Le popolazioni mitologiche d'Irlanda. Dai Nemediani ai Tuatha de Danann

L’antica letteratura irlandese è stata tramandata grazie all’opera dei primi monaci cristiani, che si sono occupati della trascrizione delle antiche leggende e dei racconti narrati oralmente dai filid o fili, gli antichi poeti irlandesi.

I Celti non erano soliti dividere i loro miti in cicli. Questi cicli sono solo frutto dei moderni studiosi che, per comodità, hanno diviso i miti irlandesi in periodi. La letteratura celtica è divisa in tre cicli:

*il Ciclo Mitologico,
*il Ciclo dell’Ulster
*il Ciclo di Fionn.

A questi tre cicli ne viene talvolta aggiunto un quarto, chiamato Ciclo dei Re o Ciclo storico, che contiene i racconti delle figure storiche o semi-storiche dei re d’Irlanda.

I miti irlandesi furono probabilmente messi in forma scritta nel corso dell’VIII secolo dai Druidi, grazie l’utilizzo dell’Ogham. Purtroppo ne sono rimasti pochi esempi, dal momento che tale scrittura era tracciata principalmente su corteccia o bacchette di nocciolo e di pioppo e quindi, alla fine, altamente deperibile...

I monaci del primo Medioevo trascrissero i racconti appresi oralmente, in una forma che potesse essere adatta ai nobili e alle famiglie reali e gli antichi miti vennero riscritti in un’ottica cristiana,
perdendo quegli elementi sacri che li contraddistinguevano originariamente.

IL CICLO MITOLOGICO
- Libro delle Invasioni-

Il tema centrale del Ciclo Mitologico concerne le successive invasioni dell’Irlanda da parte di clan soprannaturali e prende l'avvio dalla creazione del mondo.

Secondo la tradizione, il popolo dei Gaeli discenderebbe dell'antica popolazione dei Milesi, che sbarcò in Irlanda per la prima volta circa tremila e settecento anni fa, giungendo dalla Spagna.
Ma i Milesi furono solo gli ultimi di una serie di popoli: i primi abitanti dell’Irlanda furono infatti i Partoloniani, seguirono i Nemediani, i Fomoriani e i Fir Bolg, i divini Tuatha De Danann, per giungere infine ai Milesi.

Dopo il Diluvio, Ériu rimase pressoché disabitata per duecentosettantotto anni, finché giunsero le genti guidate da Partholón. Durante la loro permanenza in Ériu, i Partoloniani si moltiplicarono e popolarono l'isola. Essi istituirono molti mestieri e arti e per la prima volta stabilirono delle leggi.

I Partoloniani abitarono per trecento anni in Ériu, finché furono colpiti da una pestilenza che scoppiò il giorno di Beltane, quando tutta la popolazione di Eriu fu spazzata via. Dopo la scomparsa della stirpe di Partholón, l’Irlanda rimase disabitata per trent'anni, prima che arrivassero le genti guidate da Nemed. Il nome Nemed vuol dire «privilegio» o forse «santità».

È possibile rapportarlo a una dea dei Celti continentali, Nemetona, che godeva di particolare importanza. Il nome Nemetona è sicuramente connesso al termine nemeton «santuario», il bosco sacro. Questa Dea è affine a una Dea irlandese, la Némain, una delle tre furie guerriere.

Con Nemed vi erano la sua sposa Macha e i suoi quattro capitani, ovvero i suoi stessi figli. Ciascuno di loro era a sua volta accompagnato dalla propria compagna. La prima dei Nemediani a morire sul suolo di Ériu fu Macha moglie di Nemed. Durante il regno dei Nemediani, vennero ingaggiate numerose lotte contro i Fomoriani. Fu a seguito di una di queste battaglie che i Nemediani, sconfitti, decisero di ritornare dai loro antenati in Grecia.

Quella dei Fir Bolg fu la quarta ondata che invase l’Isola. I Fir Bolg erano stati resi schiavi in Grecia,
e decisero di partire e di stanziarsi in Irlanda, la terra dei loro antenati Nemediani. La piccola flotta venne spezzata dal vento e dal mare in tre gruppi che andarono alla deriva allontanandosi gli uni dagli altri. Si formarono così tre distinte schiere, che in seguito vennero chiamate Fir Galeóin «Armati di lancia», Fir Domnann «Uomini che scavano la terra» e Fir Bólg.

È in ogni caso corretto chiamarli genericamente Fir Bólg, gli «Uomini-Sacco», così chiamati per i sacchi che avevano trasportato con loro. Dopo l’arrivo, i tre gruppi si incontrarono nel centro dell’isola e là i cinque capi si divisero Eriu equamente in Míde, Ulster, Leinster, Munster e Connaught.

Il dominio dei Fir Bólg durò tuttavia soltanto trentasei anni. Infatti stava già arrivando il popolo dei Túatha Dé Dánann. I Tuatha De Danann sbarcarono sull’isola il lunedì di Beltane e bruciarono le imbarcazioni in modo che nessuno di loro potesse ripartire. “Tuatha De Danann” in gaelico significa “Popolo della Dea Danu”. Le genti di questo popolo erano descritte come divinità scese in terra.

Quando gli umani arrivarono in Irlanda, i Tuatha De Danann si nascosero sotto terra ed uscivano di rado per comunicare con quelle genti che li consideravano fate o appartenenti al piccolo popolo. Venuti a conoscenza dello sbarco dei Túatha Dé Dánann, i Fir Bólg inviarono degli uomini nel Connacht per scoprire chi fossero questi invasori. Le spie riferirono di aver visto una folla di superbi eroi, bene armati e temibili, bravi nella musica e nella danza.

Lo scontro fu inevitabile e mentre i Túatha Dé Dánann stavano ancora erigendo le loro fortificazioni,
le tre dee della guerra, la Badb Chatha, la Macha e la Mórrígan, si recarono a Temáir, dove i Fir Bólg stavano architettando i loro piani e portarono nebbia e nuvole sui Fir Bólg scatenando una terribile pioggia di fuoco e di sangue sulle teste dei guerrieri.

I tre druidi dei Fir Bólg impiegarono tre giorni a rompere quell'incantesimo e quel tempo servì ai Túatha Dé Dánann per ultimare le loro fortificazioni. I Milesi sbarcano in Irlanda dapprima in pace,
e poi con la forza delle armi la strapparono ai Túatha Dé Dánann.

Una volta conquistata, i Milesi stabilirono il loro dominio sull'Irlanda ed i loro due capi, Éber ed Éremón si divisero l'isola tra loro.

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Mondo Tempo Reale

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