteneva – ha deciso di mettere a disposizione dei senzatetto un immobile di proprietà. È un locale in via dei Penitenzieri, nei pressi della Chiesa di Santo Spirito in Sassia, a due passi dal Vaticano. Il contratto di locazione con l’agenzia di viaggi che affittava lo stabile è stato rescisso. Nei prossimi giorni aprirà una struttura in grado di accogliere fino a trenta senzatetto ogni notte. Per un Pontefice che ha chiesto «una Chiesa povera per i poveri», la carità è un punto fermo. Del resto «la gratuità dovrebbe essere una delle caratteristiche del cristiano, che, consapevole di aver ricevuto tutto da Dio gratuitamente, cioè senza alcun merito, impara a donare agli altri gratuitamente» ha spiegato Papa Francesco durante l’omelia dell’ultimo mercoledì delle Ceneri. «Oggi spesso la gratuità non fa parte della vita quotidiana, dove tutto si vende e si compra. Tutto è calcolo e misura. L’elemosina ci aiuta a vivere la gratuità del dono, che è libertà dall’ossessione del possesso, dalla paura di perdere quello che si ha, dalla tristezza di chi non vuole condividere con gli altri il proprio benessere».

Articolo originale su Linkiesta.it

Tratto da: Papa boys

La guerra totale nello Yemen totalmente ignorata dai media occidentali

MondoTempo Reale     14:55  


Con quasi soltanto un gemito, la stampa occidentale ha informato che il regime dell’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti (EAU) ed i loro ausiliari, i miliziani di Al Quaeda, hanno iniziato ad attuare quella che è l’invasione via terra dello Yemen. Questa, assieme ad un blocco navale e bombardamenti indiscriminati che durano da mesi,  aggiunge una nuova dimensione letale al conflitto, per entrambe le parti.
Sono arrivate le informazioni circa uno sbarco sul porto della città di Aden, nella punta sud dello Yemen, da parte di una Brigata armata composta da circa 3000 effettivi principalmente degli Emirati Arabi, che starebbe avanzando verso il nord, puntando, come obiettivo finale, alla città di Sana’a, capitale dello Yemen.
Le colonne degli Emirati Arabi Uniti, fornite di carri armati Leclerc( di fabbricazione francese) sono state viste uscire dalla città portuale nonostante che risulti difficile stabilirne il numero preciso. Le informazioni potrebbero indicare che la brigata degli Emirati potrebbe includere circa un centinaio di carri armati, una terza parte di quelli di cui dispongono in totale gli EAU. L’audace mossa avviene dopo  mesi di frustranti rovesci subiti dalle forze militari dei due regimi arabi.
I seguaci del deposto presidente Abd -Rabbu Mansour Hadi- hanno dimostrato di essere inefficaci nella lotta contro  il movimento popolare degli Houthi (sciiti) che rappresentano la maggioranza della popolazione, nonostante la superiorità aerea fornita dalla coalizione dei sauditi e dei loro alleati.
Sebbene appaia  che le forze dell’Arabia Saudita  ben equipaggiate  abbiano la possibilità di concentrare il volume di fuoco e sopraffare  i combattenti Houthi nelle battaglie campali, la capacità dell’Arabia Saudita e degli Emirati, oltre alle forze di Al Qaeda, nel mantenere il controllo del territorio dove si muovono, risulta quanto meno discutibile.
Nella Storia l’Impero Romano, durante la maggior parte del suo dominio, fu temuto e considerato come invincibile. Dopo aver subito vari importanti sconfitte, il mito della sua invincibilità iniziò a incrinarsi ed assieme con quello iniziò a disgregarsi l’impero.
Allo stesso modo l’egemonia occidentale è stata puntellata dalla illusione della superiorità militare sul campo di battaglia. Con l’attenzione di scegliere le loro battaglie ed evitare sconfitte critiche , in particolare gli Stati Uniti hanno mantenuto questa illusione della loro invincibilità militare, tuttavia, se muovono contro nazioni che dispongono di migliori o più addestrati eserciti, hanno scelto di utilizzare i loro alleati o truppe mercenarie per farli combattere per loro conto,  pertanto qualsiasi sconfitta di questi potrebbe essere attribuita  ai combattenti sul campo.
Tuttavia, secondo maggioranza dei resoconti, la guerra nello Yemen non è soltanto una guerra per procura tra l’Iran e le monarchie del Golfo Persico, ma è uno dei conflitti che devastano l’assetto regionale e che costituisce una vasto conflitto tra gli Stati Uniti ed i suoi alleati regionali, da un lato, ed Iran, Siria e Russia ed inclusa la Cina, dall’altro lato.
Con la presenza dei principali armamenti occidentali nello Yemen che cercano di muovere verso il nord, adesso si presenta una opportunità per  smontare e fare a pezzi  l’illusione della invincibilità occidentale. Vedere lo Yemen, ridotto a  cimitero di una Brigata costituita da carri da combattimento  Leclerc,  sarebbe uno delle cose che farebbe crollare il mito  dell’invincibilità.  Questo  ridimensionerebbe  anche le ambizioni militari extraterritoriali degli Emirati Arabi, se non azzerarle del tutto e da ultimo, lascerebbe qualsiasi combattimento residuo in mano  ai sauditi che si sono dimostrati   fino ad ora  incompetenti.
