Le misteriose sepolture preincaiche di defunti con più arti


In questa tomba gli archeologi peruviani hanno scoperto due gambe sinistre adagiate lungo lo scheletro del defunto. Fotografia di Gabriel Prieto

Gli archeologi sono rimasti a bocca aperta, quando in alcune tombe di pescatori risalenti a quasi 2 mila anni fa hanno trovato, oltre allo scheletro del defunto, anche alcuni arti in più

Decine di antiche sepolture molto "particolari" sono state recentemente scoperte lungo la costa settentrionale del Perù. Molte di esse, infatti, contengono preziosi oggetti di metallo, ceramiche decorate, scheletri completi e, in alcuni casi, anche arti umani appartenenti ad altri corpi.

Secondo Victor Campaña, direttore del progetto di ricerca Las Lomas Rescue Project, sono state scoperte più di 50 tombe, tutte appartenenti alla cultura Virú. Il ritrovamento è avvenuto durante i recenti scavi archeologici effettuati in occasione della costruzione della rete idrica e fognaria della piccola città costiera di Huanchaco, a qualche chilometro a nord di Trujillo, capoluogo della regione di La Libertad.

La cultura Virú è ancora poco conosciuta, e prende il nome dalla valle omonima che si estende dalla catena andina fino alle coste del Pacifico. Questa civiltà si sviluppò tra il 100 e il 750 d.C., prima che i Moche prendessero il controllo della regione.

Gli scavi condotti da Campaña hanno riportato alla luce i resti di un piccolo insediamento costiero e di una necropoli. "Si tratta di un piccolo villaggio di pescatori piuttosto complesso", spiega l'archeologo. Campaña racconta che in 30 tombe sono stati trovati scheletri completi insieme a parti anatomiche aggiuntive. In particolare, si tratta quasi sempre di braccia e gambe in più. In un caso gli archeologi hanno ritrovato i resti completi di un adulto, e lungo il fianco destro del corpo ben due ulteriori gambe sinistre.

Per determinare sesso ed età dei resti serviranno approfondite analisi scientifiche, ma le prime indagini hanno già potuto rivelare la presenza sulle ossa di evidenti segni di trauma, come tagli e contusioni. Gli individui che avevano subito questi traumi sono anche quelli che vennero sepolti con le parti anatomiche in aggiunta, spiega Campaña.

Gabriel Prieto, direttore scientifico del progetto di Huanchaco, spiega che le successive sepolture Moche spesso contenevano individui privi di alcuni arti. In altri casi, invece, venivano sepolti insieme a delle vittime sacrificali. Tuttavia, dice, "la pratica di seppellire i morti con altre parti anatomiche aggiuntive è una caratteristica molto particolare dei Virú".

Una ritualità simile fu scoperta nei primi anni 2000 in un altro piccolo sito archeologico scavato a El Castillo Santa, a sud di Trujillo, aggiunge Prieto.

Per ora gli archeologi possono solo fare delle ipotesi per spiegare questa inusuale tradizione. Forse gli arti venivano sacrificati ed offerti per accompagnare i defunti nell'aldilà.

Le future analisi potranno anche determinare se ci fosse stata una qualche tipo di relazione tra gli individui sepolti e i proprietari delle parti anatomiche aggiunte.


Questo vaso di ceramica decorato con una scimmietta proviene da una delle tombe Virù di Huanchaco. Fotografia di Gabriel Prieto

Antiche tradizioni di pesca

Le tombe Virú scoperte a Huanchaco contengono una grande varietà di oggetti, tra cui ceramiche decorate con volti umani e bizzarri dettagli animali, gioielli e foglietti di rame ripiegati che venivano inseriti nella bocca dei defunti o posti tra le mani.

Uno degli oggetti più preziosi è un grosso amo da pesca di rame finemente ricoperto d'oro. Un amo di questa grandezza - è lungo circa 10 centimetri - poteva essere usato per la pesca di grossi pesci e squali, una pratica molto antica e conosciuta in questa regione del Perù.

Nel 2010 Prieto ha scoperto un tempio risalente a 3500 anni fa, frequentato dai pescatori di squali della zona di Huanchaco. Le più antiche caballitos de totora, le tipiche imbarcazioni fatte di giunchi ancora oggi usate dai pescatori della regione, risalgono ad almeno 4 mila anni fa.


Un grosso amo da pesca ricoperto d'oro, testimonianza dell'antica tradizione di pesca della regione di Huanchaco. Fotografia di Gabriel Prieto

José Ruiz Vega, il sindaco di Huanchaco, afferma con orgoglio come la sua città sia una della ultime rimaste in Perù ad avere mantenuto in vita una tradizione di pesca così antica e che si mantiene inalterata da millenni. Non è affatto preoccupato dalle numerose interruzioni nei lavori pubblici conseguenti alle necessarie indagini archeologiche, anzi spera un giorno di poter valorizzare il patrimonio archeologico della città.

"Un museo non sarà solo un'attrazione turistica ed un'opportunità economica per la gente del posto", afferma il sindaco Ruiz Vega,"ma anche un'importante istituzione che educherà la nostra gente e mostrerà loro quali incredibili tesori siano letteralmente sepolti sotto le loro case".

http://www.nationalgeographic.it/mondo-antico/2018/04/16/news/peru_misteriose_sepolture_preincaiche_di_pescatori_di_squali-3940294/

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