Scoperti tre pianeti potenzialmente abitabili a soli 40 anni luce dalla Terra



La ricerca degli esopianeti è ora nel regno dei cugini potenzialmente abitabili della Terra

Un’equipe di astronomi, guidata da Michaël Gillon, dell’Institut d’Astrophysique et Géophysique dell’Università di Liège in Belgio, ha usato il telescopio belga noto come TRAPPIST [1] per osservare la stella 2MASS J23062928-0502285, che va anche sotto il nome di TRAPPIST-1. Hanno scoperto che questa stella debole e fredda diventava più fioca a intervalli regolari, indicando che diversi oggetti passavano tra la stella e la Terra [2]. Un’analisi dettagliata ha mostrato che erano presenti tre pianeti di dimensioni simili alla Terra.
TRAPPIST-1 è una stella nana ultrafredda – è molto più fredda e più rossa del Sole e poco più grande di Giove. Queste stelle sono molto comuni nella Via Lattea e vivono molto a lungo, ma questo è il primo caso in cui si trovano anche dei pianeti. Nonostante sia così vicina alla Terra, questa stella è troppo debole e troppo rossa per essere vista a occhio nudo o anche con un telescopio amatoriale nella banda visibile. Si trova nella costellazione dell’Acquario.

Credit: ESO/M. Kornmesser
Credit: ESO/M. Kornmesser

Emmanuël Jehin, coautore dell’articolo, è entusiasta: “Questo è un vero cambiamento di paradigma per quanto riguarda la popolazione planetaria e un percorso alla ricerca della vita nelluniverso. Finora l’esistenza di questi ‘mondi rossi’ in orbita intorno a stelle nane ultrafredde era solo teorizzata, ma ora abbiamo non già un singolo pianeta ma un sistema completo di tre pianeti intonro a una di queste fioche stelle rosse!“.
Michaël Gillon, primo autore dell’articolo che presenta la scoperta, ne spiega il significato: “Perché stiamo sforzandoci di individuare pianeti di dimensione paragonabile alla Terra intorno alle stelle più piccole e più fredde del vicinato solare? La ragione è semplice: i sistemi intorno a queste stelle minuscole sono gli unici luoghi in cui possiamo rivelare la vita su un esopianeta di dimensioni terrestri con le tecnologie attuali. Se vogliamo trovare la vita da qualche altra parte nell’Universo, qui è dove dobbiamo iniziare a cercare.

Credit: ESO/M. Kornmesser/N. Risinger (skysurvey.org)
Credit: ESO/M. Kornmesser/N. Risinger (skysurvey.org)

Gli astronomi cercheranno tracce della presenza di vita studiando l’effetto che l’atmosfera di un pianeta in transito ha sulla luce che raggiunge la Terra. Per pianeti della dimensione della Terra in orbita intorno a una stella, di solito questo effetto minuscolo è sopraffatto dalla luce della stella stessa. Solo nel caso delle stelle nane ultrafredde – come TRAPPIST-1 – questo effetto è abbastanza grande per essere osservato.
Approfondite osservazioni successive con telescopi più grandi, tra cui lo strumento HAWK-I sul VLT da 8 metri dell’ESO in Cile, hanno mostrato che i pianeti in orbita intorno a TRAPPIST-1 hanno dimensioni simili a quelle della Terra. Due dei pianeti hanno un periodo orbitale di 1,5 e 2,4 giorni, rispettivamente, mentre il terzo ha un periodo meno ben determinato, tra i 4,5 e i 73 giorni.

Credit: ESO
Credit: ESO

Questi periodi orbitali così brevi indicano che i pianeti si trovano da 20 a 100 volte più vicini alla loro stella che la Terra al Sole. La struttura di questo sistema planetario è molto più simile, in scala, al sistema delle lune di Giove che a quello del Sistema Solare“, spiega Michaël Gillon.
Anche se le loro orbite sono molto vicine alla stella nana, i due pianeti interni ricevono solo quattro e due volte, rispettivamente, la quantità di radiazione ricevuta dalla Terra, poichè la stella è molto più debole del Sole. Questo li porta più vicini alla stella rispetto alla zona abitabile del sistema, anche se è ancora possibile che essi ospitino delle regioni abitabili sulla superficie. L’orbita del terzo pianeta, più esterno, non è ben nota ma probabilmente questo riceve meno radiazione della Terra anche se forse è sufficiente per rientrare nella zona abitabile.

Credit: ESO/IAU and Sky & Telescope
Credit: ESO/IAU and Sky & Telescope

Grazie a diversi telescopi giganti attualmente in costruzione, tra cui l’E-ELT dell’ESO e il James Webb  Space Telescope della NASA/ESA/CSA previsto per un lancio nel 2018, saremo presto in grado di studiare la composizione atmosferica di questi pianeti e di esplorare per la prima volta la presenza di acqua, di tracce di attività biologica. È un passo gigante verso la ricerca della vita nell’Unvierso“, conclude Julien de Wit, coautore dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) negli USA.
Questo lavoro apre una nuova strada nella ricerca di esopianeti, poiché circa il 15% delle stelle nei dintorni del Sole sono nane ultrafredde, e indica anche che la ricerca degli esopianeti è ora nel regno dei cugini potenzialmente abitabili della Terra. La survey TRAPPIST è il prototipo di un progetto più ambizioso, il pregetto SPECULOOS, che verrà installato all’Oservatorio dell’ESO al Paranal [3].

Note

[1] TRAPPIST (da TRAnsiting Planets and PlanetesImals Small Telescope) è un telescopio robotico belga da 0,6 metri di diametro che viene gestito dall’Università di Liège all’Osservatorio dell’ESO di La Silla in Cile. Sfrutta la maggior del tempo controllando la luce di circa 60 delle più vicine nane ultrafredde e nane brune (“stelle” che non sono abbastanza massicce da avviare una fusione nucleare sostenuta nel nucleo), cercando evidenze di transiti planetari. Il bersaglio, TRAPPIST-1, in questo caso è una nana ultrafredda, di massa circa l’8% di quella del Sole e di luminosità pari a 0,05% quella del Sole.
[2] Questo è uno dei metodi principali usati dagli astronomi per identificare la presenza di un pianeta intorno a una stella. Essi osservano la luce proveniente dalla stella per vedere se parte di questa è bloccata dal pianeta quando passa di fronte alla stella sulla linea di vista con la Terra – cioè transita davanti alla stella, come dicono gli astronomi. Durante l’orbita ci aspettiamo di vedere piccoli abbassamenti regolari nella luce proveniente dalla stella quando il pianeta si muove davanti ad essa.
[3] SPECULOOS è finanziato in gran parte dal Consiglio delle Ricerche Europeo e anche dall’Università di Liège. Quattro telescopi robotici da 1 metro di diametro verranno installati all’Osservatorio del Paranal per cercare, nei prossimi cinque anni, pianeti abitabili intorno a circa 500 stelle ultra-fredde.
http://www.meteoweb.eu/

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Mondo Tempo Reale è il blog che dal 2010 vi racconta le notizie più incredibili, strane, curiose e divertenti: fatti imbarazzanti, ladri imbranati, prodotti assurdi, ricerche scientifiche decisamente insolite.
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