Vaccini Obbligatori: L'Italia venduta come cavia!



Ecco un articolo che riporto quasi per intero, perché interessa moltissime famiglie italiane sottoposte all'ennesimo sopruso, quello dei vaccini obbligatori, non solo per i propri figli ma, a quanto pare, anche per molti operatori come insegnanti e bidelli.

Per la sua corposità e agevolarne la lettura mi limiterò solo a qualche immagine senza evidenziarne troppo le frasi, ma mettendo in risalto, ogni tanto, le più essenziali. 

Decreto-legge sui Vaccini:
Abuso di potere, Regresso nei diritti civili, Insulto alla medicina e alla scienza.

La montagna di propaganda che si è riversata nell'ultimo anno sugli italiani per convincerli dell'esistenza di immaginarie emergenze sanitarie (come quella della meningite) era preparatoria ad un decreto-legge antiscientifico, anticostituzionale, illiberale.

I principali media, anche stavolta, hanno tradito il pubblico concentrandosi sul falso scontro (un tipico esempio della tecnica di manipolazione detta "Good Cop –Bad Cop"="sbirro buono o cattivo" – ossia un distinguo) tra due signore non laureate ma misteriosamente poste a capo del ministero dell'Istruzione (Valeria Fedeli) e della Salute (Beatrice Lorenzin), si sono ben guardati dall'entrare in merito al colpo di mano che si stava preparando ai danni dei cittadini italiani.

Beatrice Lorenzin e Valeria Fedeli
Così il 19 maggio 2017 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri un decreto-legge sui vaccini pediatrici. Il provvedimento non è ancora stato convertito in legge, e se non lo fosse entro 60 giorni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (cosa, quest'ultima, già avvenuta oggi) decadrebbe in tutti i suoi effetti.

In base al "decreto vaccini", diventano obbligatorie per i bambini da 0 a 16 anni ben 12 vaccinazioni (sic! ndr), otto in più rispetto a quelle che c'erano finora (anti-poliomielite, anti-difterite, anti-tetano, anti-epatite B). Le nuove vaccinazioni sono: anti-pertosse; anti Haemophilus influenzae tipo B; anti-meningococcica B; anti-meningococcica C; anti-morbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti- varicella.

I genitori che violano l'obbligo sono multati da 500 fino a 7500 euro, ogni anno, e vengono segnalati al Tribunale dei Minorenni «per gli eventuali adempimenti di competenza». Il bambino non vaccinato non può essere iscritto agli asili nido e alle scuole dell'infanzia pubbliche o private.

Non esistono in tutto il mondo altri paesi (eccetto gli USA) con un tale programma vaccinale, e neppure si può dire che "ce lo chiede l'Europa" visto che ben 15 paesi dell'Unione Europea  non  hanno  nessun  tipo di imposizione  vaccinale. [...]

In Svezia, solo pochi giorni prima, il 10 maggio, il parlamento aveva respinto sette proposte di legge che introducevano l'obbligo dei vaccini: le aveva respinte perché anticostituzionali e rifiutate dalla maggior parte dei cittadini per l'uso di additivi e sostanze pericolose, e per le «frequenti reazioni avverse» che provocano.

È un decreto che prepara un esperimento di massa sui bambini italiani, con il fanatismo di una classe di governo che non si preoccupa d'altro se non, come vedremo,  degli  accordi  contrattuali  con  soggetti  industriali.

È un decreto in palese contraddizione con la Convenzione di Oviedo sul consenso informato, con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, e con il Principio di precauzione, che è uno dei pilastri della legislazione europea in materia di gestione dei rischi.

In breve: È UN SOPRUSO.

Di fronte a questo sopruso, alcuni hanno pensato di assumere una posizione apparentemente "equidistante", e aggirare la controversia concentrandosi su come "garantire la massima copertura vaccinale": se con le "buone" – raccomandazione e accompagnamento – se con le "cattive" – obbligo e sanzioni. [...]


