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giovedì 29 gennaio 2015

Isis, l'ostaggio giapponese è ancora nelle mani dei jihadisti: nuovo ultimatum

MondoTempo Reale     10:58  
Lo Stato Islamico, secondo la Cnn, ha diffuso un audio messaggio di Kenji Goto, in cui si dà tempo alle autorità di Amman fino al tramonto di giovedì per liberare la terrorista Sajida Al Rishawi

Dopo una giornata di false piste sul rilascio degli ostaggi, l'Isis ha diffuso nella notte un audiomessaggio del giapponese Kenji Goto, in cui si dà tempo alle autorità di Amman fino al tramonto di giovedì per liberare la terrorista Sajida Al Rishawi e portarla al confine con la Turchia. Se questo non avverrà, afferma ancora Goto, sarà ucciso il pilota giordano Muath Al Kaseasbeh, anch'egli nelle mani dei jihadisti.

L'autenticità del messaggio deve ancora essere verificata, ma si tratterebbe di uno sviluppo all'ultimatum di martedì secondo cui il reporter e il pilota sarebbero stati uccisi entro le 24 ore se la Giordania non avesse accettato di rilasciare Sajida Al Rishawi, condannata a morte per aver fatto parte di un commando kamikaze che nel 2005 ad Amman causò in tre differenti attacchi la morte di circa 60 persone. 

"Liberare terrorista o pilota giordano sarà ucciso" - Nel nuovo messaggio audio, un uomo che si identifica come Kenji Goto, il reporter giapponese tenuto in ostaggio dai militanti dell'Isis, dice che "se Sajida Al Rishawi non è pronta per lo scambio al confine con la Turchia entro il tramonto di giovedì 29 gennaio, il pilota giordano Muath Al Kasaesbeh sarà ucciso immediatamente". 

Le false piste sul rilascio degli ostaggi - Mercoledì erano circolate molteplici e e confuse notizie, tra cui quella secondo cui i due ostaggi (o anche solo uno) erano stati liberati in cambio della jihadista irachena. Amman, però, aveva smentito l'ipotesi, condizionata prima di tutto al rilascio del pilota giordano tenuto prigioniero.

http://www.tgcom24.mediaset.it/

La Menzogna dello scontro di civiltà

MondoTempo Reale     10:50  
Prepariamoci agli attentati sanguinosi in casa nostra, ora solo un vero miracolo potrà evitarli.


Il riscatto di dodici milioni per le due imbecilli che erano partite in Siria ad aiutare i terroristi della Jihad contro il governo legittimo di Assad e che proprio dai loro eroi erano state rapite, è un chiaro invito a replicare, a insistere in piena impunità. Tra Greta e Vanessa da una parte e i due Marò dall'altra, l'Italia ha dimostrato che la si può colpire come e quando lo si voglia.

Certo non c'è motivo di attaccare un Paese che ormai è prono a tutti, che non dà fastidio più a nessuno: né all'Inghilterra a cui si è svenduta, né alla Francia a cui ha consegnato le sue zone d'influenza, né a Israele verso cui è zelante, né agli Usa di cui si dichiara serva, né alla Germania con cui fa l'accomodante. Eppure solo un miracolo può impedire che ci colpiscano e questo per due motivi: perché a far male a noi non si paga pegno, quindi siamo un obiettivo facile facile e poi per ragioni complesse che potremmo definire simboliche.

Se ce lo dicono la Cia e il Mossad...

Iniziamo dall'Undici settembre europeo. La Francia ultra stupida di Je suis Charlie ha reagito esattamente come volevano i terroristi, invitandoli a colpire ancora: una folla di pecore che offrono la gola belando indignazione si avvia per forza al mattatoio: non finirà solo tosata ma a costolette. Quello spettacolo incredibile che ha offerto ha fatto impazzire di gioia tutti i protagonisti: sia i terroristi, sia il potere traballante, sia i players più sporchi. Non si sa sa abbia gongolato più Hollande, Nethanyau o al-Baghdadi.

La manifestazione suicida degli Champs-Elysées difficilmente non provocherà un'offensiva seriale, probabilmente in più Paesi al tempo stesso. Ancora la Francia, la Germania e chissà chi altri. L'Italia di sicuro è nel mirino.

Ce lo hanno detto la Cia e il Mossad dei quali possiamo dire, usando un eufemismo, che sono bene informati di quello che ha intenzione di fare la loro creatura jihadista ufficialmente sfuggita loro di mano, ma stranamente ancora in linea con gli scenari disegnati dal Pentagono più o meno quindici anni fa.

Quell'odio alimentato

Se colpire la Francia, la Germania, la Russia, magari l'Ungheria, ha però un senso anche razionale da parte di tutti (della Jihad, della Cia, del Mossad e delle oligarchie traballanti laddove traballano) non ci sono ragioni logiche per colpire qui.

No, cause razionali non ce ne sono, ma stiamo dimenticando alcuni elementi fondanti: l'odio, il fanatismo.

Non va assolutamente bene sostenere che l'Islam non possa che odiarci, ma anche l'opposto è discutibile. Tutte le religioni monoteistiche hanno un'idea di dominio mondiale assoluto. Le cose atroci che dicono le scritture musulmane lo sono anche meno, ad esempio, di alcune affermazioni del Talmud e tutto il Vecchio Testamento fa rabbrividire. I Vangeli lo hanno rettificato ampiamente ma sappiamo per una lunga esperienza storica che ciò non ha impedito infiniti e ripetuti massacri in nome di Dio da parte cattolica. Si può insomma essere monoteisti civilizzati come monoteisti intolleranti e gli jihadisti sono dei fanatici che non ragionano. Non sono i soli, ci sono israeliti che si comportano così e anche cristiani, sia pure abbastanza isolati: si pensi a Breivik, il fondamentalista protestante massacratore in Norvegia, o ai Teocon.

