Il colpo di zanna del narvalo



A cosa serve il lungo dente del cetaceo? Nuove riprese realizzate dai droni chiariscono un antico dubbio degli scienziati

Da oggi il narvalo, "l'unicorno del mare", è un po' meno misterioso. Finora, ad esempio, gli scienziati non erano mai riusciti a capire di preciso come usasse la sua lunga zanna. Oggi però una serie di immagini girate nei mari artici mostra un cetaceo che con quel lungo dente che gli esce dalla testa colpisce, con movimenti rapidi e zigzaganti, i merluzzi artici: il colpo immobilizza il pesce che quindi diventa più facile da catturare.

Le riprese sono state effettuate da due droni nello stretto di Tremblay, nei mari del territorio dil Nunavut, all'estremo Nord-est del Canada. Autori, Adam Ravetch del WWF Canada e i ricercatori dell'agenzia canadese per la pesca e gli oceani.

Brandon Laforest, specialista di specie ed ecosistemi artici per il WWF Canada, spiega perché i narvali sono da sempre considerati una specie misteriosa. "Non saltano come gli altri cetacei, e sono notoriamente timidi", dice. "Queste osservazioni sull'uso della zanna sono una novità totale". Poiché la specie è diffusa in regioni molto remote, studiare il suo comportamento è sempre stato molto difficile.



Oggi però, sottolinea la ricercatrice Marianne Marcoux, i droni forniscono uno strumento molto innovativo per osservare animali così elusivi. "Sono fantastici, ci permettono di vedere cose che prima non riuscivamo a scorgere", dice. Spesso infatti i piccoli aerei che venivano usati prima dell'avvento dei droni davano solo vedute incomplete o finivano per spaventare gli animali.

Tre quarti della popolazione mondiale di narvali frequenta le acque del vicino stretto di Lancaster, un'area marina protetta dal governo canadese.

I narvali, avvertono gli studiosi, non usano la zanna solo nel modo che si vede nel video: di volta in volta essa può essere usata come punteruolo rompighiaccio, arma, ornamento per la soluzione sessuale, e anche come organo per l'ecolocazione. Abbracciando una teoria che alla sua apparizione, qualche anno fa, suscitò un acceso dibattito, Laforest ritiene infatti che la sua funzione principale sia quella di organo sensoriale: la zanna sarebbe coperta di migliaia di terminazioni nervose e di pori che aiutano l'animale a percepire l'ambiente che li circonda.

La zanna non è altro che un canino sinistro, che nei maschi di narvalo protrude dalla testa e può raggiungere anche i 2,70 metri di lunghezza. Il canino destro resta invece incluso, e dall'interno della bocca non sporge nessun altro dente: i narvali risucchiano la preda intera.

Le nuove riprese sono anche significative dal punto di vista della conservazione della specie, mostrando che i narvali si alimentano anche nelle acque che frequentano d'estate. Finora gli scienziati pensavano che si nutrissero solo nelle acque invernali, intorno alla parte sud dell'isola di Baffin; identificare le regioni vitali per l'alimentazione e la riproduzione è cruciale per proteggere meglio l'ambiente e le rotte migratorie degli animali.

Una delle maggiori minacce per i narvali è lo sviluppo industriale: con la crescita del turismo e dell'industria mineraria sulle coste, rischiano sempre di più di essere colpiti dalle navi commerciali. Queste attività poi causano rumori subacquei che interferiscono con le loro comunicazioni. Anche i cambiamenti climatici potrebbero avere conseguenze climatici, visto che i narvali sono tra i pochi animali che per la loro dieta dipendono interamente dal ghiaccio marino, e quindi sono particolarmente suscettibili al riscaldamento delle acque.

Infine, le comunità inuit della zona cacciano tradizionalmente il narvalo a scopi alimentari e per trarne prodotti artigianali: il calo della popolazione potrebbe seriamente danneggiarle.

http://www.nationalgeographic.it/multimedia/2017/05/15/video/narvalo_zanna_uso_mistero_svelato-3528780/1/

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