Emergenze Sanitarie Finte e Autentiche

L'argomento ci deve far riflettere su un'altra questione: quella dell'ipocrisia dei personaggi istituzionali che pretendono di spacciare la coercizione vaccinale come una priorità per la "salute dei bambini".

Ipocrisia – perché è un dato di fatto, mai citato in questo contesto, che la sicurezza delle nostre scuole è drammaticamente inadeguata: quasi il 90% non è costruito secondo criteri antisismici e «soltanto una scuola su due ha certificati di collaudo e idoneità statica».

Inoltre la maggioranza delle scuole costruite negli anni Sessanta e Settanta ha utilizzato amianto, e le bonifiche (anche quelle dichiarate "urgenti" dai periti) non sono mai state eseguite.

E non stiamo parlando di "possibili" rischi: ogni tanto ci sono crolli durante le lezioni e studenti feriti o addirittura uccisi dalle macerie (come il diciassettenne del liceo di Torino nel 2008) – sono notizie che non interessano però i nostri governanti né, se non per un brevissimo lasso di tempo, i media ufficiali.

In questo contesto, ricordando che il nostro paese ha subìto solo un anno fa un catastrofico terremoto, non si può non sottolineare il cinismo con cui il Governo ha lasciato per mesi nei disagi migliaia di cittadini ad Amatrice e dintorni mentre stanziava 733 milioni di euro per il programma vaccinale.

Ecco la testimonianza di una signora sfollata, appena due mesi fa:

«Siamo stanchi, bisogna dirlo, 7 mesi per consegnare queste case, che case non sono. Nessuno ascolta i cittadini. [...] Qui ad Amatrice, come in tutto il cratere, non è stato fatto nulla. Si parla di ricostruzione e devono ancora rimuovere le macerie dalle zone rosse».

Come si può prendere sul serio l'interesse per la "salute dei bambini" di una classe dirigente che fa rischiare ogni giorno l'incolumità a milioni di bambini e ragazzi in età scolare, e che nega l'essenziale a famiglie che hanno perso tutto in un terremoto? [...]

[...] Ora, nemmeno in un momento di delirio propagandistico si potrebbe considerare "emergenza" la situazione attuale, e lo stesso presidente del consiglio Gentiloni, nella conferenza stampa in cui è stato annunciato il decreto vaccini, ha ammesso che al momento si può parlare al più di "difficoltà" e non di "emergenze".

Questo essenziale distinguo implica, peraltro, che l'emanazione del decreto configura un abuso di potere da parte del governo in carica per uso ingiustificato del dispositivo del decreto-legge, oltre che per usurpazione di competenze ai danni delle regioni.

Affollatissima manifestazione a Milano contro il decreto sui 12 vaccini
Ma se morbillo, orecchioni, meningite ecc. non sono emergenze sanitarie, ciò non vuol  dire  che  in Italia   non  ne  esistano  di  autentiche,  che fanno strage di cittadini di ogni età: e quando dico "strage di cittadini" non sto ingigantendo a scopo pubblicitario una manciata di casi sporadici, eventuali o in corso di accertamento – come si fa regolarmente con i decessi, veri o presunti, di malattie "vaccinabili".

No, intendo decine di migliaia di vittime ogni anno, causate dallo sforamento ripetuto nelle nostre città delle soglie ammesse dall'OMS per la concentrazione di sostanze tossiche e cancerogene nell'aria che respiriamo tutti: adulti e bambini.

In Italia si stimano circa 70.000 morti all'anno causate dall'inquinamento urbano, e non sono dati ufficiosi, ma ufficiali: così ufficiali che la Commissione Europea ha aperto dal 2014 procedure d'infrazione contro il nostro paese a tale riguardo, e proprio lo scorso aprile ha inviato un "richiamo", con rischio di deferimento alla Corte di Giustizia europea.