Bisogna tenere bene a mente tutto questo perché lo scontro di religione è una gran fregnaccia, visto che finora a combattere gli jihadisti sono sempre e comunque dei musulmani (Assad come Saddam, Gheddafi, Arafat e Massoud).

Ma se lo scontro di religione è una fregnaccia il fondamentalismo religioso non lo è.

Il fanatismo degli jihadisti è fuori discussione così come il loro rancore verso l'Occidente. Che essi intendano conquistare Roma, come vuole il Corano (cosa non originale visto che accomuna i monoteismi) è pacifico. Che siano in guerra con i cristiani lo è altrettanto.

Ma vanno considerati anche i fanatismi di coloro che gli jihadisti li hanno costruiti in laboratorio, armati, foraggiati, sostenuti e che oggi fingono di combatterli. Fingono, si badi: da quando gli Usa hanno “dichiarato guerra” all'Isis non hanno fatto assolutamente nulla, tranne dei bombardamenti di sostegno ai soldati curdi che questi ultimi osservavano con sgomento andare sempre fuori bersaglio per distruggere edifici vuoti. Probabilmente alla fiction scenica ci hanno aggiunto il business della ricostruzione.

Anche i loro padrini ci odiano

Non dobbiamo mai dimenticarci che i padrini degli jihadisti odiano anch'essi Roma e la Civiltà e, malgrado i suoi comportamenti accomodanti, cooperanti e d'intesa, diversi di loro hanno anche in odio il papato. Colpire un simbolo cristiano contribuirebbe inoltre a fare impazzare le guerre nel Terzo Mondo. Dato che gli amministratori del pianeta debbono far fronte a un'esplosione demografica inquietante e, al tempo stesso, continuare a garantire tutte le risorse e le ricchezze in poche mani, far dilagare gli stermini nelle regioni non sviluppate non può che fare loro piacere e aiutarli nel loro lavoro.

Se poi ci si aggiungono l'odio per Roma e per la Forma nonché le pratiche magico-religiose di sacrifici umani che si tramandano nei secoli in alcune culture non nate in Europa, elementi di cui mai si tiene il dovuto conto abituati come siamo ormai a interpretare la vita con un libro contabile, allora avremo una vaga idea di quanto ci sia da temere.

Insomma siamo scoperti su tutti i fianchi dato che non si può combattere la Jihad senza opporsi al potere angloamericano e israeliano e viceversa, visto che sono, quantomeno, complementari, alleati oggettivi e mossi dal medesimo sentimento nei nostri confronti.

Solo se ci disprezzano troppo non ci colpiranno

L'Italia se sarà colpita non lo sarà per ragioni strettamente razionali. Se lo sarà vi avranno contribuito in maniera decisiva i comportamenti tenuti dalle autorità con i Marò e con le volontarie sciocche in Siria. Se verremo colpiti dobbiamo sapere che lo saremo soprattutto simbolicamente: oltre alle folle saranno nel mirino tracce di civiltà superiore, come Templi romani oppure, viste le facilitazioni logistiche, qualcosa del genere della Cappella degli Scrovegni. Se ci sarà offensiva, l'Italia non sarà un obiettivo in sé ma fungerà da detonatore per l'allargamento a macchia d'olio nel Terzo Mondo e per un'offensiva militare, quella sì strategica, nel cuore dell'Europa.

Non ci difenderà proprio nessuno perché per costume la nostra intelligence viene poi stoppata dal potere politico e dalle autorità atlantiche.

Possiamo sperare in una sola cosa: che il disprezzo che ci siamo ultimamente meritati in tutto il mondo sia tale che gli stessi jihadisti non ci considerino neppure e puntino solo a obiettivi più succosi.

Non saprei davvero dire quale dei due scenari sia il peggiore, di sicuro mala tempora currunt e bisogna dire che ce li siamo meritati tutti.

Arrivano i tre “Giorni della Merla”: previsioni meteo, tradizioni popolari, leggende, storia e proverbi

