Esorcismo di Anneliese Michel



Qualche anno fa, uscì al cinema il film “The exorcism of Emily Rose”. Un film tratto da una storia reale. La storia di una ragazza morta dopo essere stata posseduta. Questa storia che sto per raccontarvi avvenne in Germania mentre sul regno papale c’era Paolo VI. Una storia che riguarda da vicino la Chiesa. Ma vediamo di capire meglio.

La protagonista della storia si chiamava Anneliese Michel, prima di quattro figli, nata a Leibfing nel 1952. Una ragazza che amava il tennis e il pianoforte. Come i suoi familiari, era cattolica e, anzi, manifestava una religiosità particolarmente accentuata. Era, infatti, solita recitare il rosario, seguire incontri di preghiera e addirittura si dice che ogni tanto dormisse sul pavimento per penitenza. A sedici anni, nel 1968, ebbe un primo attacco epilettico e venne ricoverata d’urgenza. Due anni dopo, si ammalò di tubercolosi. Venne nuovamente ricoverata e curata. Tornata a casa, la notte cominciò a vedere volti demoniaci, a sentire un orribile fetore, a ritrovarsi col torace e le mani deformati, a non poter muoversi né parlare. Nonostante le cure non riuscì a guarire.

La famiglia decise così, nel 1973, di portare la figlia in pellegrinaggio in Italia, a San Damiano nel piacentino, dove si diceva che nel 1961 era apparsa la Madonna a Rosa Quattrini. Anneliese non riuscì nemmeno a entrare nella cappella. Si bloccò, disse che sentiva il terreno bruciare. Inoltre, al ritorno sul pullman i pellegrini udirono una voce bassa e roca che proferiva maledizioni. In più un’insopportabile puzza li costringeva ad aprire i finestrini. Sempre in quell’anno la ragazza finì il Lieco e si iscrisse a Pedagogia a Wurzburg dove conobbe e si innamorò di Peter Himsel. Un ragazzo che le rimase accanto anche quando la ragazza in alcuni momenti aggrediva altri ragazzi, smetteva di mangiare o urlava come una matta.



Una domenica mentre i due passeggiavano in campagna, Anneliese ebbe un attacco dolorosissimo del suo male. Di colpo, però, il suo viso si illuminò e lei sembrò parlare con qualcuno. La ragazza raccontò che nella visione aveva visto la Madonna. La Vergine le aveva chiesto se accettava di farsi carico di tante anime che rischiavano la dannazione e aveva tre giorni per pensarci. Il ragazzo raccontò questo e anche che Anneliese aveva deciso di offrire a Dio se stessa, così come avevano fatto le due mistiche tedesche a cui era molto devota, Theresa Neumann (1898-1962) e Barbara Weigand (1845-1943).

Le vessazioni demoniache di Anneliese diventarono vere e proprie possessioni, e fu lei stessa a rivolgersi al suo confessore, Ernst Alt. Il prelato chiese al vescovo di Wurzburg, Josef Stangl, il permesso di procedere con l’esorcismo. Il Vescovo prima di dare il permesso consultò il gesuita Adolf Rodewyk, esperto in materia, e lo affiancò al sacerdote.

I due eseguirono il cosiddetto Grande Esorcismo secondo il rituale del 1614. E così dal 24 settembre 1975 al 30 giugno 1976 tre volte alla settimana la povera Anneliese venne esorcizzata. Le pratiche si rivelarono inutili. I fenomeni di cui era vittima erano spaventosi ed era difficile pure riuscire a tenerla ferma, data la forza disumana che manifestava. Nei momenti in cui la possessione le lasciava tregua, la ragazza si metteva in ginocchio e pregava. Inoltre, ci fu anche un momento dove si pensò che il maligno l’avesse abbandonata, in quanto riuscì a conseguire il titolo di studio.



I problemi di prima però ritornarono. Il rituale prevedeva che l’esorcista chiedesse il nome del diavolo che voleva scacciare. Si presentarono in tanti, ognuno con una voce diversa. Erano molti demoni: Giuda, Caino, Nerone, Belial, Hitler, Legione (il demonio multiplo esorcizzato da Gesù a Gerasa) e Valentin Fleischmann. Quest’ultimo era un prete bavarese donnaiolo e ubriacone, che nel 1575 era stato condannato per aggressione e omicidio. Ma non era finita qui. Infatti, l’ultimo demone era Lucifero.

La ragazza non mangiava e non dormiva più. Nell’aprile del 1976 disse che sarebbe morta il primo di luglio, e così avvenne. Morì a ventiquattro anni straziata nel corpo adempiendo a quella promessa di soffrire per espiare i peccati dei giovani tedeschi e dei sacerdoti.
Dopo la sua morte, una suora carmelitana rivelò ai coniugi Michel che la figlia le era apparsa in sogno. Così, nel 1978 il corpo di Anneliese venne riesumato e ci fu chi disse che era rimasto incorrotto. Gli esorcisti che l’avevano trattata furono condannati in tribunale. Il caso scatenò le accuse alla Chiesa. Dal canto suo il Vaticano si limitò a farsi consegnare l’intero dossier, e tutto finì nel silenzio.





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