Di fronte ad una vera emergenza sanitaria come questa, di cui quasi mai il comune cittadino sente parlare in televisione, benché incomba costantemente sulle vite degli italiani e minacci anche le tasche di tutti nella forma di pesantissime multe da parte dell'UE, il Governo ha pensato invece che fosse una priorità rendere obbligatoria la vaccinazione antimorbillo – perché in un caso ogni 4000-8000 (ammesso e non concesso che queste stime probabilistiche siano applicabili all'Italia d'oggi) ci potrebbe essere un danno neurologico permanente, e un decesso per «poco meno di un bimbo ogni mille colpiti dalla malattia».

Come definire ciò se non la prova definitiva del disprezzo del Governo verso gli italiani e l'indizio, che vedremo ampiamente confermato, che esso sta perseguendo obiettivi estranei alla tutela della salute dei cittadini?

Ecco il video-denuncia di Claudio Messora su questo argomento.



Segnalazioni di «Sospette Reazioni Avverse»

Ci possono essere varie ragioni per opporsi ad una vaccinazione. Per esempio si può rifiutare il modo in cui alcuni vaccini sono prodotti: coltivandoli su reni di scimmie, o su cellule di feti abortiti. Si tratta di ragioni che si sbaglierebbe a minimizzare e che meriterebbero una discussione pubblica e onesta.

Tuttavia la ragione principale della pur sempre minoritaria riluttanza a vaccinare i propri figli è la preoccupazione per le reazioni avverse che gli stessi vaccini possono causare, sia da soli, sia nelle combinazioni in cui vengono somministrati.

[...] Nel caso dell'antipolio, per citare un solo esempio, si sa bene che la vaccinazione può, in certi soggetti, causare la malattia che dovrebbe prevenire, e che nei paesi occidentali questa è praticamente la sola origine di casi di poliomielite da decenni.

Quindi anche se le inoculazioni non provocano autismo, ciò non mette la parola fine alla questione della loro innocuità.

È un fatto che diversi vaccini contengono sostanze additive molto poco rassicurantisoprattutto se si pensa che devono essere iniettate, e tra queste ci sono cancerogeni ufficialmente riconosciuti come tali dalla OMS (alluminio, formaldeide, etanolo). [...]

[...] Ma le reazioni contrarie sono un'invenzione dei nemici della medicina e della scienza? Ovviamente no, ed è per questo che le autorità sanitarie raccolgono i rapporti di complicanze successive alla vaccinazione (mentre non raccolgono, per esempio, quelli di avvistamento di fantasmi).

È generalmente riconosciuto che le «notifiche di sospette reazioni avverse» pervenute alle ASL sono solo una piccola parte di quelle reali, e si stima che il loro numero sia inferiore a quello vero per almeno un fattore 10 e probabilmente per più d'uno.

Questo non riguarda solo l'Italia, ma ogni apparato di vaccino-vigilanza affidato principalmente alle segnalazioni spontanee dei medici e alla raccolta dati della stessa industria producente.

Se si aggiunge l'esistenza di incentivi per i medici che vaccinano, e i rischi di procedure disciplinari per quelli che dovessero fare "troppe" segnalazioni, se ne deduce  che  il sistema è  perfettamente  calibrato  per  sottovalutare  il rischio. [...]

(Per le statistiche rimando all'articolo completo sopra linkato; ndr).

[...] Per ragioni poco chiare, l'ultimo rapporto annuale dell'AIFA (=Agenzia Italiana Farmaco; ndr) sui vaccini riguarda il 2013: l'associazione CODACONS ha diffidato proprio in questi ultimi giorni il ministero della Salute a cessare tale segretazione illegittima.

In una conferenza stampa tenuta il 30 maggio 2017 ha comunicato di aver ricevuto i dati richiesti e li ha così sintetizzati:

«Sono 21.658 le notifiche di sospette complicanze ai vaccini registrate nel triennio 2014-2016. Nello stesso periodo ammontano invece a 3.351 quelle relative soltanto al vaccino esavalente. E si segnalano 5 casi di gravi effetti che avrebbero portato al decesso degli assistiti.» [...]


