Meningite, che cos'è e quando si può prevenirla con i vaccini



Questa rara e grave infezione è tornata d'attualità. Ci sono diversi vaccini che possono prevenire alcune forme. Ma non tutte.

La meningite è una delle malattie che fa più paura ai genitori: è per fortuna rara, ma può essere grave e anche mortale e miete la maggior parte delle sue vittime proprio tra i bambini. Ma non solo, come testimoniano gli ultimi fatti di cronaca in Toscana dove in due giorni sono morte due persone.

CHE COS'È. «All’origine della meningite, l’infiammazione delle membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale, possono esserci agenti patogeni diversi» spiega Stefania Salmaso, direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità.

A causare l’infezione possono innanzitutto essere virus o batteri, anche se la meningite batterica è quella che di solito causa le forme più gravi e i casi di morte. I principali batteri coinvolti sono il meningococco, lo pneumococco e l’Hemophilus influenzae. Si tratta di batteri capsulati, che possono colonizzare senza effetti apparenti il naso o la faringe, ma in alcuni casi passano la mucosa e scatenano una malattia di particolare gravità (in genere meningiti, oppure sepsi).

I SINTOMI. Sono inizialmente difficili da riconoscere e per questo spesso la diagnosi arriva tardi. Nelle prime 10 ore compare febbre e stato simil influenzale. Successivamente il mal di testa diventa forte, compare rigidità muscolare e la febbre diventa alta. Dopo circa 20 ore si presentano sintomi gravi come perdita di conoscenza, convulsioni, macchie sul corpo.

SORVEGLIANZA. Sulla meningite batterica esiste dal 1994 in Italia un sistema di sorveglianza che permette di tenere sotto controllo la situazione epidemiologica e la circolazione dei vari batteri. Nel 2013 sono stati segnalati 162 casi di malattia da meningococco. I più colpiti sono i bambini fino a quattro anni, con un’incidenza che nel primo anno di vita raggiunge i tre ogni centomila. I casi di malattia invasiva da pneumococco, che colpisce soprattutto gli anziani e i bambini nel primo anno di vita, sono stati invece nel 2013 quasi un migliaio. C’è poi la meningite da Hemophilus influenzae, con meno di cento casi l’anno scorso.

PREVENZIONE. Per molte delle forme di meningite batterica esiste un vaccino, anche se non per tutte. “Sono tutti strumenti di prevenzione molto mirati, per cui può essere difficile per i non addetti ai lavori apprezzare la loro importanza. La meningite può essere causata da tanti agenti diversi, e proteggersi da un tipo non significa proteggersi da tutti” spiega Salmaso.

Proprio per questo, gli esperti valutano in base alla diffusione e alla circolazione dei diversi batteri quali vaccini è più utile proporre per una vaccinazione estesa ai bambini nei primi mesi di vita e oltre. Oltre alla disponibilità del vaccino, c’è da considerare l’accettabilità da parte delle famiglie e il modo migliore per inserirlo in un calendario già affollato di vaccinazioni.

Per l’Hemophilus influenzae, l'immunizzazione è inserita in vaccini combinati che includono quelli obbligatori, e la copertura raggiunta è alta, superiore al 90 per cento. Anche per il pneumococco e il meningococco di tipo C esistono da diversi anni vaccini offerti in tutte le regioni che ha contribuito notevolmente a ridurre i casi di malattia. All’inizio del 2014 è arrivato sul mercato anche un vaccino contro il meningococco B.

L'Istituto Superiore di Sanità ribadisce che in Toscana non bisogna abbassare la guardia e che è necessaria anche la vaccinazione degli adulti.

http://www.focus.it/scienza/salute/meningite-quando-si-puo-prevenirla-con-i-vaccini

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