Nasce nel Gabon la più grande area marina protetta d'Africa


La costa atlantica del Parco Nazionale di Loango, nel Gabon, è conosciuta anche come "l'ultimo paradiso dell'Africa". Fotografia di Michael Nichols, National Geographic Creative

Il Gabon ha annunciato la creazione del più grande network africano di zone marine protette. Si tratta di un'area che ospita una varietà di specie minacciate, compresa la più grande popolazione di tartarughe liuto e di tartarughe bastarde olivacee e 20 specie di delfini e balene.

La nuova rete di venti parchi marini e di riserve acquatiche proteggerà il 26% delle acque territoriali del Gabon per un totale di 53mila chilometri quadrati. Contestualmente lo stato africano ha annunciato anche un piano per la gestione della pesca che a giudizio degli scienziati è il più sostenibile dell'Africa Occidentale, una zona del mondo teatro in passato di un pesante overfishing e di abusi da parte di marinerie straniere. Il piano, nel tentativo di introdurre pratiche sostenibili, prevede l'istituzione di zone di pesca separate per flotte "commerciali" e per flotte "artigianali".

L'Africa Occidenatale è un'area dagli oceani incredibilmente ricchi, ma è stata dissanguata dalle flotte di pescherecci internazionali", spiega Callum Roberts, un biologo marino presso l'università di York, nel Regno Unito. "Nel giro di un paio di decenni le sue acque sono passate dall'essere una cornucopia di vita marina a qualcosa di molto diverso. Urge una protezione per ristabilire le risorse ittiche".


Fotografia di Enric Sala

Roberts, che ha dedicato oltre trent'anni a studiare la salute degli oceani, in una nuova ricerca pubblicata il 5 giugno sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, sostiene che le aree marine protette oltre a promuovere il ripristino degli stock ittici aiutano anche gli ecosistemi marini ad adattarsi meglio agli impatti del cambiamento climatico. Grandi ecosistemi incontaminati sono infatti più sani e più attrezzati per difendersi da quello che Roberts definisce "il cocktail mortale" fatto di acidificazione, forti tempeste, cambi nella distribuzione delle specie e minore disponibilità di ossigeno negli abissi. Un problema, quest ultimo, già visibile nel Pacifico e nell'Atlantico dove le zone con poche sostanze nutrienti, i cosiddetti "deserti oceanici", sono aumentate del 15% tra il 1998 e il 2006.


Una megattera salta nelle acque del Gabon. Fotografia di Michael Nichols

Secondo il Marine Conservation Institute, un'organizzazione noprofit con sede a Seattle, nel mondo esistono 11.212 aree marine protette, ma complessivamente coprono solo il 2,98% degli oceani. Altri due dati completano poi il quadro: se si esclude il mare aperto, le rimanenti riserve marine proteggono il 7,29% degli habitat posti entro le 200 miglia nautiche dalla costa, la zona di esclusiva competenza nazionale; se si prendono poi in considerazione le sole aree "no-take", dove è proibita la pesca e qualsiasi altra attività, comprese quelle estrattive, solo l'1,63% degli oceani è sotto tutela.
Le Nazioni Unite, che hanno organizzato in questi giorni a New York la prima conferenza per affrontare l'aggravarsi dello stato di salute degli oceani, stanno facendo pressione sugli Stati affinché arrivino a mettere sotto protezione entro il 2020 il 10% degli oceani. Al momento ci sono 500 nuove proposte di aree marine protette ma molte di queste iniziative sono in stallo, frenate da problemi burocratici o amministrativi.


Gabon dove le acque di una laguna abitata si fondono con la sabbia, nel mare. Fotografia di Michael Nichols

http://www.nationalgeographic.it/natura/2017/06/06/news/nasce_nel_gabon_la_piu_grande_area_marina_protetta_dell_africa-3556732/

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