Il Negazionismo del Danno Vaccinale

La puntata di Report di RAI 3 del 17 aprile 2017  ha suscitato un'onda di proteste proprio, come ci si poteva aspettare, a causa dei suoi meriti: ha infatti informato i cittadini dell'esistenza di eminenti scienziati che considerano fraudolenti i dati sulla sicurezza del vaccino anti-HPV [il papilloma virus; ndr] (non incluso nella lista del decreto vaccini), e inaffidabile l'EMA (Agenzia Europea dei Medicinali) che li ha accettati.

Inoltre ha documentato l'enorme difficoltà e i ritardi di anni e anni che le ragazze danneggiate incontrano per farsi riconoscere ufficialmente da un medico ciò che è loro accaduto.



Il negazionismo del danno vaccinale è una sottospecie della negazione del danno industriale che ha segnato luttuosamente la storia del Novecento fino ai nostri giorni.

Una cultura medica in cui esso prevale non può che rendere difficile il rapporto sulle complicanze deleterie. [...]

[...] Ben pochi personaggi che hanno difeso a spada tratta i vaccini godono della credibilità e dell'autorevolezza di Peter Gøtzsche, il direttore del Nordic Cochrane Center, uno dei massimi esperti mondiali in materia di sicurezza di farmaci, di screening sanitari e di integrità della ricerca, intervistato appunto da Report.

Gøtzsche, che ha pubblicato un libro sulla corruzione della ricerca medica operata dalle industrie farmaceutiche, ha denunciato all'Unione Europea la transnazionale farmaceutica Sanofi-Pasteur per «frode» nella comunicazione delle reazioni avverse al vaccino anti-HPV, nonché l'EMA per essersi fidata acriticamente dei dati fasulli forniti dall'industria farmaceutica e per mancanza di trasparenza.

In particolare ha sottolineato durante l'intervista:

«Negli studi di controllo con il placebo, invece di usare una sostanza inerte come acqua salina, hanno iniettato spesso alluminio, che è presente nel vaccino come adiuvante, o addirittura un altro vaccino, quello dell'epatite. Non è più un placebo! Non si distingue dal farmaco, potrebbe causare le stesse reazioni avverse e quindi i dati ottenuti non sono attendibili».

Anche chi fosse del tutto nuovo alla questione capirebbe che questa è una truffa, avvenuta con la complicità dell'industria ed EMA, colluse, e che senza la denuncia dello scienziato danese non sarebbe mai stata scoperta.

Ma l'aspetto più interessante di questo episodio, e che si applica a tutte le prove cliniche analoghe, è che i dati, sulla cui base l'Agenzia di Controllo dei Farmaci decide se approvare o no un vaccino, vengono forniti dall'industria stessa che intende farselo approvare e metterlo in commercio.

Non basta: l'EMA stessa è finanziata per l'83% dalle industrie farmaceutiche.Insomma, è molto, molto  peggio che stabilire se il vino sia di buona qualità facendoselo  dire  dall'oste. [...]

(Per il breve seguito e gli "Indennizzi" rimando a leggere l'articolo intero).


Responsabilità Genitoriale

La storia della normativa sulle vaccinazioni in Italia ha avuto un suo punto alto il 26 gennaio 1999, quando è stato firmato dal Presidente della Repubblica il decreto che aboliva l'obbligo di vaccinazione per la frequenza nelle scuole di ogni ordine e grado, con la pubblicazione del DPR n. 355.

La già citata rubrica televisiva Report dedicò il 15 ottobre 1998 a questo evento annunciato un'ottima puntata, "Il virus dell'obbligo", dove si trattava di casi gravi di reazioni disastrose alle vaccinazioni obbligatorie, e si mostrava attraverso esempi quanto poco fossero informati i genitori al momento di sottoscrivere in ambulatoriola  liberatoria per la vaccinazione dei figli.

L'attuale decreto-legge rappresenta un netto peggioramento rispetto a vent'anni fa per molti aspetti. Uno, e non il meno importante, riguarda appunto la responsabilità genitoriale.

