Scavate altre statue della dea Sekhmet



Uno missione archeologica europea-egiziana ha portato alla luce quattro statue di 3.000 anni della dea Sekhmet con testa di leonessa, nel tempio funerario del faraone Amenofi III, di fronte a Luxor. Le statue, tre busti e un torso senza testa, sono state scoperte nella sala dell’ipostilo.
Nella mitologia egizia Sekhmet era la figlia del dio sole Ra ed era nota anche per i suoi poteri di guarigione. In questo tempio sono numerose le sue statue poiché Amenofi III, afflitto da dolorose patologie verso la fine della sua vita, ne cercò la benevolenza e la protezione.
I pezzi della statua di Sekhmet sono in una condizione molto buona, sepolti nella sala ipostila, uno spazio chiuso in cui il tetto è sostenuto da colonne. Lo scorso marzo erano state scoperte altre tre statue della dea nello stesso sito.
«Sono di grande qualità artistica», dice Hourig Sourouzian, direttrice del Colossi of Memnon and Amenhotep III Temple Conservation Project, un progetto che mira anche a scavare i resti del tempio, a restaurarli e a riportarli nei luoghi originali.
Oltre alle statue di Sekhmet, la squadra di Sourouzian ha ritrovato grandi pezzi di sfingi in pietra calcarea, oltre al piccolo torace di una divinità in granito nero. «Le sfingi sono in cattivo stato di conservazione, bisognerà trattarle prima di poterle esporre», ha detto Sourouzian.
(Al-Ahram)
(Al-Ahram)
(Al-Ahram)
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