MondoTempo Reale     10:47  
Secondo la tradizione popolare, gli ultimi tre giorni di gennaio (29, 30 e 31)coincidono con i tre giorni più freddi dell’anno che se per noi, abituati al caldo tepore degli impianti di riscaldamento, non dicono più di tanto; per i nostri vecchi, che dovevano convivere con inverni gelidi e poco calore in casa, erano giorni speciali. Quest’anno la situazione meteo rispetterà l’antica tradizione: proprio negli ultimi tre giorni di gennaio arriverà sull’Italia il “Vortice Polare” che provocherà forte maltempo e copiose nevicate fino a bassa quota.
proverbiMa quali sono le origini della locuzione “giorni della Merla”; giorni in cui il grigio e il buio hanno ancora il sopravvento sulla luce e il contrasto tra il caldo e il freddo, tra i sapori dolciastri e quelli forti della cucina invernale creano un mix di sensazioni ed emozioni che connotano lo stile di vita di questo periodo dell’anno? Sebastiano Pauli, ad esempio, nel libro intitolato “Modi di dire toscani ricercati nella loro origine”, dà una spiegazione bellica alla locuzione “Giorni della merla” che, a suo dire, deriverebbe da un problema logistico in tempo di guerra: quello di far passare, a fine gennaio di molti anni fa, un cannone, chiamato “la Merla” , al di là di un fiume. Il grande freddo di quei giorni ne fece gelare le acque, offrendo un’occasione per risolvere il problema del trasporto.
GIORNI MERLASe la veridicità del dato (quello che si tratti dei giorni più freddi dell’anno) può trovare riscontro, da un punto di vista meteorologico, resta però da definire il motivo del legame con la merla; un nesso certamente difficile da individuare al di fuori dell’ambito folkloristico. Secondo una notaleggenda, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, per ripararsi dal gran freddo, si rifugiarono in un comignolo, dal quale emersero, il 1 febbraio, tutti neri a causa della fuliggine e, da quel giorno, tutti i merli furono neri. Anche se alcune leggende parlano di una merla, nella realtà questi uccelli presentano un forte dimorfismo sessuale nella livrea che è bruna (becco incluso)nelle femmine e nera brillante, con becco giallo-arancione, nel maschio.
GIORNI MERLA 4Un’altra leggenda, avente anch’essa per protagonista una merla, spiega l’origine della locuzione “giorni della merla” come se si trattasse di una favola. I suoi personaggi sono una merla completamente bianca e la personificazione di gennaio, freddo e gelido. Gennaio era un mese un po’ dispettoso, che si divertiva a ricoprire il terreno di neve e gelo, non appena la merla si decideva a mettere il becco fuori dalla tana per procacciarsi del cibo. Stufa di questi scherzi, un anno la merla decise di raccogliere molto cibo, in modo da resistere per un mese intero chiusa nella sua tana. Gennaio , allora, che fino a quel momento durava solo 28 giorni, si indispettì e, per punire la merla, aggiunse 3 giorni al suo mese e fece scendere sulla terra il freddo, accompagnato da neve e vento. Presa alla sprovvista, la merla si trovò un rifugio di fortuna in un camino e, terminati i tre giorni, uscì tutta nera, segnando così il futuro piumaggio degli esemplari della sua specie.
GIORNI MERLA 3Altre leggende, invece, sono ambientate lungo ilPo. Si narra che Merla, una ragazza amante del ballo e del divertimento, voleva recarsi a ballare in un paese non lontano dal suo, attraversando di corsa una lastra di ghiaccio che copriva il Po ma questa si ruppe, non reggendo il peso della fanciulla. Per 3 giorni i suoi amici cercarono il suo cadavere ma il fiume non lo restituì più. Stando ad un’altra rielaborazione, un ragazzo e una ragazza, per recarsi ad una festa, attraversarono il Po gelato, scivolando però nelle sue acque e scomparendo. Solo una merla vide l’accaduto, cinguettando per tre giorni e volando sui passanti per cercare aiuto. Il 31 gennaio il sole sciolse i suoi ghiacci, restituendo i cadaveri, attorno ai quali sbocciarono i fiori.
GIORNI MERLA 1Ancora i merli sono i protagonisti di una leggenda che li vide sposi, a fine gennaio, nel paese della sposa, situato oltre il Po. Per tornare a casa, avrebbero dovuto riattraversare il fiume. Rimasero ospiti di parenti, ma le temperature, nel frattempo, si abbassarono drasticamente, tanto che il merlo decise di attraversare il fiume ghiacciato ma vi annegò a causa della rottura del ghiaccio. La merla, appresa la triste notizia, scoppiò a piangere e ancora oggi, stando alla leggenda, nelle fredde notti di gennaio, il suo lamento si ode lungo il Po. Tra le numerose interpretazioni, ve ne sono due, di origine evangelica. Si narra che un servo di Erode rubò una merla e i suoi piccolini, per prepararli con la polenta. Un merlo, nero come il carbone, prese una pagliuzza dalla culla di Gesù Bambino e la fece cadere sui suoi piccoli, che subito impararono a volare e così poterono scappare dalla loro prigionia. L’evento miracoloso fece sciogliere la neve e da allora, il 31 gennaio, le temperature ricominciarono a salire. Un’altra leggenda vede come protagonista un soldato di Erode che gettò del fiele nella scodella del latte di Gesù Bambino. Una merla, che vide tutto, bevette il latte avvelenato e per tre giorni soffrì, finché, il 31 gennaio, lo stesso Gesù Bambino fece tornare un caldo sole che accelerò la guarigione della merla.
GIORNI MERLADante, nel Capitolo XIII del Purgatorio,Girone degli invidiosi, costretti dalla legge del contrappasso alla pena della cecità in quanto i loro occhi, in vita, godettero nel vedere il dolore altrui, mette in bocca alla nobildonna senese Sapia queste parole, gridando a dio: “Ormai più non ti temo!/come fè’l merlo per poca bonaccia”(Ormai non ti temo più come fa il merlo per un po’ di bel tempo). Tutte le leggende hanno un fondo di verità: in effetti, sin dai tempi di Numa Pompilio e della sua riforma del 713 a.C., nel calendario romano il mese di gennaio aveva realmente solo 28 o 29 giorni. Fu poi nel 46 a.C. che gennaio prese “in prestito” i tre giorni a febbraio, grazie all’introduzione del calendario giuliano che rendeva il compiuto dei giorni definitivamente solare. Il mito continua a tramandare il significativo momento di passaggio tra due culture: una lunare (e matrifocale del Tardo Paleolitico-Neolitico) e l’altra solare (e patriarcale). Riguardo la scelta dell’animale, il merlo, si arriva dritti alla morale: nel linguaggio popolare, infatti, “dare del merlo a qualcuno” significa considerarlo uno sprovveduto, un sempliciotto, talmente ingenuo da cantare vittoria prima del tempo per poi pagarne le conseguenze.
GIORNI MERLA 3Un proverbio bolognese afferma che “Quand canta al mérel, a san fóra dl’invéren” e cioè “Quando canta il merlo, siamo fuori dall’inverno”. Ma quando cominciano a cantare i merli? La data è molto incerta e naturalmente dipende dai luoghi; per esempio, in un loro proverbio i romagnoli consigliano al merlo di non cantare nemmeno a marzo perché gli si potrebbe gelare il becco: “Mèral, ‘d mêrz no’ cantê’, che e’ bëc u t’ s’ po’ agiazê”. Comunque sia il canto del merlo può essere ingannevole perché, nonostante anticipi le prime avvisaglie di primavera, non sempre segnala che la bella stagione si sta avvicinando per davvero e loro stessi possono cadere in errore.
http://www.meteoweb.eu/

E’ Dal 1997 Che È Stata Riconosciuta La Sclerosi Multipla Come Danno Da Vaccino,Ma Nessuno Parla

MondoTempo Reale     10:45  
La Corte dei Conti ha emesso il 28/2/1997 una sentenza che riconosce la sclerosi multipla come danno da vaccino.Ma i media non informano,anzi occultano…Motivo?Una divulgazione di questa sentenza potrebbe danneggiare le lobbie del farmaco che producono vaccini,ma una non divulgazione danneggia la salute!