Il genitore o l'esercente la potestà genitoriale sul minore che violi l'obbligo di vaccinazione è segnalato dalla ASL al Tribunale dei Minorenni per gli eventuali adempimenti di competenza.

Lasciamo perdere il difetto di formulazione, in quanto la potestà, o la responsabilità genitoriale, appartiene tipicamente a due persone, non a una sola. Ma l'idea che genitori i quali si sono documentati e hanno cercato di decidere consapevolmente debbano essere considerati come "meno" responsabili di chi ha invece firmato liberatorie senza porsi problemi è palesemente assurda.

Piuttosto, andrebbe rovesciata: dovrebbe cioè essere considerato un grave indizio di irresponsabilità genitoriale il portare un bambino di pochi mesi a vaccinarsi senza sapere nemmeno contro che cosa, e firmare la liberatoria senza aver letto e compreso il foglietto illustrativo che il produttore è obbligato dalla legge ad allegare alla confezione. Se ci sono genitori da segnalare al Tribunale dei Minorenni, dovrebbero essere questi.

Su tale punto importantissimo la propaganda dei media filo-governativi cerca colpevolmente di sorvolare. E allora riformuliamolo per maggiore chiarezza. Un cittadino che assume un qualsiasi medicinale per un disturbo di cui soffre senza leggere il foglietto illustrativo va considerato un analfabeta funzionale oppure un incosciente, non certo un modello da portare ad esempio.

Perché mai dovremmo invece lodare chi, avendo la responsabilità di un minore, manca di usare questa minima cautela a proposito dei trattamenti medici a cui lo sottopone così precocemente e senza una impellente necessità medica?

Ma c'è di più. È sacrosanto, non semplicemente ammissibile, che un genitore pretenda che si faccia un test con buon valore predittivo che accerti l'eventuale suscettibilità di suo figlio agli effetti collaterali più gravi del vaccino, almeno quelli citati nel foglietto illustrativo.


Lo ha riconosciuto la stessa Corte Costituzionale con la sentenza n. 258 del 20-23 giugno 1994, che dichiarava  come  fosse  necessario  porre in essere  una  complessa ed articolata normativa di carattere tecnico [...] che, alla luce delle conoscenze scientifiche acquisite, individuasse con la maggiore precisione possibile le complicanze  potenzialmente  derivabili  dalla  vaccinazione. [...]

Ora, se test di questo tipo non si eseguono – ed è un fatto che in Italia non li si esegue e mai li si è eseguiti – il genitore responsabile dovrebbe avere quanto meno l'opzione di rifiutare, in un contesto epidemiologico come quello dell'Italia d'oggi, il rischio di trasformare un bambino sano in un malato a vita (o in un cadavere).

In questa opzione non c'è niente di antiscientifico: perché la scienza, oltre a quanto già visto sulla composizione e fabbricazione dei vaccini, ci dice, per esempio, che:

– in molti vaccini si trovano nanoparticelle di metalli (tra cui piombo, mercurio e alluminio) e altre sostanze estranee;

– in parecchi vaccini, e in particolare nello MMR (morbillo, parotite e rosolia; ndr), è stato trovato un pesticida come il glifosato;

– è stata notata la correlazione tra numero di dosi vaccinali in due casi: a) tasso di mortalità infantile nei vari paesi, e b) diabete di tipo 1, sindrome metabolica e malattie mediate da reazioni immunitarie.

Ce n'è più che a sufficienza per ripensare a tutti i programmi vaccinali che non rispondono ad emergenze, ma si pongono solo mete sperimentali di "eradicazione" di questa o quella malattia in contesti in cui essa non è realmente pericolosa, e in cui, per giunta, è legittimo dubitare se con la tecnologia vaccinale odierna ci si possa mai giungere.

Per concludere l'analisi di come il decreto si pone nei riguardi delle famiglie, consideriamo «la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 ad euro 7.500»,irrogata dalle Aziende Sanitarie.