Forse sarebbe questa una delle molte ragioni per cui i media occidentali hanno deciso di non coprire gli avvenimenti che si stanno svolgendo nello Yemen.
Lo Yemen contro  l’Ucraina.
Uno spettatore  potrebbe domandarsi come sia possibile che, nell’ambito del diritto internazionale,  delle autocrazie assolute come l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti  intervengano  militarmente nello Yemen  , con blocchi navali, bombardamenti aerei  e, attualmente, mediante  una manifesta invasione via terra del paese che fa uso di colonne corazzate  sbarcate ad Aden per  ripristinare un regime rovesciato.
Questo avviene con la apparente scarsa preoccupazione delle Nazioni Unite e con l’appoggio entusiasta, tanto dal punto di vista militare che politico, degli Stati Uniti .
La risposta a questa domanda si fa molto più confusa  quando si considera la condanna occidentale della Russia per qualsiasi tentativo di appoggiare o difendere il deposto governo dell’Ucraina, paese invaso dalle milizie neonaziste supportate dalla Nato e che, a loro volta, stanno appoggiando per conto degli USA il regime criminale di Kiev, composto anche da cittadini stranieri ai quali sono stati assegnati incarichi ministeriali nel governo ucraino e perfino inseriti come governatori.
L’aggressione militare dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi allo Yemen, rende  sempre più difficile per l’Occidente mantenere l’illusione di una superiorità morale rispetto all’Ucraina.
La relativa moderazione della Russia, raffrontata con con il sostegno degli USA all’aggressione che avviene nella penisola arabica, dimostra una volta ancora l’ipocrisia pervasiva dell’Occidente che distrugge qualsiasi pretesa di legittimità occidentale.
Questo potrebbe essere un’altro motivo per cui i media occidentali  si rifiutano di coprire gli avvenimenti che si stanno producendo nello Yemen.
La Responsabilità di Proteggere……..
Dopo che la NATO aveva invocato la “responsabilità di proteggere la popolazione”, quale giustificazione per la distruzione della Libia, è divenuto palese che la NATO copriva  i suoi interventi militari dietro i principi di “preoccupazione umanitaria” e non quelli di difendere le popolazioni. Nonostante che potrebbe essere difficile da credere, ancora esistono persone nei media occidentali e nei think Tank politici che cercano di utilizzare la “responsabilità di proteggere”  per giustificare altre aggressioni militari contro nazioni come la Siria.
Tuttavia i “principi umanitari” risulta comodo ometterli in quelle  poche occasioni in cui i media occidentali parlano  del conflitto nello Yemen .  Sostenuto dagli Stati Uniti, i blocchi navali ed i mesi di bombardamenti aerei hanno precipitato lo Yemen verso una catastrofe umanitaria.
Non soltanto le Nazioni Unite ed alcuni paesi occidentali non hanno invocato alcuna  fine dei blocchi navali  e la cessazione dei bombardamenti indiscriminati ma le nazioni occidentali hanno continuato a sostenere l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi nella loro avventura militare nello Yemen.
Il massacro e l’ingiustizia che sta avvenendo nello Yemen servono come ulteriore esempio chiaro di come l’Occidente e le sue Istituzioni, compreso l’ONU, sono i maggiori pericoli per la pace e la stabilità mondiale, con il pretesto di difendere questi ideali umanitari che sono invece un mezzo per affondarli.
In questo modo abbiamo scoperto un’altro possibile motivo del silenzio dei media occidentali e l’opinione pubblica in genere conosce molto poco di quello che avviene nello Yemen.
Rimane da vedere come i combattenti Houthi reagiranno all’invasione via terra dello Yemen da parte delle forze militari degli Emirati Arabi Uniti. I gravi danni inferti alle colonne corazzate degli Emirati e la resistenza ai bombardamenti aerei, potrebbero portare ad una fase di stallo o perfino ad un abbandono di questa incursione.
A somiglianza di quanto avvenuto nella guerra del Libano del 2006, ove i combattenti di Hezbollah saggiamente utilizzavano il terreno per contrastare il vantaggio del potere aereo israeliano, obbligando gli Israeliani a mettere fine per tempo all’invasione, gli Houthi potrebbero  ancora rispondere in questo modo a questa ultima iniziativa delle forze  appoggiate dagli USA che operano nello Yemen.
Forse questo è il motivo principale per cui  i media occidentali vorrebbero che l’opinione pubblica resti all’oscuro di quanto accade nello Yemen. Questa potrebbe rappresentare un’altra sconfitta subita dalle forze subalterne all’Occidente, di un esercito convenzionale sconfitto da forze irregolari in una nuova fallimentare campagna combattuta nell’interesse di Wall Street e di Washington. Mentre i media occidentali rifiutano di coprire gli eventi che si svolgono in Yemen con l’attenzione e l’onestà che meritano, il conflitto è comunque fondamentale e può determinare  il risultato di altre guerre per procura che infuriano in tutto il Medio Oriente e nel Nord Africa ed anche oltre.
Traduzione: Anacronista

