Cosa sono i riti e a cosa servono



Non ho mai amato i riti, da quelli più tradizionali come il battesimo e il matrimonio, a quelli più insoliti, che semplicemente non destavano il mio interesse. Pur essendo attratta dalla spiritualità e dal mistero, ho sempre creduto di poterne fare tranquillamente a meno. Ma approfondendo queste tematiche mi sono accorta che i riti, in realtà, svolgono un ruolo importantissimo. Hanno sì un valore simbolico ma non solo.
Essi plasmano le nostre vite agendo in maniera impercettibile. Come spiegarsi altrimenti la loro capillare diffusione ovunque nel mondo, non solo in ambito religioso ma persino in quello profano. Pensiamo per esempio al matrimonio civile: pur non essendo consacrato davanti a Dio, prevede un piccolo rituale di fronte all’Ufficiale dello Stato Civile. Ma anche a tanti gesti quotidiani che sono, in realtà, dei piccoli rituali privati. Se non avessero alcun senso perché saremmo disposti a spendere denaro e a investire tante energie pur di sposarci, battezzare un figlio, accompagnare la morte di una persona cara con cerimonie funebri?
Cosa sono i riti

Gli antropologi, nel corso del tempo, ne hanno dato definizioni molto diverse. I dizionari li descrivono come “Il complesso di norme, prestabilite e vincolanti la validità degli atti, che regola lo svolgimento di un’azione sacrale, le cerimonie di un culto religioso e non.” C’è chi sostiene che il termine derivi dal latino “ritus”, la cui etimologia significa fluire, scorrere, far muovere atti e gesti che, svolti in successione, sono seguiti da regole codificate. Comunque sia, i riti, da sempre, aiutano l’uomo a connettersi con qualcosa che trascende la sua individualità e per questo vengono vissuti in modo molto intenso. Inoltre, essendo basati su precise regole, tese a stabilirne tempi e modalità di esecuzione, fanno anche da guida. Essi però funzionano solo se, al di là delle regole, c’è un coinvolgimento di tipo psicologico, fondamentale per poter accedere al loro significato simbolico.
A cosa servono i riti



Secondo diversi antropologi i riti aiutano la collettività ad unirsi, quindi favoriscono il senso di solidarietà, collegando il presente al passato, l’individuo singolo al gruppo. Basti pensare a cerimonie come i matrimoni e i battesimi, in occasione delle quali ci riuniamo con familiari, amici e conoscenti per festeggiare insieme un momento di passaggio. In effetti, si ritiene che il rito svolga il suo ruolo se riesce a produrre stati mentali collettivi.

Nell’Occidente individualista-capitalista si è progressivamente persa questa capacità di unione tant’è che i riti sono diminuiti drasticamente. Non ci crediamo più, li riteniamo barbarici, inutili, irrazionali e in quanto tali assurdi. Ma è davvero così? La smitizzazione dei riti ha inizio, probabilmente, negli anni 60 quando essi cominciano ad essere considerati vuoti. A quei tempi era legittimo questo desiderio di cambiamento perché i riti, molto spesso, risultavano limitanti, formali, frutto di tradizioni obsolete che si trascinavano in modo inconsapevole, creando danni.
Oggigiorno, grazie a chi si è opposto allo strapotere dei riti, noi tutti possiamo decidere in modo autonomo di abbracciare quelli che più ci piacciono. E’ questo a fare la differenza fra una società che subisce i riti, perché così si fa da millenni, e una che, con consapevolezza, li seleziona. Attenzione però a considerarli inutili. Essi, in realtà, non si sono mai estinti davvero, hanno solo cambiato forma.
Riti di oggi



Nonostante molti riti siano finiti nel dimenticatoio, ve ne sono alcuni che hanno resistito al trascorrere del tempo: è il caso del battesimo, del matrimonio o della morte. Il battesimo è il rito di purificazione attraverso cui il bambino passa dal profano al sacro. Il matrimonio, preceduto dal fidanzamento, è un rito di passaggio che permette ai ragazzi di accedere a diritti nuovi (perlomeno un tempo): il sesso, la fecondità, la coabitazione. Infine la morte è un rito di separazione accompagnato da cerimonie funebri e altri rituali, a seconda delle tradizioni.
Tutti questi riti persistono anche oggi, seppure in forme diverse rispetto al passato, per così dire più private. Ma anche alcune abitudini che non siamo soliti considerare rituali, in realtà celano la stessa natura. Pensiamo a una madre che non ama i riti ma che, in privato, tiene un diario con le foto del bimbo. Cos’è questo diario? E’ una compensazione moderna al bisogno di ritualizzare i momenti più importanti della vita del bambino. Stesso discorso vale per i compleanni, gli onomastici e via dicendo. I riti, quindi, mutano pelle, si confondono nella realtà ma continuano a scandirla, che ne siamo o meno consapevoli.
Anche alcuni sport come la caccia, la corrida e persino il calcio seguono la logica dei riti. La caccia riunisce gli appassionati di questo sport ma svolge un ruolo diverso a seconda di chi la esercita: se in ambito borghese è un modo per esercitare il potere sociale, in ambito popolare è un modo per riunirsi e mostrare il proprio onore. L’uccisione dell’animale ha in sé una carica simbolica senza pari, senza pensare agli abiti indossati dai cacciatori, tutti rigorosamente mimetici. Non è solo questione di mimetizzazione.
Pensiamo poi al calcio, simbolizzazione, secondo Bromberger e Mariottini, della società industriale ma anche di una guerra ritualizzata scandita da una ciclicità delle partite, da schemi preparatori ben precisi e via dicendo. E dallo sport passiamo alle feste cittadine, che puntualmente animano le diverse località una o più volte all’anno. Occasioni in cui la popolazione si riunisce per preparare e festeggiare la ricorrenza. Anche questi sono riti. E che dire della tv e dei cosiddetti rituali mediatici? O dell’aperitivo prima di pranzo? In tutti questi casi gli elementi base del rito tornano puntualmente: sono ripetuti nel tempo e collettivi. La vita stessa è forse un rito?

Laura De Rosa
www.yinyangtherapy.it
http://www.eticamente.net/

Mondo Tempo Reale

About Sandu Trica

Mondo Tempo Reale è il blog che dal 2010 vi racconta le notizie più incredibili, strane, curiose e divertenti: fatti imbarazzanti, ladri imbranati, prodotti assurdi, ricerche scientifiche decisamente insolite.
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