È evidente che solo chi può permettersi di pagare (annualmente!) questa cifra potrà liberamente decidere se e quali vaccini far praticare ai propri figli. Ma, gli altri, a che cosa saranno costretti? Non avendo il denaro per le multe dovranno ridursi a firmare un falso atto di consenso informato?

Questa è non solo una normativa classista: è una normativa criminogena, che umilia i genitori e, come è stato subito notato dal Movimento Italiano Genitori, mina l'istituzione familiare nel suo complesso – ne tengano conto tutti coloro che si preoccupano del suo progressivo indebolimento.


Una Battaglia contro una Politica Sanitaria Corrotta dall'Affarismo

Che questo decreto sia uscito da questo governo non è casuale. È dal 2014 che il PD (Partito Democratico) ha stretto legami e preso impegni con l'industria farmaceutica in modi che spiegano largamente il fanatismo dei suoi governi nella promozione delle vaccinazioni. 

Complottismo? No, le prove di questi legami non sono né ipotetiche né segrete, ma verificabili e aperte a chiunque si prenda la briga di leggere i giornali.

Nell'aprile 2016 la GlaxoSmithKline (GSK) ha deciso di investire un altro miliardo di euro nel nostro paese per il quadriennio successivo. incrementando le proprie attività a partire da quelle del polo toscano dei vaccini di Siena e di Rosia, il cuore rispettivamente della R&S = Ricerca e Sviluppo, e della produzione di settore, dopo il mega scambio di attività (vaccini contro oncologia) con Novartis perfezionato l'anno scorso.

Non a caso proprio ai vaccini, col business strategico anti meningite, sarà riservato il 60% degli investimenti (600 mln), contro il 40% dedicato al pharma tradizionale.

Chi è la GSK?  È la maggiore transnazionale britannica del farmaco, attualmente al primo posto proprio nel settore vaccini 

Leader mondiale in quest'ultimo campo con 3,7 miliardi di sterline di fatturato su 23,9 totali, è da tale ambito (profittevole in due casi su 10 nel mondo) che la multinazionale britannica si aspetta un'autentica escalation nei prossimi anni. Fino ad arrivare a 6 miliardi di sterline entro il 2020.

Sono cifre che, tra l'altro, permettono di fare giustizia della leggenda diffusa ad arte, secondo cui lo sviluppo e la produzione di vaccini sarebbe un'attività poco lucrativa che, come tale, mostrerebbe l'indole altruista e caritatevole dell'industria del farmaco.

Nel maggio 2014 a Bari, l'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva fatto questa promessa alla Merck Serono:

"È importante che siano chiare le regole del gioco, che non si cambi sulla base delle ultime impressioni nate da un articolo di giornale", e aveva aggiunto, rivolgendosi a Karl Ludwig Kley, direttore esecutivo dell'azienda farmaceutica:

"Noi vi garantiamo un progetto a lungo-medio termine, perciò invitiamo le università e le imprese ad investire nei territori e a credere in questo campo, perché il made in Italy non deve significare solo food e fashion ma anche settore farmaceutico". 

In settembre, l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) annunciava trionfalmente:

"L'Italia guiderà nei prossimi cinque anni le strategie e le campagne vaccinali nel mondo. È quanto deciso al Global Health Security Agenda che si è svolto venerdì scorso alla Casa Bianca.

La nostra Nazione, rappresentata dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin,accompagnata dal Presidente  dell'AIFA Sergio Pecorelli, ha ricevuto l'incarico dal Summit di 40 Paesi dove è intervenuto anche il presidente Barack Obama." 


Ranieri Guerra (Consigliere scientifico ambasciata USA), Sergio Pecorelli (Presidente AIFA),
Bill Corr (sottosegretario Dipartimento Salute USA) Beatrice Lorenzin (Ministro Sanità Italiana)
  e Luca Franchetti Pardo (Vice-Ambasciatore per l'Italia in USA).