La Sezione giurisdizionale della Lombardia della Corte dei Conti ha emesso il 28/2/1997 una sentenza (n. 71-97PM) che ha riconosciuto in un militare la sclerosi multipla come conseguenza della vaccinazione subìta. Il militare aveva ottenuto in precedenza un giudizio negativo dalla commissione medica ospedaliera deputata a riconoscere l’indennizzo. 

Poi aveva fatto ricorso al ministero, il quale aveva riconosciuto, invece, la correlazione tra la malattia demielinizzante e la vaccinazione ricevuta. Si legge nella sentenza: ”Il nesso di dipendenza da causa di servizio ovvero la spiegazione causale dell’infermità deriva dalla considerazione che risulta estremamente improbabile la sua insorgenza per l’intervento di altri processi causali”.


Quindi vengono applicati, come andrebbe sempre fatto, i quattro criteri fatti propri anche dall’Istituto Superiore di Sanità, cioè: la correlazione di tempo, la plausibilità medica, l’assenza di altre cause note e la


presenza di altri casi documentati in letteratura.
Altro caso di danni da vaccino:
Cancro e vaccino antipolio: la Usl di Rovigo ammette la relazione
Incredibile ma vero: sul notiziario aziendale della Azienda Ulss 18 di Rovigo, il n. 21 dell’agosto 2000, compare un articolo in cui si asserisce che il terribile tumore chiamato mesotelioma pleurico è scatenato dall’ormai noto SV-40, il virus delle scimmie passato all’uomo attraverso il vaccino antipolio. Si legge a pagina 23 del notiziario: “Il meccanismo patogenetico che sembra alla base di questa patologia (il mesotelioma, ndr), è da identificarsi nel virus SV 40, considerato il più potente cancerogeno virale noto, individuato dal ricercatore italiano Michele Carbone, docente al Cardinal Bernardin Cancer Center di Chicago; la diffusione di tale agente virale è avvenuta in maniera massiva tra gli anni 1955-63 con il vaccino


inattivato antipolio Salk”. La Ulss ha però dimenticato di scrivere che l’SV 40 è stato identificato anche nel vaccino antipolio orale di tipo Sabin e che tuttora si studiano le sue conseguenze sull’organismo umano. Perché è accaduto questo? Perché il virus vaccinico della polio viene coltivato su terreni di coltura costituiti da cellule renali di scimmia. E non è tutto.Clicca su MI PIACE per seguirci su Facebook


Nel marzo 1992 la celebre rivista medica inglese The Lancet pubblica un articolo di Walter Kyle che riporta evidenze secondo cui l’Aids si è manifestato dopo che il virus dell’immunodeficienza delle scimmie (SIV) è entrato nell’organismo umano attraverso appunto il vaccino antipolio contaminato da tessuti infetti di scimmia. L’articolo prosegue affermando che la FDA americana sospettavano della contaminazione dei vaccini antipolio già dagli anni ’50 e che lo seppero per certo negli anni ’70. Kyle sostiene inoltre che l’SV40 causa anche leucemie e tumori negli animali da laboratorio.Nel settembre 1995 il bolletino del National Vaccine Information Center americano riportò che il patologo californiano John Martin aveva stabilito che adulti e bambini, sofferenti di una disfunzione neurologica, immunitaria e psichiatrica, erano stati infettati con un virus atipico risultato poi provenire proprio dalle scimmie utilizzate per la produzione dei vaccini antipolio.Clicca su MI PIACE per seguirci su Facebook Follow @JedaNews
Cosa poteva significare questo se non che i controlli sull’SV 40 non venivano fatti e che il problema non si limitava solo agli anni ’50 ma arrivava fino a noi ? Martin riferì tutto ciò all’Institute of Medicine americano nel ’95. Nell’aprile 1996 sempre il bollettino del NVIC riporta che il microbiologo californiano Howard Urnovitz aveva prodotto evidenze secondo cui il virus di tipo 1 dell’Aids è un virus ibrido uomo-scimmia creatosi dopo che 320.000 africani avevano ricevuto negli anni ’50 un vaccino antipolio sperimentale contaminato dal SIV.
Purtroppo di tutto ciò non si informa mai la gente……..
Fonti : G. Paolo Vanoli – www.medicinenaturali.net


Documentario: I Nuovi Segreti di Tutankhamon

MondoTempo Reale     10:43  


Con un mix di avanzata grafica 3D, ricostruzioni precise e indagini forensi, questo documentario approccia la storia antica con uno sguardo moderno e innovativo. Mettendo insieme le ultime scoperte archeologiche e geologiche di esperti egittologi, ricostruiremo un quadro più preciso della vita del re Tutankhamon. Grazie a una perfetta imbalsamazione, verranno esaminate le prove che il corpo mummificato del re ci offre; moderne ricostruzioni forensi e test delle ossa, riveleranno nuove verità sulla sua morte. Inoltre, dai più recenti dati geologici e idrologici, viene fuori la teoria secondo la quale la tomba di Tutankhamon è stato salvata da Dio, dopo un brutale allagamento che ha travolto la Valle dei Re proprio nello stesso anno in cui è stato sepolto, preservando così i suoi tesori per millenni.



http://www.mondotemporeale.net/

Le piramidi cinesi e le leggende sugli dei discesi dal cielo. Tracce di antichi astronauti e di civiltà antidiluviane?

