Immersione con sorpresa



È un incontro straordinario quello capitato a dei subacquei al largo della British Columbia, in Canada, che si sono trovati nel bel mezzo di un gruppo di leoni marini di Steller. Decine di questi animali, che possono raggiungere la tonnellata, hanno nuotato intorno ai subacquei che filmavano la scena, muovendosi a zigzag tra le loro gambe mentre volteggiavano nell’acqua.

I maschi di leone marino, o bull, combattono tra loro per il territorio e per l’accesso alle femmine, e possono restare a digiuno anche per 40 giorni per difendere la propria posizione. Bertie Gregory, documentarista di fauna selvatica per National Geographic, ha avuto un incontro simile quando si è immerso nelle acque al largo di Vancouver Island, per osservare i leoni marini nel loro habitat naturale.



Prima di tutto un maschio gli si è avvicinato, tenendo la sua bocca piena di denti bene aperta e soffiando bolle. I bull “solitamente soffiano le bolle per dire ‘sono il capo’”, spiega Gregory, parlando di quel suo primo incontro.

“Visti così, sono un po’ minacciosi. Dopotutto sei circondato da un gruppo di grossi predatori che possono superare i tre metri di lunghezza e pesare quasi una tonnellata”, commenta via mail. Dopo quella prima dimostrazione di dominanza, le curiose creature si sono fatte giocose. Gregory pensa che abbiano iniziato a giocare dopo essersi abituate alla sua presenza e alla macchina fotografica.

“Una volta che ci hai fatto l’abitudine, di solito sono molto amichevoli”, continua. “Gli piace mordere parecchio, per capire che cosa sei, ma non lo fanno in modo aggressivo”.

Lo U.S. Marine Mammal Protection Act impone a chiunque di mantenere almeno 50 metri di distanza da qualunque mammifero marino delle dimensioni di una foca. Una normativa simile, proposta in Canada nel 2012, è ancora in via di discussione. La legge canadese, o “Marine Mammal Regulations”, è diretta principalmente ai cacciatori mentre l’unico riferimento all’avvicinare gli animali in natura è più vago.

In base alla sezione Divieti (sezione 6), “Nessuna persona deve disturbare un mammifero marino fatta eccezione per la pesca ai mammiferi marini condotta sotto l’autorità di queste Normative”.

Per questo, se l’obiettivo non è disturbare gli animali, i subacquei possono legalmente avvicinarli anche più di quanto sarebbe concesso negli Stati Uniti. Perché un leone marino dovrebbe avvicinarsi a una persona? Secondo Gregory, semplicemente per tenere d’occhio il suo territorio.

“È un comportamento molto normale per i leoni marini di Steller, quando si trovano vicini ai punti di haul out [dove escono dall’acqua per esplorare la terraferma]”, spiega l’esperto. “Usano queste rocce per riposarsi tra le varie battute di pesca, perciò quando sono in acqua semplicemente si rilassano e socializzano. Il risultato, se al quadro aggiungi un subacqueo, è che si avvicineranno per controllare”.

Per i subacquei che hanno incontrato i leoni marini, nel video, secondo Gregory la situazione è stata probabilmente simile. “In realtà ho appena fatto un altro ciclo di immersioni con lo stesso gruppo di leoni marini, per un differente progetto di National Geographic. Ed è successa esattamente la stessa cosa!”.

L’esperienza non è dunque atipica per quell’area, ma comunque incredibile. Nel video i subacquei hanno entusiasticamente detto al videmaker che stava facendo un ottimo lavoro, con un eccitato gesto di OK sott’acqua.

Gregory, che trascorre la sua vita in compagnia di animali interessanti, è stato altrettanto entusiasta dell’incontro. La loro socievolezza fa sì che nuotare con i leoni marini sia “come passare il tempo con un gruppo di giganteschi cani sottomarini”, racconta. “Non sembra affatto che siano aggressivi”.

La loro curiosità e la mancanza di aggressività rende l’esperienza di nuotare con questi animali “assolutamente magica”.

http://www.nationalgeographic.it/multimedia/2017/03/23/video/sub_e_leoni_marini-3465640/1/

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