Nel mese di ottobre dello stesso anno Renzi invitava a Palazzo Chigi, per la prima volta nella storia repubblicana, i rappresentanti di dieci transnazionali del farmaco:

«Certo è che la presenza a palazzo Chigi dei Ceo di Bayer, Bristol-Myers Squibb, Eli Lilly, GlaxoSmithKline, Johnson & Johnson, Merck Serono, Novartis e Roche, insieme a due delle italiane ben radicate all'estero, non è stato un evento di secondo piano.

"Mai era accaduto che un primo ministro italiano convocasse un gruppo di Ceo mondiali della stessa categoria, gliene va dato merito. Per noi è un segnale molto positivo e una prova di fiducia nel nostro Paese", ha commentato Massimo Scaccabarozzi, presidente di Federfarma.

Ora, è chiaro, si attendono i fatti da parte del Governo. Chissà se già con la prossima legge di Stabilità.  La presenza  di  altri  ministri  accanto a Renzi, – da Pier Carlo Padoan (Economia) a Beatrice Lorenzin (Salute) fino a Federica Guidi (Sviluppo) – è di sicuro un segnale d'attenzione molto più grande verso le industrie.» 

Purtroppo con questa classe di governo non c'è da stupirsi se si vedono i suoi membri disponibili, in cambio della partecipazione a giri d'affari miliardari, a calpestare i diritti più consolidati, ad invertire l'ordine delle priorità sanitarie, e a fare del proprio paese un enorme laboratorio a cielo aperto che trasforma i suoi abitanti, in particolare i più indifesi, in cavie.

Il caso del ministro della Salute merita particolare attenzione. Eletta con Forza Italia, la Lorenzin è stata insediata, a partire dal 2013, in un ministero chiave da ben tre presidenti del Consiglio del PD in successione: Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni (un'ottima prova di quella sovrapponibilità tra PD e PDL tante volte denunciata dal M5S).

Pur avendo infarcito di appelli alla "scienza" e di condanne ad atteggiamenti "antiscientifici" i suoi discorsi sui vaccini, la funzionaria non solo non è laureata in alcuna disciplina scientifica, ma possiede soltanto un diploma in maturità classica.

Il che non le ha impedito di impegnarsi nell'oscurantista boicottaggio di "Vaxxed", il documentario dedicato al caso di Andrew Wakefield (ignobilmente trattato dal direttore di Lancet, dalla Stampa e dall'Ordine dei medici britannico), e alla frode, questa sì autentica e confessata da uno degli scienziati coinvolti, commessa dai CDC statunitensi (centri per il controllo e la prevenzione delle malattie; ndr) in relazione ai dati ufficiali sulla connessione tra vaccini e autismo.

Ed ecco il film "Vaxxed" sottotitolato e spesso censurato, sperando che non oscurino anche questo.



Ma la mancanza di autorevolezza della Lorenzin non si limita al piano culturale. Già Report nel 2013 aveva mostrato la cinica disinvoltura con cui la neo-eletta negava valore scientifico ai dati sull'aumento dei tumori nella "Terra dei Fuochi" (in Campania; ndr) e faceva vagamente riferimento a spiegazioni in termini di «stili di vita» 

Del tutto coerente con questo atteggiamento e con la successiva politica vaccinale, è la nomina all'inizio del 2016, all'ufficio di rappresentanza per la tutela della nostra salute alimentare e di quella animale presso l'Unione Europea, del Dr. Pasqualino Rossi, che era stato arrestato nel 2008 per aver fornito «informazioni riservate e addirittura la password dei terminali dell'Agenzia europea a Matteo Mantovani, il manager che curava gli interessi delle case farmaceutiche», in cambio di denaro e regali vari (dopo sette anni il Rossi è stato salvato dalla prescrizione).

È lo stesso dottore a cui si deve se, al contrario che in altri paesi europei, la nimesulide (Aulin) in Italia non è stata ritirata dal commercio. Il giudice Guariniello, nell'ordinanza di 400 pagine che accompagnava il mandato di arresto, sintetizzava: «Da quanto emerso, si registra una totale assenza nel Rossi dell'interesse per la tutela della salute pubblica» 

In un paese normale quest'ultimo episodio, presentato ai cittadini italiani in due puntate di Report sarebbe stato sufficiente per esigere le dimissioni immediate del ministro. Nel nostro, invece, non ha impedito nemmeno la seconda conferma della Lorenzin allo stesso posto nel nuovo governo Gentiloni (dicembre 2016). [...]