MondoTempo Reale     10:28  


Nonostante le resistenze di archeologi e burocrati, i dettagli circa le grandi piramidi in Cina, capaci di rivaleggiare con quelle Egiziane e Centroamericane per antichità, complessità e bellezza, continuano a venir fuori molto lentamente.Il grande passato della Cina,
occultato per lungo tempo, potrebbe svelare nuove importanti verità sul passato dell'umanità?Tra negazioni, ostacoli e reticenze, la verità sull’esistenza delle Grandi Piramidi cinese si è finalmente fatta strada fino a raggiungere il grande pubblico.


Si sospettava dell’esistenza di tali strutture in Cina fin dall’inizio del 20° secolo, ma le tormentate vicissitudini politiche e sociali, cominciate con la rivolta di Wuchang (1911), hanno rappresentato un ostacolo molte volte insormontabile.
«Il passato antico della Cina è negato a noi e alla sua popolazione, ma il suo grande passato viene lentamente svelato, come è successo per l’antico Egitto», scriveva lo storico Henri Cordier nel 1920. «Anche se riconosciuta come una grande civiltà, i suoi antichi tesori sono appena conosciuti. Voci parlano di piramidi in aree desolate del paese».

La prima testimonianza: Fred Meyer Schroeder

La conoscenza delle piramidi cinesi è avvenuta in diverse fasi e in maniera molto graduale. La prima testimonianza risale al 1912. L’agente di viaggio americano Fred Meyer Schroeder, nel corso di uno spostamento nell’entroterra, riportò l’avvistamento di una serie di piramidi nella provincia dello Shaanxi.
«È stato più inquietante di quanto le avessimo trovate nel deserto», scrive nel suo diario. «Queste piramidi sono in qualche modo esposte agli occhi del mondo, ma ancora completamente sconosciute agli occidentali». La guida di Schroeder, un monaco buddista, spiegò che le piramidi si trovavano lì almeno da 5 mila anni.
Schroeder stimò che la piramide principale raggiungeva almeno i 300 metri di altezza, con i lati della base lunghi 500 metri, dimensioni che darebbero una struttura dal volume dieci volte superiore a quello della Grande Piramide in Egitto.

La seconda testimonianza: James Gaussman

La seconda testimonianza fu del pilota dell’US Army Air Force James Gaussman, il quale riportò l’avvistamento di una grande piramide bianca durante un volo tra l’India e la Cina nel 1945, in piena Seconda Guerra Mondiale. Così fece rapporto il militare:
«Volavo attorno ad una montagna, seguita da una valle. Direttamente sotto di noi abbiamo individuato una gigantesca piramide bianca. Sembrava di essere in una fiaba: la piramide era avvolta in un bianco luccicante. Potrebbe essere stata di metallo o di qualche altro tipo di pietra. La cosa curiosa è che alla sua sommità c’era un grande pezzo di materiale prezioso, simile ad una gemma. Sono rimasto profondamente colpito dalle dimensioni colossali della struttura».

La fotografia di Maurice Sheahan

La terza testimonianza, documentata da una fotografia, si deve al colonnello Maurice Sheahan, direttore per l’Estremo Oriente della Trans World Airlines. Nel 1947, durante un volo su una valle nei pressi delle montagne Qin Ling, Sheahan individuò una piramide gigante che riusci prontamente a fotografare.
La scoperta venne riportata sull’edizione del 28 marzo 1947 del New York Times. Nell’articolo si stimava che la piramide raggiungesse i 300 metri di altezza con una base di 500 metri per lato, dimensioni che farebbero impallidire la piramide di Giza.
Due giorni dopo, nell’edizione domenicale, il New York Times pubblicava anche la foto scattata da Sheahan. Nel frattempo, in una lettera inviata all’Associated Press, gli archeologi cinesi negavano che tale piramide esistesse.

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La struttura è stata in seguito identificata come il ben noto tumulo Maoling (vedi immagine su Google Maps), ovvero la tomba dell’imperatore Wu di Han (156-87 a.C.), posizionata nella provincia di Shaanxi, a circa 40 chilometri a ovest della capitale Xi’an.
Una mappa dettagliata dell’US Air Force della zona intorno alla città di Xian, realizzata con l’utilizzo di fotografie satellitari, mostra almeno 16 piramidi.

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Interessante notare che le tre piramidi maggiori ricalcano la posizione delle piramidi di Giza e di Teotihuacàn, configurazione che secondo molti ricercatori richiama la posizione delle tre stelle della Cintura di Orione.

