Il tasso che seppelliva vitelli


Di fronte alla performance di questo mammifero carnivoro, ripresa nel deserto dello Utah, gli scienziati sono rimasti stupefatti

Nel gennaio del 2016, Evan Buechley si è reso conto che una delle sue carcasse nel Gran Bacino dello Utah era scomparsa.

Il biologo conservazionista, che sparpaglia corpi di animali nel deserto e predispone videocamere per filmare i saprofagi all’opera, aveva pensato che a trascinar via 20 chilogrammi di carcassa di vitello fosse stato un branco di coyote. Ma dopo una breve ricerca, poiché della carcassa non c’era alcuna traccia, ha scaricato le immagini della videocamera per cercarvi qualche indizio. E ha assistito a qualcosa che nessuno aveva mai visto prima.



Nel corso di cinque giorni, rivelano le fotografie, un tasso argentato (Taxidea taxus) aveva scavato gallerie sotto la carcassa del vitello fino a quando questa era collassata nella fossa. A quel punto l’aveva completamente ricoperta, per poi costruirvi di lato un rifugio dal quale aveva banchettato con la carne per 11 giorni di fila.

Ulteriori ricerche nella letteratura scientifica hanno rivelato che nessun altro aveva mai filmato un tasso seppellire qualcosa di più grosso di una lepre americana.

“Sono rimasto davvero scioccato dal fatto che questi tassi sono in grado di monopolizzare e dominare completamente una fonte di cibo simile”, dice Buechley, che ha pubblicato lo studio sul nuovo comportamento il 31 marzo, su Western North American Naturalist, insieme a tre colleghi della University of Utah tra i quali c’è il National Geographic Explorer Çagan Sekercioglu.

“Si tratta di una nicchia interessante e può essere che i tassi giochino un ruolo più importante di quanto avessimo pensato nel ciclo dei nutrienti”.

Progettati per seppellire

Diffuso in tutti gli Stati Uniti, nel Sud del Canada e nel Messico settentrionale, il tasso argentato è noto per creare delle camere sotterranee per il cibo chiamate cache. Questi "ripostigli" mantengono le scorte di cibo al sicuro da altri saprofagi e ne prevengono la decomposizione, grazie alle temperature naturalmente basse del terreno.

Allo stesso modo queste creature grandi quanto un corgi, imparentate con donnole e ghiottoni, hanno una serie di adattamenti che permettono loro di scavare come nessun altro sa fare.

Prima di tutto, i tassi sono dotati di zampe anteriori potenti e molto muscolose, oltre ad artigli come rastrelli, che permettono loro di muoversi rapidamente attraverso terra dura e compatta. Le loro teste hanno forma conica, perfette per un’esistenza trascorsa a correre su e giù attraverso gallerie. Questi scavatori hanno anche una terza palpebra, chiamata membrana nittitante, che aiuta a impedire che il terriccio finisca loro negli occhi.

Ma nonostante quest’abilità nelle sepolture, nessuno aveva mai visto un tasso nascondere una carcassa tanto grande, che come se non bastasse pesava oltre due volte il suo corpo.

Porca vacca!

Come potete immaginare, Buechley non è l’unico a essere entusiasta della scoperta. “Ha dato un senso alla mia giornata!” commenta via mail l’ecologa Jessie Quinn, che ha studiato i tassi e ora lavora per Sycamore Environmental Consultants.

Quinn dice di non aver mai visto o letto nulla di simile, ma fa notare che “i tassi sono piuttosto elusivi e passano inosservati qui in America, perciò non possiamo escludere di non aver mai notato molti dei loro comportamenti”.

Anche Rosie Woodroffe, esperta di tassi alla Zoological Society of London, è rimasta colpita. “Ho trascorso anni a studiare le interazioni tra i tassi europei e il bestiame ma non ho mai sentito niente di anche lontanamente simile, in Europa”.

Per di più questo comportamento non è solo il vezzo di un unico tasso seppellitore di bovini, anzi: come hanno scoperto Buechley e colleghi, un altro esemplare ha quasi sepolto una seconda carcassa di vitello.

Se diffusa, l’attitudine da becchino dei tassi potrebbe essere positiva per gli allevatori: seppellire gli animali morti può ridurre la possibilità che le malattie si diffondano tra i preziosi capi di bestiame. Potrebbe anche rappresentare un metodo nuovo e potenzialmente importante tramite il quale si verifica la decomposizione negli habitat desertici dove l’acqua scarseggia.

E che dire dell’ultima immagine con il tasso che siede in cima alla sua opera, così compiaciuto mentre osserva il mondo?

“Il videomaker potrebbe averlo immortalato mentre lascia la sua traccia odorosa”, dice Quinn, “cosa che i tassi argentati fanno strofinando sul terreno la parte posteriore del corpo, in modo da rilasciare le secrezioni dalle ghiandole anali”.

http://www.nationalgeographic.it/multimedia/2017/04/04/video/un_tasso_seppellisce_una_mucca_intera-3481897/1/

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