Corey Goode riferisce: la Cabala chiede l'amnistia

MondoTempo Reale     14:37  


Gentili Lettori, sebbene un po' riluttante all'inizio, ho deciso di riportarvi le ultime notizie riguardanti i signori Oscuri che governano questo pianeta, perché provenienti da persone sostenute sia da David Wilcock che dal dottor Michael Salla, entrambi sufficientemente attendibili.

Per quanto sembri uno scenario da "Guerre Stellari", forse dovremmo abituarci a simili cose (fantascienza per l'uomo comune) o perlomeno tenere la mente aperta a qualsiasi evenienza, dal momento che ci sono state nascoste troppe cose nel corso dei millenni.

Questo non vuol dire accogliere ciecamente quello che ci viene detto, ma esercitare prudentemente il senso critico e il discernimento collegati con l'Alto sentire dello Spirito che, senza alcun dubbio, ci guiderà sul Sentiero giusto, qualsiasi cosa avvenga.



Corey Goode riferisce: la Cabala chiede l'amnistia

In un recente rapporto, riguardante una serie di riunioni occulte che hanno coinvolto delegati di diversi programmi spaziali segreti, Corey Goode riferisce di uno scambio informativo avvenuto con il tenente colonnello Gonzales [nome non reale] su un incontro che concerne il leader del gruppo extraterrestre draconiano chiamato "Federation Alliance".

Secondo Gonzales, il capo dei Draco ha domandato che la quarantena in atto sul sistema solare venga interrotta in modo che le sue forze vengano rilasciate, ed ha anche chiesto l'amnistia per le Élite terrestri che hanno servito la sua fazione fino ad ora.

L'inadempimento di tali richieste, a detta del leader, porterà ad una guerra globale.

Mentre lo scenario sopra descritto sembra essere uscito da una puntata di Star Wars,le informazioni rivelate da Goode sono state apprese da lui stesso in una serie di riunioni molto riservate sul programma spaziale a cui ha partecipato.

La  più  recente  è  durata  dal 5 al 9 Giugno  ed  è  stata seguita da un giro di ispezione del pianeta Marte il 20 Giugno. Incredibile come le affermazioni di Goode siano supportate da un imponente compagine di prove circostanziali!

La prima cosa da considerare dell'ultimo rapporto di Goode è ciò che sappiamo del tenente colonnello Gonzales, il militare che lo ha informato.