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Ancora molto da scoprire

«La Cina conserva ancora molti misteri, di cui la stessa popolazione locale non è a conoscenza», scriveva il ricercatore tedesco Hartwig Hausdorf nel suo libro del 1994 “Die weisse Pyramide” (La Piramide Bianca). «Ho parlato con gli archeologi cinesi, i quali in un primo momento hanno negato qualsiasi piramide, ma alla fine hanno riconosciuto la loro esistenza».
Tuttavia, l’impressione è che la Cina non rinuncerà a tutti i suoi misteri così facilmente. Probabilmente, molte piramidi sono ancora da scoprire, altre non ancora fatte conoscere alla comunità scientifica e all’opinione pubblica.
Buona parte delle strutture piramidali note rappresentano antichi tumuli funerari realizzati per ospitare i resti di molti dei primi imperatori della Cina. Il più famoso è il Mausoleo del Primo Imperatore cinese Qin Shi Huang, vicino a Xi’an, nella provincia Shaanxi della Cina.
È qui che fu trovato il famoso Esercito di Terracotta, un gruppo stimato tra le 6 mila e le 8 mila statue di guerrieri, vestiti con corazze in pietra e dotati di armi, poste di guardia alla tomba dell’imperatore. Di queste statue sono state riportate alla luce circa 500 guerrieri, 18 carri in legno e 100 cavalli in terracotta.
Le strutture piramidali cinesi presentano cime piatte, quindi molto più simili nella forma alle piramidi messicane di Teotihuacàn, rispetto a quelle di Giza in Egitto.
Resta la domanda: come mai la piramide rimane la forma architettonica più diffusa dell’antichità? Sulla base del fatto che molte civiltà del passato abbiamo preferito la forma piramidale come struttura fondamentale, alcuni ricercatori pensano che in un passato remoto sia esistita una civiltà globale che ha abitato il nostro pianeta, diffondendo la sua cultura in tutti i continenti della Terra.
Dopo essere stata spazzata via da un immenso cataclisma globale, questa antica civiltà avrebbe lasciato le tracce della sua esistenza nei monumenti piramidali sparsi su tutto il pianeta. I pochi superstiti avrebbero poi ricostruito il mondo post-diluviano. Si tratta della Teoria degli Antichi Umani.
Altri, tuttavia, pensano che nel passato dell’umanità ci sia qualcosa di molto più intricato: viaggiatori extraterrestri avrebbero preso contatto con i nostri antenati, alterandone la cultura e l’evoluzione. Data la loro abilità tecnologica, i nostri antenati avrebbero considerato questi viaggiatori alieni come divinità.
La mitologia cinese tramanda di esseri celesti discesi sulla terra in draghi volanti: costoro furono i primi sovrani cinesi che diedero inizio alla civiltà cinese e che sono conosciuti come i Tre Augusti: Fu Xi, Nüwa, Shen Nung.
Fu Xi, secondo la tradizione, visse tra il 2952 e il 2836 a.C. Aveva un ruolo di mediatore tra gli uomini e gli esseri divini. Le leggende vogliono che abbia insegnato la pesca e l’allevamento agli uomini. Inoltre, a lui vengono attribuite l’invenzione del sistema divinatorio Yi Jing, della metallurgia, della scrittura, del calendario e della la musica.
Nüwa era la sorella di Fu Xi e ne divenne anche la sposa. Il suo aspetto è a metà strada tra l’essere umano, di cui appare la testa e l’animale, solitamente il corpo dalle sembianze di serpente o di pesce. È considerata una divinità della creazione: è lei a creare gli uomini, plasmandoli dall’argilla. A lei si deve anche l’introduzione dell’istituzione matrimoniale.
Fu Xi e Nüwa venivano rappresentati sempre allacciati per la coda. Fu Xi tiene in mano una squadra, Nüwa invece un compasso. I due strumenti (ad oggi, ancora adoperati nella simbologia massonica) indicano che i due sovrani inventarono norme, regole, standard.


Inoltre, nelle illustrazioni Fu Xi e Nüwa sono accompagnati da due soli. In alcune tombe degli Ittiti datate intorno ai 4 mila anni fa, si trovano raffigurazioni simili di due gemelli, maschio e femmina, accompagnati da due soli. Questi gemelli sono quelli che nei testi ittiti si identificano come dio del Sole e del Cielo e dea del Sole e della Terra. Dunque, come spesso avviene quando si tratta di questi argomenti, le suggestioni sono molte, le coincidenze incredibili e le domande moltiplicate. L’antica Cina ci consegna un ulteriore tassello del misterioso mosaico del passato del nostro pianeta. Le piramidi cinesi potrebbe aiutarci a comprendere cosa è realmente accaduto?

Il dr Rife guarì il cancro con le frequenze. Ma quasi nessuno lo sa nè se ne parla

MondoTempo Reale     10:23  
Secondo il dr Royal R. Rife, ogni malattia ha una frequenza: certe frequenze possono prevenire lo sviluppo di una malattia, mentre altre invece la distruggono. 
Secondo il dr Royal R. Rife, ogni malattia ha una frequenza. Egli trovò che certe frequenze possono prevenire lo sviluppo di una malattia, mentre altre invece la distruggono. Sostanze di piu’ alta frequenza, distruggono le malattie di una bassa frequenza.

L’inventore Nikola Tesla (1856 – 1943), un pioniere per la tecnologia elettrica, disse che se si potessero eliminare certe frequenze esterne che interferiscono con i nostri corpi, avremmo maggiore resistenza verso la malattia.
Ogni olio essenziale, per esempio, ha una frequenza, cosi come ogni organo e parte del nostro corpo. La frequenza di un olio essenziale, attrarrà una frequenza simile nel corpo. Frequenze basse diventano una spugna per l’energia negativa. La frequenza è cio’ che resta nel corpo, per mantenere gli effetti dell’olio , a lungo tempo.
Le basse frequenze operano dei cambiamenti fisici nel corpo. Le frequenze medie operano cambiamenti emozionali. Alte frequenze, nel corpo operano cambiamenti spirituali.
Le frequenze spirituali, spaziano da 92 a 360 Hz. (per esempio la frequenza delle ossa è 38-43). Il Dr. Robert O. Becker, nel suo libro
The Body Electric, spiega che la salute dell’individuo puo’ essere determinata dalla frequenza nel corpo della persona.
Un altro medico e scienziato, la cui ricerca è stata sepolta per un certo tempo ma che per fortuna è riuscita a ritornare in superficie grazie al lavoro di operosi sostenitori, è il dr Royal Raymond Rife, che sviluppo’ un generatore di frequenze a fine anni ’20 .