Il Movimento 5 Stelle, che in tanti altri casi aveva chiesto con insistenza le dimissioni di un ministro, compresa la stessa Lorenzin per ragioni nettamente meno gravi, in questo frangente non l'ha fatto, ma nell'ottobre 2016 (con Piernicola Pedicini) e nell'aprile di quest'anno (con Dalila Nesci) si è limitato a chiedere che Rossi fosse sostituito. [...]

[...] Il comunicato del M5S sui vaccini ha mostrato in maniera inaspettata e sconcertante la debolezza del partito in un momento in cui era stato appena commesso qualcosa di eccezionale gravità ai danni dei cittadini. [...]

Ma l'intero paragrafo lo si legga nell'articolo completo (QUI di nuovo il link), che si conclude con:

Se questo atto di resa alle transnazionali del farmaco (perché di questo si tratta) non verrà rapidamente ritirato o "reinterpretato", sarà una pagina nera non solo per il M5S ma anche per le sorti della democrazia partecipativa in Italia.

Un Decreto contro i Diritti civili e contro il Libero Confronto Scientifico

Il decreto vaccini, in collusione con la dirigenza della FNOMCeO (= Federazione Ordine dei Medici e Odontoiatri; ndr), non è sorto dal confronto con cittadini e medici, che anzi sono stati impediti dal prestare il proprio contributo di analisi ed esperienza essendone stati radiati! Ci si riferisce ai due clinici ed esperti tra i più informati sulla questione: il dr. Roberto Gava e il dr. Dario Miedico.
  

Dr. Roberto Gava, farmacologo, tossicologo e cardiologo (radiato dall'Albo)


Dr. Dario Miedico, epidemiologo e climatologo (radiato dall'Albo).
In più, già nell'ottobre 2015, un altro noto epidemiologo ‒ Vittorio Demicheli ‒ era stato minacciato di querela per aver avanzato critiche molto ragionevoli sul programma vaccinale, che poi si è dimesso nell'aprile di quest'anno da vicedirettore del Comparto Sanità della Regione Piemonte.


Dr. Vittorio Demicheli, epidemiologo e vicedirettore Comparto Sanità Piemonte (dimessosi). 
La compagine medica dovrebbe far sentire la propria voce contro questa manovra autoritaria che lede la propria dignità e che, se non adeguatamente contrastata, minerà irreversibilmente in Italia il rapporto fiduciario con la cittadinanza. [...]

[...] Per questo anche la comunità scientifica farebbe bene a prendere al più presto le distanze da quei personaggi la cui sovraesposizione mediale può far immaginare una competenza unanimemente riconosciuta, in netto contrasto con la scadente qualità delle loro dichiarazioni. [...]

[...] Lo scetticismo nei riguardi del decreto è un atteggiamento sano e conforme alla razionalità scientifica. Il tentativo di espropriare le famiglie del proprio diritto al consenso informato sulle vaccinazioni va respinto anche da chi ritenga di voler aderire personalmente a questo provvedimento coercitivo. Il vero allarme di fronte al quale tale obbligo ci pone è l'«emergenza democrazia».

Per concludere, se il decreto non verrà presto ritirato si aprirà una stagione di lotte cittadine contro una svolta autoritaria che, se non bloccata, avrebbe il doppio effetto di prostituire la scienza e fare strame dei diritti fondamentali che definiscono le identità italiana ed europea.

Marco Mamone Capria
Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it

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Mondo Tempo Reale è il blog che dal 2010 vi racconta le notizie più incredibili, strane, curiose e divertenti: fatti imbarazzanti, ladri imbranati, prodotti assurdi, ricerche scientifiche decisamente insolite.
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