Lui dice che il graduato è un ufficiale dotato del lascia-passare altamente classificato"Solar Warden" che ha ricevuto l'incarico, come delegato, per un Consiglio composto da un'alleanza di Programmi Spaziali Segreti (PSS).




Il compito di Gonzales è quello di rappresentare gli interessi dell'Alleanza PSS in incontri con altri programmi spaziali e/o alleanze extraterrestri.

Per quanto riguarda Goode, egli è stato nominato all'inizio del 2015 per essere il rappresentante di un gruppo, appena arrivato, di visitatori extraterrestri ossial'«Alleanza degli Esseri delle Sfere» (cfr QUI; ndr).

Gonzales finora ha scelto di rimanere anonimo, ma il rapporto di Goode del 22 Giugno sulla sua partecipazione al giro di ispezione di Marte e questo più recente incontro con il responsabile della Federazione Draconiana, suggerisce che in futuro tutto questo sia destinato a cambiare.

Finora, abbiamo solo la parola di Goode che Gonzales sia reale e che lui stesso sia chi dice di essere. David Wilcock ha più informazioni da condividere sull'identità di Gonzales e probabilmente lo farà nei futuri aggiornamenti nel suo sito web.

Nel briefing avuto con Goode, Gonzales spiega come sia stato condotto ad incontrare il leader della Federazione Draconiana: un Draco Bianco Reale alto 3 metri e mezzo.

Dopo essere stato accompagnato in un edificio situato da qualche parte nel sud-ovest americano da una sonda spaziale segreta, il colonnello afferma di essere stato accolto da una figura molto affabile:

Egli e la sua squadra di sicurezza hanno camminato attraverso un corridoio che sembrava vuoto e tranquillo. Arrivati in fondo, hanno incontrato una persona assai familiare che doveva aver visto il suo sguardo e la bocca aperta.

Questo individuo si è presentato con un forte accento, gli occhi cadenti e i ricci capelli bianchi.

Gonzales ha precisato che questo personaggio ha creato tanti gruppi di riflessione, organizzazioni mondiali e consigliato più presidenti degli Stati Uniti di quanto chiunque potesse immaginare. È anche molto noto come sostenitore del Nuovo Ordine Mondiale e dei Programmi di spopolamento.

La descrizione di Goode avvalora la quasi certezza che si tratti del dottor Henry Kissinger, una figura chiave nei progetti altamente secretati relativi agli extraterrestri.



Più recentemente, Kissinger ha partecipato anche alla riunione del Gruppo Bilderberg, tenutasi solo due giorni dopo che Goode e Gonzales si erano incontraticon le circa 200 persone dell'Élite planetaria terrestre, che avevano offerto un programma di divulgazione limitata con inizio al mese di Novembre 2015.

A questa semi-disclosure sarebbe dovuta seguire una moratoria della durata di 50 anni per l'Oligarchia coinvolta nei crimini contro l'Umanità.

A Gonzales, è stato detto dai tre presidenti (umani) del Comitato dei 200, che la riunione non sarebbe stata una trattativa, ma l'opportunità di ascoltare il leader della Federazione Draconiana, almeno in questo sistema solare.

Dopo essere stato condotto da una Guardia d'Onore draconiana, il colonnello si è incontrato con il Draco Bianco Reale. Dietro di lui si trovava una schiera di ET di tipo insettoide.

Il leader ha formulato una serie di richieste che avrebbero avuto delle gravi conseguenze se non fossero state soddisfatte, aggiungendo pure che la mancata capitolazione da parte delle Alleanze dei PSS (Programmi Spaziali Segreti) e/o degli Esseri delle Sfere, sarebbe stato considerato un atto di guerra contro l'intera Federazione Draco e i loro Signori.

Ecco la descrizione delle pretese, punteggiate da minacce, del leader draconiano che Gonzales avrebbe poi dovuto riportare alle due Alleanze.

La prima richiesta era che a tutti i Draco della Federazione sarebbe dovuto essere concesso di attraversare la barriera con l'obbiettivo di lasciare il sistema solare.