Rife trattò con successo 1000 pazienti a cui fu diagnosticato un cancro incurabile negli anni ’30. Gli vennero conferiti 14 premi ed un dottorato ad honorem. Dopo che alcun case farmaceutiche non riuscirono a comprare la sua ricerca ed attrezzatura, il suo ufficio venne messo a soqquadro, la sua ricerca e documentazioni vennero rubate e la macchina che guarì tutti i 1000 pazienti malati di cancro “incurabile”, venne distrutta.
Nel 1934, prima che avvenisse la distruzione, la University of Southern California nominò un comitato speciale di ricerca medica, il Special Medical Research Committee, per portare pazienti malati di cancro terminale dal Pasadena County Hospital al laboratorio e clinica di Rife a San Diego, per terapia. Il team includeva medici e patologi che erano incaricati di esaminare i pazienti per 90 giorni, se fossero stati ancora in vita.
Dopo 90 giorni di trattamento, il Comitato concluse che l’86.5% dei pazienti era stato completamente curato.
Fu cosi trovata una modalità di trattamento ed anche il restante 13.5% dei pazienti risposte positivamente nelle successive 4 settimane. Quindi il tasso di guarigione totale con l’uso della tecnologia Rife, raggiunse il 100%. (http://www.rife.org/ )
Cio’ che Rife aveva sviluppato, fu una cura efficace al 100% per molte forme di cancro. Dunque perchè non ne sappiamo niente e perchè esistono così tante fondazioni di ricerca per il cancro?
Detta in parole povere, il perchè è per motivi economici della comunità medica ortodossa, che si appoggia sui fondi della ricerca contro il cancro. Tali fondi spesso giungono da aziende farmaceutiche, le cui fortune sarebbero danneggiate se fosse trovata una cura contro il cancro. (Va bene “cercare “ una cura, ma non bisogna trovarne una!)
Questa è una storia che illustra un altro grande tentativo da parte della comunità medica mainstream, di controllare oggidì le vite e le morti di cosi tanti milioni di persone.

“In tutte le culture ed in ogni tradizione medica prima della nostra, la guarigione era accompagnata dal muovere energia”
cosi disse Albert Szent-Gyorgyi, Nobel per la Medicina (1937) .
Cio’ che Rife dimostrò è che ogni disturbo salutistico ha una frequenza, che per contro risponde (va in risonanza) ad una specifica frequenza, ottimale per la sua guarigione-dissoluzione nel corpo.
Le persone che mantengono la loro frequenza ottimale, almeno del loro sistema immunitario, potranno prevenire lo sviluppo di sintomi e malattie Ovviamente va considerato che la maggior parte di noi, vive quotidianamente molto stress e difficoltà emotive, che abbassano la frequenza del corpo.
Tuttavia dovremmo regolarmente alzare la frequenza del corpo, con le giuste sostanze, compatibili a livello cellulare/energetico con il nostro essere, piuttosto che aspettare che scenda la frequenza del corpo ad un livello cosi basso, da diventare un ospitante gradevole per invasori microscopici…


Fonte: http://justalist.blogspot.it/2008/03/vibrational-frequency-list.html 
Traduzione e fonte: Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

mercoledì 28 gennaio 2015

USA: declassificare i documenti sui finanziatori dell’11 Settembre

MondoTempo Reale     22:22  


Il 7 gennaio, mentre a Parigi i giornalisti di Charlie Hebdo venivano massacrati dai terroristi islamici, a Washington si teneva un’importante conferenza stampa sulla necessità di rendere pubbliche le 28 pagine della Relazione d’Inchiesta del Congresso americano del 2002 che rivelerebbero i finanziamenti dell’Arabia Saudita ai terroristi dell’11 Settembre. Queste pagine furono secretate dal presidente George Bush. Purtroppo lo sono ancora.

La citata conferenza stampa è stata tenuta dall’ex senatore democratico Bob Graham insieme a due deputati, il repubblicano Walter Jones e il democratico Stephen Lynch, e alla co-presidente dell’Associazione delle Famiglie e dei Sopravvissuti dell’11/9, la signora Terry Strada.

Si tratta di un evento politico di grandissima rilevanza che può contribuire a rendere più efficace la lotta al terrorismo e al fondamentalismo. Purtroppo la grande stampa europea ed internazionale lo ha ignorato. E’ davvero singolare se si considera che si dice a gran voce di voler colpire alla radice i sostenitori ed i finanziatori del terrorismo.

Bob Graham, che è stato anche governatore della Florida e membro del Senato Federale per tre mandati, nel 2001-2 era presidente della Commissione d’Intelligence del Senato.

Dopo l’attentato alle Torri Gemelle fu copresidente della Commissione d’Indagine conoscitiva attivata dalle Commissioni di Intelligence del Senato e della Camera.

Nel dicembre del 2002 venne redatto un rapporto di oltre 800 pagine. Quando però sei mesi dopo tale documento fu declassificato, si scoprì che 28 pagine mancavano. Proprio quelle che spiegavano il ruolo dell’Arabia Saudita nel finanziamento dei terroristi e dell’attentato dell’11/9.

Va sottolineato che allora una maggioranza bipartisan di senatori e deputati, tra cui anche Joe Biden, attuale vice presidente, John Kerry, oggi Segretario di Stato e Hillary Clinton, si appellarono a Bush affinché le rendesse pubbliche, in quanto non pregiudizievoli per la sicurezza nazionale. Non vi riuscirono.

Perciò in questi anni il senatore Graham non ha mai smesso di chiederne la pubblicazione. Egli ne conosce bene il contenuto avendolo redatto e sottoscritto. Più volte ha portato alla luce dettagli importanti del coinvolgimento saudita nell’11/9. Ma, fintanto che il Presidente americano non le rende pubbliche per decreto, egli è tenuto al segreto sul contenuto delle 28 pagine.

Sic stantibus rebus, il contributo migliore alla verità è quello di citare parti dell’intervento svolto a Washington dal senatore Graham. “I Sauditi, ha detto, sanno quello che hanno fatto. Non sono persone che non conoscono le conseguenze delle azioni del loro governo. I Sauditi sanno che noi sappiamo quello che hanno fatto. Persone del Governo americano hanno letto le 28 pagine e hanno letto anche tutti gli altri documenti che sono stati fino ad oggi secretati. E i Sauditi lo sanno.”

“Quale potrebbe essere la reazione dei Sauditi che osservano come gli USA abbiano assunto una posizione di passività o di vera ostilità a che questi fatti siano resi pubblici? ”, ha chiesto il senatore.

“Bene, ha aggiunto Graham, per prima cosa essi hanno continuato e forse accresciuto il loro sostegno allo wahabismo, una delle forme più estremiste dell’Islam, a livello mondale ed in particolare nel Medio Oriente. In secondo luogo hanno sostenuto il fervore religioso delle organizzazioni che portavano avanti queste forme estreme di Islam con appoggi finanziari e di altro tipo. Queste comprendono moschee, madras e strutture militari. Al Qaeda era una creatura dell’Arabia Saudita e gruppi regionali come quello di Shabaab, (la cellula somala di Al Qaeda) sono stati in gran parte creature dell’Arabia Saudita; e adesso l’ISIS è l’ultima creatura… l’ISIS è una conseguenza non una causa, è una conseguenza dell’espandersi dell’estremismo in gran parte sostenuto dall’Arabia Saudita:.” Il senatore americano ha poi detto: ”La conseguenza della nostra passività nei confronti dell’Arabia Saudita ha fatto anche tollerare una moltiplicazione di organizzazioni violente, estreme e fortemente dannose per la regione mediorientale e una minaccia a tutto il mondo, come abbiamo visto questa mattina a Parigi.”

Trattasi di accuse molto gravi che, data l’autorevolezza della fonte, richiedono il massimo di chiarezza.

Alla conferenza i deputati Jones e Lynch hanno annunciato di aver presentato alla Camera una risoluzione, la H Res. 14, per richiedere al Presidente Obama di togliere il segreto alle suddette 28 pagine.

Sia il testo della legge che il video della conferenza stampa sono disponibili sui siti dei due parlamentari.

La signora Terry Strada, da parte sua, ha ribadito che “tutti sanno che Al Qaeda e Osama bin Laden ci hanno attaccato l'11/9, ma questa è solo metà della verità. Crediamo che l'altra metà stia nelle 28 pagine redatte dalla Commissione d'Inchiesta”. “Dobbiamo declassificarle e denunciare i finanziatori dell'attacco terroristico e intraprendere azioni contro di loro”, perché, ha aggiunto, “le famiglie delle vittime e dei sopravvissuti dell’11/9 hanno il diritto di conoscere la verità”.

A questo punto sarebbe opportuno che non solo i singoli Stati ma anche l’Unione europea sollecitassero l’Amministrazione Obama per ottenere il massimo di trasparenza su una vicenda tanto dolorosa quanto inquietante.
Paolo Raimondi http://italian.ruvr.ru

La Foresta Sbilenca, dove tutti gli alberi hanno una strana curvatura

MondoTempo Reale     10:02  


GRYFINO (Polonia) – Se mai dovesse capitarvi di fare un viaggetto in Polonia, fermatevi a Gryfino, nella provincia di Zachodniopomorskie, e date un occhio alla Crooked Forest (e cioè “la Foresta sbilenca”). Questo nome, nel suo essere così bizzarro,
non è affatto fuori luogo, perché corrisponde a verità. Si tratta infatti di una foresta che conta all’incirca 400 pini, tutti “deformi”.

Questi alberi hanno infatti una caratteristica comune, nel loro essere sbilenchi: la loro base ha una strana curvatura di 90 gradi, come potete vedere dalle immagini, che si perpetua in modo uguale in ogni pino presente nel luogo, e ognuna di queste curvature va nella medesima direzione. Cosa ancora più strana, questa foresta è circondata da pini che sono tutti totalmente dritti.

Ovviamente aleggiano moltissime leggende sull’origine di questa strana curvatura, e nessuno degli abitanti del luogo ha una risposta certa. Il motivo di questo sta probabilmente nel fatto che durante la Seconda Guerra Mondiale la città venne distrutta, e fu solo negli anni 70, quando fu costruita una centrale nucleare in questo sito, che la città iniziò a rialzarsi dalle macerie.


© wikimedia commons, Kengi

Come è abbastanza comprensibile, i primi miti inventati sull’origine della foresta si riferiscono a storie di magia e fantasia. Chiunque passi per la foresta, non può non pensare che vi sia avvenuto qualcosa di strano ed inspiegabile. Tuttavia, la teoria più accreditata al momento è che questa foresta abbia un’età di circa 80 anni, e che la curvatura risalga a quando gli alberi avevano più o meno 7 anni.

Si pensa pertanto che questo strano bosco sia stato modificato prima della Seconda Guerra Mondiale, intorno agli anni 30. Probabilmente degli agricoltori hanno modificato la forma di questi tronchi per riuscire a creare dei pezzi unici per l’arredamento, oppure per creare pezzi per le navi.

Altri sostengono invece la teoria che questa strana curvatura abbia avuto invece un’origine naturale, asserendo che forse una tempesta invernale potrebbe aver investito questa foresta. Secondo questa ipotesi, gli alberi sarebbero stati bloccati dalla neve (divenuta ghiaccio) io quella posizione per tutto l’inverno, fino alla primavera.

FONTE: La Foresta Sbilenca, dove tutti gli alberi hanno una strana curvatura

Hawaii : L’Eucalipto Arcobaleno (eucalyptus deglupta)

MondoTempo Reale     10:00  


L’Eucalipto arcobaleno (Eucalyptus deglupta) è l’unica specie di eucalipto che cresce naturalmente nell’emisfero boreale. Può raggiungere i 70 m di altezza; la sua caratteristica principale, però, è la corteccia multicolore, che può assumere sfumature di giallo, verde, arancione e viola.

Il fenomeno è determinato da pezzi di corteccia che si staccano in momenti diversi. I colori sono indicatori dell’età della corteccia: quella più interna è di un verde brillante, che si scurisce con il passare del tempo e assume toni di blu e viola fino a raggiungere quelli del marrone e dell’arancione





https://www.youtube.com/watch?v=qJN4ypfQkFc

http://www.infinitafollia.it/

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