La seconda, pretendeva che ai loro alleati umani (l'Élite; ndr), fosse offerta la grazia.In cambio di tutto ciò, il Draco Reale aveva promesso che da parte loro, in futuro, non ci sarebbe stata nessuna rappresaglia in un sistema solare controllato dagli Esseri umani.

Se tali domande non avessero avuto seguito, le forze Draco sarebbero state pronte per una battaglia "Fine dei Tempi".



Il leader ha dichiarato infatti, senza mezzi termini, che loro hanno il potere discatenare grandi calamità e la guerra sulla superficie del pianeta e che sono determinati a farlo.

Ha precisato inoltre che l'Alleanza delle Sfere non aveva alcuna possibilità contro il vero potere dei loro "Signori" extra-dimensionali che in questo periodo sono presenti e risoluti a dare battaglia accanto alla Federazione Draco, com'era stato profetizzato, riguardo al loro impero, milioni di anni fa.

Qui, Gonzales era rimasto molto sorpreso nell'apprendere che i Draco Bianchi Reali non si trovavano all'apice del comando della Federazione Draco. Sopra di loro c'erano delle entità extra-dimensionali (ED) a cui attribuire la creazione dell'Intelligenza Artificiale, come rivelato a Goode.

Il leader si era vantato non solo che questi ED fossero i creatori responsabili degli esseri chiamati ET (i piccoli Grigi? Ndr), e che in effetti sono dei robot biologici [o macchine intelligenti], ma soprattutto che fossero loro alleati, nonché conquistatori di intere galassie.

Gonzales ha riportato che il vanto e le minacce sono proseguite per un po' di tempoprima che il leader Draco lasciasse riposare la mente e si voltasse per portarsi fuori dalla stanza con la sua Guardia d'Onore rettile e la delegazione insettoide.

Goode ha continuato a riferire ulteriori dettagli dell'incontro informativo avuto con il colonnello riguardante la prova che i guerrieri draconiani fossero stati infettati da naniti intelligenti [IA].

Questo suggerisce che la Federazione Draco aveva ceduto alla forza dell'intelligenza artificiale che stava minacciando altre civiltà extraterrestri umane.

Il briefing descritto da Corey Goode, contiene informazioni che molti, purtroppo, bolleranno subito come fantascienza.

Corey Goode

Per quella parte di Umanità incline a questo, egli preannuncia che ci sarà presto un rilascio di documenti ufficiali e testimonianze che confermerà parecchie delle sue rivelazioni.

Come accennato in precedenza, vi è già un'impressionante mole di prove indiziarie a sostegno; per questo le testimonianze di Goode devono essere prese sul serio.

La minaccia rappresentata dall'intelligenza artificiale è relativamente lontana, quindi le questioni più immediate da risolvere, sollevate nella conferenza, sono che le forze Draco siano autorizzate a lasciare il sistema solare e che ai loro ex servitori umani, il Comitato dei 200 ed altre Élite globali, venga data l'amnistia.

La popolazione terrestre quindi deve decidere se vuole perseguire quelli che hanno commesso delle atrocità contro di essa nei programmi spaziali segreti e progetti riservati, o concedere l'amnistia e scongiurare così un conflitto mondiale.

Per fortuna, esistono degli antefatti nella recente storia umana in cui i cambiamenti di regime sono stati raggiunti pacificamente senza che alcuna nazione sia stata dilaniata dalla guerra.

Questi precedenti offrono un esempio da seguire per le Élite globali coinvolte in nefandezze contro l'Umanità, che possono tranquillamente farsi da parte senza che tutto precipiti in uno scontro planetario extraterrestre.

Nei casi del Sud Africa, nel periodo dell'apartheid, e delle nazioni sudamericane durante le dittature militari, si è concessa l'amnistia ai governanti nazionali che hanno lasciato il potere e permesso la rivelazione della verità.

Questo modello di "giustizia riparatoria" è molto diverso da quello di "giustizia punitiva" utilizzato nelle democrazie occidentali.

Il sistema "riparatorio" può risultare una valida soluzione per la Cabala,responsabile di infiniti misfatti contro i popoli della Terra nei programmi spaziali segreti, onde evitare una devastante guerra mondiale.

© Michael E. Salla, Ph.D. Copyright Notice

Relazione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it

Fonte: filosofiaelogos.it/News

Fonte d'origine: exopolitics.org

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